La mielofibrosi è una rara malattia del midollo osseo che causa la formazione di tessuto cicatriziale nel midollo, compromettendo la produzione di cellule del sangue. Attualmente sono in corso 30 studi clinici dedicati a questa patologia, di cui 10 vengono descritti in dettaglio in questo articolo. Questi studi stanno testando nuove terapie per i pazienti con mielofibrosi, comprese combinazioni di farmaci e trattamenti innovativi per coloro che non hanno risposto alle terapie standard.
Studi Clinici in Corso sulla Mielofibrosi
La mielofibrosi rappresenta una sfida terapeutica significativa, soprattutto per i pazienti che non rispondono adeguatamente ai trattamenti convenzionali. Gli studi clinici in corso stanno esplorando diverse strategie terapeutiche, inclusi nuovi inibitori JAK, combinazioni di farmaci e approcci immunoterapici. Di seguito vengono presentati 10 studi clinici attualmente attivi in vari Paesi europei.
Studi Clinici Disponibili
Studio sulla Sicurezza ed Efficacia di Fedratinib e Azacitidina per Pazienti con Mielofibrosi in Fase Accelerata
Localizzazione: Germania
Questo studio clinico si concentra su pazienti la cui mielofibrosi è progredita verso una fase accelerata, una condizione più grave della malattia. Il trattamento in esame prevede la combinazione di due farmaci: fedratinib, somministrato sotto forma di capsule rigide, e azacitidina (CC-486), fornita come compresse rivestite con film. L’obiettivo dello studio è valutare la sicurezza e l’efficacia di questa terapia combinata.
I partecipanti allo studio riceveranno la combinazione di fedratinib e CC-486, oppure un placebo per confrontare gli effetti. Lo studio si svolgerà in due fasi: nella prima fase, l’attenzione sarà rivolta alla sicurezza e alla tollerabilità della combinazione; nella seconda fase, si valuterà l’efficacia del trattamento nel raggiungere la migliore risposta possibile, che potrebbe includere miglioramento clinico, remissione parziale o completa della malattia.
I criteri di inclusione richiedono che i partecipanti abbiano almeno 18 anni, una diagnosi confermata di neoplasia mieloproliferativa in fase accelerata (con il 10-19% di blasti nel sangue o nel midollo osseo) e un punteggio ECOG compreso tra 0 e 2. Lo studio è previsto proseguire fino al 2027.
Studio sull’Accesso Esteso a Momelotinib per Pazienti con Mielofibrosi
Localizzazione: Belgio, Bulgaria, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Polonia, Romania, Spagna
Questo studio fornisce accesso esteso al farmaco momelotinib diidrocloruro monoidrato, somministrato in forma di compressa, per pazienti con mielofibrosi primaria o sviluppatasi dopo policitemia vera o trombocitemia essenziale. Lo scopo principale è valutare la sicurezza a lungo termine di momelotinib nei pazienti che stanno già ricevendo questo trattamento e non hanno sperimentato un peggioramento della malattia.
Per partecipare, i pazienti devono essere attualmente arruolati in uno degli studi specifici (GS-US-352-0101, GS-US-352-1214, GS-US-352-1154 o SRA-MMB-301) e non aver manifestato progressione della malattia. Durante lo studio, i ricercatori monitoreranno attentamente eventuali effetti collaterali, la loro gravità e la loro relazione con il farmaco.
Gli obiettivi secondari includono la misurazione della sopravvivenza globale e della sopravvivenza libera da leucemia. Lo studio è previsto concludersi il 31 dicembre 2026 e fornirà informazioni preziose sulla sicurezza a lungo termine di momelotinib.
Studio sull’Efficacia e Sicurezza di Selinexor per Pazienti con Mielofibrosi e Trombocitopenia Moderata Non Trattati con Inibitori JAK
Localizzazione: Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Spagna
Questo studio si concentra su pazienti con mielofibrosi che non sono stati precedentemente trattati con inibitori JAK e che presentano trombocitopenia moderata (un numero di piastrine inferiore alla norma). Il trattamento in esame è selinexor, un farmaco assunto per via orale in forma di compresse.
L’obiettivo è valutare quanto efficacemente selinexor funzioni come terapia singola nel trattamento della mielofibrosi. I partecipanti assumeranno selinexor per un periodo massimo di 105 giorni, durante il quale avranno controlli regolari per monitorare la loro salute e verificare come il trattamento influenzi la loro condizione. Lo studio confronterà anche gli effetti di selinexor con quelli di un placebo.
I criteri di inclusione richiedono una diagnosi confermata di mielofibrosi, sintomi attivi della malattia, campioni di midollo osseo disponibili e una milza ingrossata visibile alla scansione. I partecipanti devono inoltre avere una conta piastrinica entro un determinato intervallo e livelli adeguati di funzionalità epatica e renale. Lo studio includerà anche valutazioni tramite imaging (risonanza magnetica o TAC) per misurare i cambiamenti nelle dimensioni della milza.
Studio sulla Sicurezza di Bomedemstat per Pazienti con Neoplasie Mieloproliferative che Hanno Partecipato a un Precedente Studio su Bomedemstat
Localizzazione: Italia
Questo studio clinico è focalizzato su un gruppo di malattie note come neoplasie mieloproliferative, che includono trombocitemia essenziale, policitemia vera e mielofibrosi. Il trattamento testato è bomedemstat (noto anche come MK-3543), un farmaco assunto per via orale sotto forma di capsule rigide.
Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e la tollerabilità di bomedemstat in pazienti che hanno precedentemente partecipato a uno studio clinico con questo farmaco e lo hanno ricevuto per almeno sei mesi. Si tratta di uno studio di estensione che continuerà a monitorare questi partecipanti per garantire che il trattamento rimanga sicuro e per osservare eventuali effetti collaterali.
Per essere idonei, i pazienti devono aver tollerato bene il farmaco e aver beneficiato del trattamento secondo la valutazione del medico. Devono inoltre essere in grado di deglutire le capsule e seguire le istruzioni per l’assunzione del farmaco a casa. Lo studio è previsto proseguire fino al 5 febbraio 2035, fornendo dati preziosi sull’uso a lungo termine di bomedemstat.
Studio di Imetelstat Confrontato con Terapia Standard per il Trattamento della Mielofibrosi a Rischio Intermedio-2 o Alto in Pazienti Non Responsivi agli Inibitori JAK
Localizzazione: Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna
Questo studio confronta un nuovo trattamento chiamato imetelstat con le migliori terapie disponibili per pazienti con mielofibrosi a rischio intermedio-2 o alto che non hanno risposto agli inibitori JAK. Imetelstat viene somministrato come soluzione per infusione, ovvero direttamente nel flusso sanguigno attraverso una vena.
I partecipanti verranno assegnati casualmente a ricevere imetelstat o uno dei trattamenti standard, che possono includere farmaci come danazolo, corticosteroidi, busulfano, anagrelide, cladribina, idrossicarbamide, mercaptopurina o altre opzioni di supporto. Alcuni partecipanti potrebbero ricevere un placebo per aiutare a confrontare gli effetti dei trattamenti.
L’obiettivo principale è verificare se imetelstat possa aiutare i pazienti a vivere più a lungo rispetto alle terapie attualmente disponibili. I criteri di inclusione richiedono una diagnosi confermata di mielofibrosi secondo criteri medici specifici, classificazione come rischio intermedio-2 o alto, precedente trattamento con inibitori JAK per almeno 3-6 mesi senza successo, milza ingrossata misurabile e sintomi attivi della malattia. Lo studio è previsto concludersi nell’aprile 2026.
Studio sull’Aggiunta di Navtemadlin a Ruxolitinib per Pazienti con Mielofibrosi e Risposta Subottimale a Ruxolitinib
Localizzazione: Austria, Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna
Questo studio esamina pazienti con mielofibrosi che non hanno risposto adeguatamente al trattamento con ruxolitinib. Lo studio testerà l’efficacia e la sicurezza dell’aggiunta di un nuovo farmaco chiamato navtemadlin (KRT-232) al trattamento esistente con ruxolitinib, confrontandolo con placebo più ruxolitinib.
L’obiettivo è verificare se l’aggiunta di navtemadlin possa contribuire a ridurre le dimensioni della milza e migliorare i sintomi nei pazienti con mielofibrosi. I partecipanti assumeranno compresse di navtemadlin o placebo insieme a ruxolitinib. Si tratta di uno studio in doppio cieco, il che significa che né i partecipanti né i ricercatori sapranno chi sta ricevendo il farmaco effettivo o il placebo.
Lo studio prevede una fase iniziale di trattamento con ruxolitinib per stabilire una dose stabile, seguita da una fase randomizzata in cui viene aggiunto navtemadlin o placebo. I pazienti devono avere una diagnosi confermata di mielofibrosi primaria o post-policitemia vera o post-trombocitemia essenziale, essere classificati come rischio alto, intermedio-1 o intermedio-2 secondo l’IPSS, e non essere stati precedentemente trattati con inibitori JAK. Lo studio è previsto concludersi il 31 maggio 2029.
Studio su KER-050 e Ruxolitinib per Pazienti con Mielofibrosi e Anemia
Localizzazione: Francia, Italia, Spagna
Questo studio esplora l’uso di KER-050, testato sia da solo che in combinazione con ruxolitinib, per pazienti con mielofibrosi che presentano anche anemia. KER-050 viene somministrato come soluzione per iniezione, mentre ruxolitinib è disponibile in forma di compresse.
Lo studio è suddiviso in diverse parti: inizialmente, i partecipanti riceveranno dosi crescenti di KER-050 per determinare la dose più sicura ed efficace. Questa fase aiuterà a capire quanto bene i partecipanti tollerano il trattamento. Successivamente, lo studio si espanderà per includere più partecipanti e valutare ulteriormente la sicurezza della dose scelta. È prevista anche una fase di estensione a lungo termine per valutare la sicurezza continua di KER-050, con o senza ruxolitinib.
I criteri di inclusione richiedono che i partecipanti abbiano almeno 18 anni, un punteggio ECOG di 2 o inferiore, un’aspettativa di vita di almeno 12 mesi e una diagnosi confermata di mielofibrosi primaria o secondaria. I pazienti devono inoltre presentare anemia, dimostrata dalla necessità di trasfusioni di sangue o da bassi livelli di emoglobina. Lo studio è previsto proseguire fino al 2029.
Studio di Selinexor per Pazienti con Mielofibrosi Precedentemente Trattata
Localizzazione: Italia, Spagna
Questo studio valuta l’efficacia e la sicurezza di selinexor, un farmaco assunto in forma di compresse rivestite con film, per pazienti che hanno già ricevuto trattamento per la mielofibrosi. I partecipanti riceveranno selinexor o un trattamento scelto dal loro medico (definito “scelta del medico”).
Lo scopo è determinare quanto efficacemente selinexor funzioni rispetto alla scelta del medico in pazienti con mielofibrosi precedentemente trattata. Lo studio prevede controlli e valutazioni regolari per monitorare gli effetti del trattamento. I partecipanti verranno assegnati casualmente a uno dei due gruppi di trattamento e continueranno con il trattamento assegnato per un periodo specificato.
I criteri di inclusione richiedono una diagnosi confermata di mielofibrosi, precedente trattamento con inibitori JAK per almeno 6 mesi, milza ingrossata misurabile (volume di 450 cm³ o superiore alla risonanza magnetica o TAC) e mielofibrosi recidivata, non responsiva o intollerante agli inibitori JAK. Lo studio esaminerà anche come il trattamento influenzi i sintomi e la salute generale, compresi eventuali cambiamenti nelle dimensioni della milza.
Studio di Fedratinib e Nivolumab per Pazienti con Mielofibrosi Resistente al Trattamento con Inibitori JAK
Localizzazione: Germania
Questo studio esplora una terapia combinata che utilizza due farmaci: fedratinib, assunto in capsule, e nivolumab, somministrato attraverso infusione endovenosa. Lo studio è rivolto a pazienti con mielofibrosi che non hanno risposto bene ai trattamenti precedenti noti come inibitori JAK.
L’obiettivo è valutare l’efficacia di questa terapia combinata nel migliorare i sintomi, ridurre la necessità di trasfusioni di sangue e migliorare la qualità di vita complessiva. Fedratinib agisce bloccando determinate proteine coinvolte nella crescita delle cellule tumorali, mentre nivolumab è un tipo di immunoterapia che aiuta il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali in modo più efficace.
I criteri di inclusione richiedono che i pazienti abbiano firmato un modulo di consenso informato, abbiano uno stato nutrizionale normale, siano di età pari o superiore a 18 anni, abbiano una diagnosi di mielofibrosi secondo criteri medici specifici e abbiano avuto una risposta assente o subottimale a qualsiasi terapia con inibitori JAK. Durante lo studio, la sicurezza del trattamento sarà attentamente monitorata, compresi eventuali effetti collaterali che potrebbero verificarsi.
Studio su Tasquinimod per Pazienti con Mielofibrosi Refrattaria o Intollerante agli Inibitori JAK2
Localizzazione: Germania, Paesi Bassi
Questo studio testa tasquinimod, un farmaco assunto in capsule in dosaggi di 0,25 mg, 0,5 mg e 1 mg, per pazienti con mielofibrosi che non hanno risposto bene o non possono tollerare gli inibitori JAK. Lo studio è suddiviso in due fasi: la prima fase si concentra sulla determinazione della sicurezza di tasquinimod e sulla ricerca del dosaggio appropriato; la seconda fase mira a valutare quanto efficacemente tasquinimod riduca le dimensioni della milza.
I partecipanti assumeranno tasquinimod una volta al giorno e saranno monitorati per eventuali effetti collaterali e cambiamenti nella loro condizione. La riduzione delle dimensioni della milza viene misurata utilizzando tecniche di imaging come risonanza magnetica o TAC dopo 24 settimane di trattamento.
I criteri di inclusione richiedono una diagnosi di mielofibrosi primaria, post-policitemia vera o post-trombocitemia essenziale basata su un test del midollo osseo non più vecchio di 6 mesi, precedente tentativo con inibitori JAK trovato inefficace o intollerabile, mielofibrosi classificata come rischio intermedio-1 con sintomi, intermedio-2 o alto rischio, e milza palpabile almeno 5 cm sotto la gabbia toracica. Lo studio è previsto proseguire fino al 2030, con reclutamento iniziato nel 2024.
Riepilogo
Gli studi clinici attualmente in corso sulla mielofibrosi riflettono un approccio terapeutico sempre più diversificato e personalizzato. Emerge chiaramente una tendenza verso le terapie combinate, con numerosi studi che testano l’aggiunta di nuovi farmaci agli inibitori JAK esistenti, come nel caso di navtemadlin e fedratinib combinati con ruxolitinib.
Un aspetto particolarmente significativo è l’attenzione dedicata ai pazienti che non hanno risposto adeguatamente agli inibitori JAK, con diversi studi specificamente progettati per questa popolazione. Questo include terapie innovative come imetelstat, selinexor e tasquinimod, che offrono meccanismi d’azione alternativi.
Gli studi mostrano anche un crescente interesse per le terapie immunologiche, come dimostrato dall’utilizzo di nivolumab in combinazione con fedratinib. Inoltre, è evidente l’importanza della gestione delle complicanze della mielofibrosi, in particolare l’anemia, con studi dedicati come quello su KER-050.
La distribuzione geografica degli studi copre principalmente l’Europa, con particolare concentrazione in Germania, Italia, Spagna e Francia, garantendo un’ampia accessibilità per i pazienti europei. La durata prolungata di molti studi, alcuni previsti fino al 2029-2030, riflette l’impegno a valutare la sicurezza e l’efficacia a lungo termine di queste nuove terapie.
Questi studi rappresentano una speranza concreta per i pazienti con mielofibrosi, soprattutto per coloro che hanno esaurito le opzioni terapeutiche standard, offrendo potenziali nuove strategie di trattamento basate su meccanismi d’azione innovativi.












