La retinite pigmentosa è una malattia genetica rara che colpisce la retina, causando una progressiva perdita della vista. Attualmente sono in corso numerosi studi clinici che valutano terapie innovative, tra cui terapie geniche e trattamenti farmacologici, con l’obiettivo di rallentare la progressione della malattia e migliorare la funzione visiva dei pazienti.
Studi clinici in corso sulla retinite pigmentosa: panoramica delle terapie innovative
La retinite pigmentosa è un gruppo di malattie genetiche rare che colpiscono la capacità della retina di rispondere alla luce, portando a un progressivo declino della vista. Questa condizione inizia tipicamente con cecità notturna, seguita da una perdita della visione periferica, e può eventualmente portare a una visione centrale ridotta. Attualmente sono in corso 10 studi clinici che stanno valutando diverse terapie innovative per questa condizione.
Terapie geniche per mutazioni specifiche
Studio sul trattamento con ultevursen in pazienti con retinite pigmentosa causata da mutazioni nell’esone 13 del gene USH2A
Localizzazione: Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi
Questo studio si concentra su pazienti con retinite pigmentosa causata da mutazioni specifiche nell’esone 13 del gene USH2A. Il trattamento sperimentale è ultevursen (noto anche come QR-421a), un oligonucleotide antisenso somministrato tramite iniezione intravitreale direttamente nell’occhio. Lo studio valuterà l’efficacia e la sicurezza del trattamento per un periodo di 24 mesi.
Durante lo studio, i partecipanti riceveranno iniezioni di ultevursen o una procedura simulata (sham procedure). I ricercatori monitoreranno i cambiamenti nella visione e nella struttura dell’occhio utilizzando vari test, tra cui la tomografia a coerenza ottica (OCT), test del campo visivo e della sensibilità retinica. L’obiettivo principale è misurare i cambiamenti nella zona ellipsoide della retina, tipicamente colpita in questa condizione.
Possono partecipare adulti dai 18 anni in su o minori (12-17 anni) con il consenso dei genitori. I criteri principali includono: avere una qualità visiva simile in entrambi gli occhi, una visione minima di 55 lettere nei test visivi, diagnosi genetica confermata di mutazioni nel gene USH2A, e disponibilità a utilizzare metodi contraccettivi efficaci durante lo studio (per donne in età fertile e uomini fertili).
Studio sull’efficacia e la sicurezza di ultevursen per pazienti con retinite pigmentosa dovuta a mutazioni del gene USH2A
Localizzazione: Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi
Questo studio parallelo valuta anch’esso l’ultevursen per pazienti con retinite pigmentosa causata da mutazioni nell’esone 13 del gene USH2A. Il protocollo prevede iniezioni intravitreali regolari per un periodo di due anni, con monitoraggio continuo della sensibilità retinica, dell’acuità visiva e di altri parametri legati alla visione.
I partecipanti saranno assegnati casualmente al gruppo di trattamento o al gruppo sham. Durante i 24 mesi di studio, verranno eseguiti regolari controlli per valutare eventuali effetti collaterali e misurare l’efficacia del trattamento. L’età minima per partecipare è di 8 anni, con il consenso dei genitori per i minori.
Studio sulla sicurezza e l’efficacia a lungo termine di botaretigene sparoparvovec per pazienti con retinite pigmentosa legata al cromosoma X
Localizzazione: Belgio, Danimarca, Francia, Italia, Paesi Bassi, Spagna
Questo studio si concentra sulla retinite pigmentosa legata al cromosoma X causata da mutazioni nel gene RPGR. Il trattamento sperimentale è AAV5-hRKp.RPGR, una terapia genica somministrata tramite iniezione sottoretinica. Lo studio mira a valutare la sicurezza e l’efficacia a lungo termine di questo trattamento, monitorando i partecipanti fino a dicembre 2029.
I partecipanti devono aver completato precedentemente lo studio MGT-RPGR-021. Durante lo studio, verranno eseguiti regolari test di mobilità guidata dalla visione e valutazioni della funzione visiva. Lo studio include sia partecipanti maschi che femmine, compresi individui da popolazioni vulnerabili che potrebbero aver bisogno di cure o protezioni extra.
Studio sulla sicurezza di HORA-PDE6B in pazienti con retinite pigmentosa con mutazioni del gene PDE6B
Localizzazione: Francia
Questo studio valuta la terapia genica HORA-PDE6B per pazienti con retinite pigmentosa causata da mutazioni nel gene PDE6B. Il trattamento viene somministrato tramite iniezione sottoretinica e mira a correggere il difetto genetico per migliorare la visione.
Prima del trattamento, vengono somministrati colliri preparatori contenenti atropina solfato e fenilefrina cloridrato per dilatare la pupilla. Dopo l’iniezione sottoretinica, viene somministrato desametasone fosfato per ridurre l’infiammazione. I partecipanti devono avere almeno 18 anni per alcuni gruppi dello studio e almeno 13 anni per altri gruppi. È richiesta una diagnosi genetica confermata di mutazioni nel gene PDE6B e la presenza di visione centrale residua.
Studio sulla sicurezza e l’efficacia a lungo termine della terapia genica per la coroideremia e la retinite pigmentosa legata al cromosoma X utilizzando AAV2-REP1 e AAV8-RPGR in pazienti precedentemente trattati
Localizzazione: Francia, Germania
Questo studio di follow-up monitora pazienti che hanno precedentemente ricevuto terapie geniche per la coroideremia o la retinite pigmentosa legata al cromosoma X. Per la coroideremia, il trattamento è AAV2-REP1, mentre per la retinite pigmentosa legata al cromosoma X è AAV8-RPGR. Entrambi i trattamenti vengono somministrati tramite iniezione sottoretinica.
Lo studio mira a raccogliere dati sulla sicurezza e l’efficacia a lungo termine di questi trattamenti. I partecipanti devono essere maschi e aver precedentemente partecipato a studi specifici di terapia genica retinica. Le valutazioni regolari includono test dell’acuità visiva, fotografia del fundus, autofluorescenza del fundus e valutazioni del campo visivo. Lo studio dovrebbe concludersi entro dicembre 2026.
Studio sulla sicurezza e l’efficacia di AGTC-501 per uomini con retinite pigmentosa legata al cromosoma X
Localizzazione: Spagna
Questo studio valuta AGTC-501, una terapia genica per la retinite pigmentosa legata al cromosoma X causata da mutazioni nel gene RPGR. Il trattamento viene somministrato come singola iniezione sottoretinica direttamente nella retina.
I partecipanti devono essere maschi di età compresa tra 12 e 50 anni con diagnosi clinica confermata di retinite pigmentosa legata al cromosoma X e mutazioni genetiche specifiche nel gene RPGR. Lo studio monitorerà i cambiamenti nella visione e nella salute oculare nel tempo utilizzando vari test, tra cui microperimetria MAIA, test di mobilità e altre valutazioni per misurare l’efficacia del trattamento. Il follow-up includerà valutazioni a 12, 18 e 24 mesi, con lo studio che dovrebbe concludersi entro settembre 2030.
Studio sulla sicurezza e gli effetti della terapia genica CPK850 per pazienti con retinite pigmentosa dovuta a mutazioni del gene RLBP1
Localizzazione: Svezia
Questo studio si concentra sulla retinite pigmentosa causata da mutazioni bialleliche nel gene RLBP1. Il trattamento sperimentale è CPK850, una terapia genica somministrata come soluzione per iniezione direttamente nello spazio sottoretinico dell’occhio.
I partecipanti devono avere un’età compresa tra 18 e 70 anni, con livelli specifici di acuità visiva e diagnosi clinica confermata di retinite pigmentosa con mutazioni genetiche specifiche. Prima del trattamento, vengono eseguiti test di gravidanza per le partecipanti femminili. Durante lo studio, verranno condotti regolari esami oculistici e valutazioni della funzione visiva, con particolare attenzione al recupero del sistema dei bastoncelli nell’occhio trattato. Il follow-up a lungo termine continua fino a un anno dopo il trattamento.
Terapie innovative non geniche
Studio sulla sicurezza e gli effetti di ISTEM-01 e micofenolato mofetile per pazienti con retinite pigmentosa dovuta a mutazione genetica
Localizzazione: Francia
Questo studio valuta ISTEM-01, un cerotto medicato contenente cellule dell’epitelio pigmentato retinico (RPE) derivate da cellule staminali embrionali umane. Il cerotto viene impiantato in un occhio del paziente per valutare la sicurezza e la tollerabilità del trattamento per un periodo di 56 settimane.
I partecipanti devono avere un’età compresa tra 18 e 65 anni con diagnosi documentata di retinite pigmentosa confermata da test genetici che mostrano una mutazione monogenica specifica. Durante lo studio, vengono eseguiti regolari esami oculistici e test per verificare il posizionamento del cerotto terapeutico e osservare eventuali cambiamenti nella struttura e funzione dell’occhio. Questi test includono la tomografia a coerenza ottica (OCT) e altre valutazioni per misurare l’acuità visiva e la pressione oculare. Il follow-up a lungo termine continua annualmente per monitorare gli effetti prolungati del trattamento.
Studio sulla sicurezza della terapia genica GS030-DP per pazienti con retinite pigmentosa
Localizzazione: Francia
Questo studio valuta GS030-DP, una terapia genica somministrata come singola iniezione intravitreale nell’occhio, combinata con l’uso di un dispositivo speciale di stimolazione luminosa chiamato GS030-MD. Il trattamento coinvolge un vettore virale adeno-associato modificato che trasporta materiale genetico per aiutare a ripristinare la sensibilità alla luce nell’occhio.
I partecipanti devono avere un’età compresa tra 18 e 75 anni con diagnosi di retinite pigmentosa non sindromica confermata da esame clinico o test oculistici speciali. Dopo l’iniezione, i pazienti utilizzano regolarmente il dispositivo di stimolazione luminosa. Lo studio monitorerà i pazienti per un anno dopo il trattamento per verificare eventuali effetti collaterali e valutare l’efficacia del trattamento. Durante questo periodo, verranno eseguiti vari test per misurare i cambiamenti nella visione e nella struttura dell’occhio. Le donne in età fertile devono sottoporsi a test di gravidanza negativi e accettare di utilizzare metodi contraccettivi efficaci per 12 mesi dopo il trattamento.
Studio sugli effetti della N-acetilcisteina orale per pazienti con retinite pigmentosa
Localizzazione: Austria, Germania, Paesi Bassi
Questo studio valuta N-acetilcisteina (NAC), un farmaco antiossidante somministrato per via orale sotto forma di compresse effervescenti. Lo studio confronterà gli effetti della NAC con un placebo per determinare se la NAC può aiutare a mantenere la funzione visiva e ridurre la disabilità visiva nei pazienti con retinite pigmentosa.
I partecipanti devono avere un’età compresa tra 18 e 65 anni e assumere il trattamento due volte al giorno (1800 mg di NAC per dose) per un periodo di 45 mesi. I partecipanti verranno assegnati casualmente a ricevere il trattamento con NAC o un placebo, e né i partecipanti né i ricercatori sapranno chi sta ricevendo quale trattamento. Durante lo studio, i partecipanti avranno controlli regolari per monitorare la loro visione e salute generale, inclusi test che valutano la sensibilità della macula e l’acuità visiva. I partecipanti devono essere disposti a seguire il protocollo dello studio e non assumere altri integratori oltre alla vitamina A.
Sintesi e osservazioni importanti
Gli studi clinici attualmente in corso sulla retinite pigmentosa rappresentano un significativo progresso nella ricerca di trattamenti efficaci per questa condizione debilitante. Diverse osservazioni importanti emergono dall’analisi di questi studi:
Approcci terapeutici mirati: La maggior parte degli studi si concentra su terapie geniche specifiche per mutazioni particolari (USH2A, RPGR, PDE6B, RLBP1), riflettendo l’approccio della medicina personalizzata. Questo è particolarmente promettente in quanto i trattamenti possono essere sviluppati per correggere difetti genetici specifici.
Distribuzione geografica: Gli studi sono condotti principalmente in Europa, con particolare concentrazione in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Spagna. Questo offre ai pazienti europei diverse opportunità di partecipazione.
Metodi di somministrazione: Le terapie geniche vengono principalmente somministrate tramite iniezione sottoretinica o intravitreale, procedure che richiedono competenze chirurgiche specializzate. Alcuni studi utilizzano approcci innovativi come cerotti medicati con cellule staminali o dispositivi di stimolazione luminosa.
Durata degli studi: I periodi di monitoraggio variano da 12 mesi a diversi anni, con alcuni studi di follow-up a lungo termine che si estendono fino al 2029-2030. Questo riflette l’importanza di valutare la sicurezza e l’efficacia a lungo termine di questi trattamenti innovativi.
Criteri di partecipazione: La maggior parte degli studi richiede conferma genetica della mutazione specifica, livelli minimi di funzione visiva residua e, per le terapie geniche, l’assenza di altre malattie oculari significative. Molti studi includono anche minori con il consenso dei genitori, ampliando le opzioni di trattamento per i pazienti più giovani.
Terapie non geniche: Oltre alle terapie geniche, vengono valutati anche approcci farmacologici come la N-acetilcisteina, che agisce come antiossidante per proteggere le cellule retiniche dal danno.
Per i pazienti interessati a partecipare a questi studi, è essenziale consultare il proprio oculista per determinare l’idoneità e comprendere i potenziali benefici e rischi. La partecipazione a studi clinici non solo offre l’accesso a trattamenti innovativi, ma contribuisce anche all’avanzamento della conoscenza medica che potrebbe beneficiare i futuri pazienti con retinite pigmentosa.





