Lo studio riguarda adulti affetti da Relapsing Multiple Sclerosis, una malattia in cui la copertura protettiva dei nervi è danneggiata e si verificano periodi in cui compaiono nuovi sintomi o quelli peggiorano, chiamati “recidive”. Il trial confronta un farmaco orale chiamato fenebrutinib, presentato sotto forma di compressa rivestita, con il farmaco orale già in uso teriflunomide. I partecipanti ricevono il farmaco attivo o una compressa inattiva (placebo) in modo che né i pazienti né i ricercatori sappiano quale trattamento è stato assegnato.
L’obiettivo è capire se il nuovo farmaco possa diminuire il numero di recidive più efficacemente rispetto al trattamento già disponibile.
Nel corso dello studio i partecipanti assumono una compressa al giorno per circa un anno e si recano periodicamente in clinica per controlli di sicurezza, misurazioni dei segni vitali e analisi del sangue. Vengono eseguite scansioni cerebrali con MRI, un esame indolore che utilizza magneti per creare immagini del cervello, per monitorare la comparsa di nuove lesioni. Vengono registrati eventuali problemi di salute e si raccoglie informazioni su come la malattia influisce sulla vita quotidiana.



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