Blueclinical Investigacao E Desenvolvimento Em Saude Lda.
Porto, Portogallo
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Il farmaco in studio è il Ruxolitinib, presentato sotto forma di compressa da 20 mg da assumere per via orale. Lo studio coinvolge volontari sani, quindi non è legato a una specifica malattia.
Lo scopo è confrontare la bioavailability tra il prodotto di test e quello di riferimento, cioè verificare quanto il principio attivo raggiunge la circolazione sanguigna con ciascuna compressa. I partecipanti assumono una compressa a stomaco vuoto, poi, dopo un periodo di pausa, assumono l’altra compressa; durante le due giornate vengono prelevati piccoli campioni di sangue per misurare la quantità di farmaco e vengono controllati segni di eventuali effetti indesiderati.
Lo studio si svolge in 7 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è una compressa da assumere per via orale che contiene il principio attivo ruxolitinib. Questo farmaco appartiene a una classe chiamata inibitori JAK e agisce bloccando alcune vie di segnalazione nelle cellule del sangue. In questo studio è stato utilizzato come prodotto sperimentale per capire quanto velocemente e quanto bene il corpo assorbe il farmaco quando viene assunto a stomaco vuoto.
è il nome commerciale di una compressa orale che contiene lo stesso principio attivo, ruxolitinib. Viene impiegato come prodotto di riferimento, cioè come “standard” con cui confrontare il prodotto sperimentale. Anche questo farmaco è un inibitore JAK e la sua funzione nello studio è stata quella di mostrare il profilo di assorbimento tipico, così da poter valutare se il nuovo prodotto sperimentale è simile o diverso.
È una compressa da 20 mg da assumere per via orale; il principio attivo è il fosfato di ruxolitinib. Il farmaco è già approvato e presente nella letteratura medica. Viene utilizzato principalmente per alcune malattie del sangue, come la mielofibrosi. Agisce bloccando una proteina chiamata JAK, che regola la crescita cellulare, ed è classificato come inibitore della Janus chinasi (farmaco antitumorale).
È una compressa da 20 mg da assumere per via orale; il principio attivo è ruxolitinib. Anche questo prodotto è approvato e ampiamente studiato in ambito clinico. È indicato per trattare patologie ematologiche, in particolare la mielofibrosi. Il suo meccanismo consiste nel inibire la proteina JAK, riducendo l’attività eccessiva delle cellule del sangue, e rientra nella classe degli inibitori della Janus chinasi.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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