La ricerca riguarda il ovarian cancer che è diventato resistente ai farmaci a base di platino, cioè non risponde più alle terapie tradizionali a base di questo elemento. Questa condizione è nota come carcinoma ovarico resistente al platino e richiede nuove opzioni terapeutiche.
Nel trial i partecipanti vengono divisi in due gruppi: uno riceve il nuovo agente sperimentale Mo-Rez, mentre l’altro segue il trattamento standard scelto dal medico, che può includere farmaci come topotecan, paclitaxel, pembrolizumab, doxorubicin hydrochloride, gemcitabine hydrochloride o bevacizumab. Lo scopo dello studio è valutare se il nuovo farmaco è più efficace rispetto alle terapie abituali.
Le persone iscritte vengono assegnate casualmente a uno dei due gruppi e ricevono infusioni endovenose periodiche in ambito ospedaliero. Durante il percorso vengono effettuati controlli regolari con esami di imaging valutati secondo i criteri RECIST, esami del sangue includendo il marcatore CA-125, e questionari sulla qualità della vita come gli strumenti EORTC QLQ-C30 e EORTC QLQ-OV28. Il follow‑up continua fino a quando la malattia non progredisce o si verificano effetti indesiderati significativi, con visite di monitoraggio per valutare la risposta al trattamento e la sicurezza.



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