Katholieke Universiteit te Leuven
Centro verificato
Lovanio, Belgio
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Questo studio riguarda l'arterite a cellule giganti, una malattia che causa infiammazione dei vasi sanguigni, in particolare delle arterie di medie e grandi dimensioni. L'arterite a cellule giganti può colpire diverse arterie del corpo, incluse quelle che portano sangue alla testa e agli occhi, e può causare problemi alla vista se non viene diagnosticata e trattata in tempo. Lo studio utilizza un nuovo marcatore chiamato [18F]FAPI-74, che è una soluzione per iniezione somministrata per via endovenosa. Questo marcatore viene utilizzato insieme a una tecnica di imaging chiamata PET, che è una tomografia a emissione di positroni ad altissima risoluzione, per ottenere immagini dettagliate delle arterie infiammate. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno anche un altro marcatore chiamato FDG, che è attualmente lo standard di riferimento per questo tipo di esame.
Lo scopo dello studio è valutare se il nuovo marcatore FAPI può essere altrettanto efficace o migliore del FDG nel diagnosticare l'arterite a cellule giganti, in particolare per visualizzare l'infiammazione attiva nell'arteria oftalmica, che è il vaso sanguigno che porta sangue all'occhio. I ricercatori vogliono anche verificare se questo nuovo marcatore può identificare l'attivazione cronica dei fibroblasti, che sono cellule del tessuto connettivo che possono essere coinvolte nel processo infiammatorio. Inoltre, lo studio mira a comprendere meglio il ruolo di una proteina chiamata FAP nello sviluppo della malattia, analizzando campioni di tessuto arterioso prelevati da pazienti con arterite a cellule giganti.
Durante lo studio, i partecipanti che hanno un forte sospetto clinico di arterite a cellule giganti verranno sottoposti a esami di imaging con entrambi i marcatori, FAPI e FDG, utilizzando la tecnologia PET ad altissima risoluzione. Gli esami verranno eseguiti prima dell'inizio del trattamento con glucocorticosteroidi, che sono farmaci utilizzati per ridurre l'infiammazione, oppure entro i primi tre giorni dall'inizio della terapia se è necessario iniziare il trattamento urgentemente per sintomi gravi. I ricercatori confronteranno le immagini ottenute con i due marcatori per valutare quale sia più accurato nel diagnosticare la malattia e nel distinguere l'arterite a cellule giganti da altre cause di perdita della vista. Lo studio seguirà anche l'evoluzione della malattia nel tempo, confrontando le immagini nella fase attiva con quelle durante la remissione, quando i sintomi sono migliorati.
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è un tracciante radioattivo utilizzato durante una scansione PET/CT per aiutare i medici a vedere e valutare l'infiammazione attiva nei vasi sanguigni, in particolare nell'arteria oftalmica che porta sangue agli occhi.
è un tracciante radioattivo utilizzato durante una scansione PET/CT che aiuta a identificare cellule specifiche chiamate fibroblasti che possono essere attive nell'infiammazione dei vasi sanguigni. Questo tracciante viene confrontato con il metodo standard attuale per vedere se funziona altrettanto bene o meglio.
è un tracciante radioattivo attualmente considerato il metodo standard per le scansioni PET che aiuta a visualizzare l'infiammazione nei vasi sanguigni. Viene utilizzato come riferimento per confrontare l'efficacia dei nuovi traccianti.
Si tratta di un tracciante radioattivo utilizzato nella tomografia ad emissione di positroni (PET) che si lega a una proteina presente nei fibroblasti attivati, cellule coinvolte nei processi infiammatori e di riparazione dei tessuti. Questo farmaco viene somministrato per via endovenosa prima dell'esame di imaging e permette di visualizzare le aree di infiammazione attiva nei vasi sanguigni, in particolare nell'arterite a cellule giganti. Attualmente è oggetto di studi clinici per valutare se possa essere efficace quanto o più del tracciante standard FDG nell'identificare l'infiammazione delle arterie e per monitorare l'attivazione cronica dei fibroblasti nei pazienti affetti da questa malattia. Il suo meccanismo d'azione si basa sul riconoscimento specifico della proteina di attivazione dei fibroblasti, permettendo una visualizzazione più precisa delle zone colpite dall'infiammazione vascolare.
È un tracciante radioattivo a base di glucosio modificato che viene somministrato per via endovenosa e utilizzato nella tomografia ad emissione di positroni (PET) per identificare aree di aumentata attività metabolica nel corpo. Rappresenta attualmente lo standard di riferimento nella diagnostica per immagini dell'arterite a cellule giganti, poiché le cellule infiammate consumano più energia e quindi accumulano maggiori quantità di questo tracciante. Il suo meccanismo d'azione si basa sul fatto che viene assorbito dalle cellule attive come se fosse glucosio normale, ma rimane intrappolato all'interno permettendo di creare immagini dettagliate delle zone infiammate. Questo farmaco appartiene alla categoria dei radiofarmaci diagnostici ed è ampiamente utilizzato in medicina per la diagnosi e il monitoraggio di varie condizioni infiammatorie e tumorali.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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