La malattia da accumulo di glicogeno di tipo I è una rara patologia genetica che compromette la capacità dell’organismo di trasformare il glicogeno in glucosio. Attualmente sono in corso 4 studi clinici che stanno testando innovative terapie geniche e trattamenti sperimentali per migliorare la gestione di questa condizione.
Studi clinici in corso sulla malattia da accumulo di glicogeno di tipo I
La malattia da accumulo di glicogeno di tipo Ia (GSD1a) è un disturbo genetico raro che influisce sul modo in cui il corpo immagazzina e utilizza gli zuccheri. Questo può portare a bassi livelli di zucchero nel sangue e ad altri problemi di salute. La condizione è causata da una carenza dell’enzima glucosio-6-fosfatasi, essenziale per la produzione di glucosio. Di conseguenza, le persone con GSD1a sperimentano spesso bassi livelli di glicemia, specialmente durante il digiuno.
I sintomi possono includere ingrossamento del fegato, ritardi nella crescita e livelli elevati di alcuni grassi e acido urico nel sangue. Nel tempo, questi sintomi possono influire sulla salute generale e sullo sviluppo. Il monitoraggio regolare e la gestione dei livelli di zucchero nel sangue sono essenziali per le persone affette da questa condizione.
Attualmente sono disponibili 4 studi clinici che stanno valutando nuovi approcci terapeutici per questa malattia. Di seguito vengono descritti nel dettaglio questi studi, con informazioni sulle sedi, i criteri di partecipazione e i trattamenti sperimentali in fase di valutazione.
Studi clinici disponibili
Studio sulla sicurezza e gli effetti di mRNA-3745 per pazienti con malattia da accumulo di glicogeno di tipo 1a (GSD1a)
Località: Francia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna
Questo studio clinico si concentra su un nuovo trattamento chiamato mRNA-3745, progettato per aiutare a gestire la malattia da accumulo di glicogeno di tipo 1a. Il trattamento utilizza un tipo speciale di materiale genetico chiamato mRNA, che viene somministrato nell’organismo attraverso un’iniezione. Questo mRNA ha lo scopo di aiutare il corpo a produrre un enzima specifico che manca o non funziona correttamente nelle persone con GSD1a.
Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e la tollerabilità di mRNA-3745 nei partecipanti. Il trattamento viene somministrato attraverso un’infusione endovenosa (IV), il che significa che viene iniettato direttamente in una vena. Lo studio inizierà con una singola dose e potrebbe progredire a dosi multiple, a seconda della risposta dei partecipanti. Durante tutto lo studio, i partecipanti saranno attentamente monitorati per verificare come i loro corpi reagiscono al trattamento e per controllare eventuali effetti collaterali.
Criteri di inclusione principali:
- Età minima di 18 anni (per i partecipanti di età compresa tra 12 e 17 anni o tra 6 e 11 anni, è richiesto il consenso del rappresentante legale)
- Diagnosi confermata di GSD1a tramite sequenziamento del gene G6PC
- Condizione stabile, senza ricoveri ospedalieri per ipoglicemia nelle 4 settimane precedenti l’inizio dello studio
- Storia di almeno un evento di ipoglicemia (glicemia ≤60 mg/dL) con sintomi negli ultimi 12 mesi
- Livelli di enzimi epatici (AST e ALT) inferiori a 2,5 volte il limite normale
- Livelli adeguati di cellule del sangue (neutrofili ≥1500/mm3, piastrine ≥150.000/mm3, emoglobina ≥10 g/dL)
- Per le donne in età fertile e gli uomini sessualmente attivi, impegno a utilizzare metodi contraccettivi efficaci
Lo studio è progettato per essere adattivo, il che significa che i ricercatori possono modificare il piano di trattamento in base ai risultati osservati. I partecipanti saranno coinvolti nello studio per un periodo di tempo durante il quale avranno controlli e test regolari per monitorare la loro salute e gli effetti del trattamento.
Studio di pariglasgene brecaparvovec e prednisolone per adulti con malattia da accumulo di glicogeno di tipo Ia
Località: Danimarca, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna
Questo studio sta testando un nuovo trattamento chiamato Pariglasgene brecaparvovec, noto anche con il nome in codice DTX401. Questo trattamento comporta un metodo di trasferimento genico che utilizza un virus per fornire un gene specifico, la glucosio-6-fosfatasi, per aiutare a migliorare l’elaborazione degli zuccheri nel corpo. L’obiettivo dello studio è verificare se questo trattamento possa ridurre o eliminare la necessità per i pazienti di fare affidamento su fonti esterne di glucosio per mantenere normali livelli di zucchero nel sangue.
I partecipanti allo studio riceveranno il nuovo trattamento o un placebo. Il trattamento viene somministrato come soluzione attraverso un’infusione, il che significa che viene somministrato direttamente nel flusso sanguigno. Oltre al trattamento principale, alcuni partecipanti assumeranno anche un farmaco chiamato Prednisolone, che è un tipo di steroide che aiuta a ridurre l’infiammazione. Lo studio confronterà gli effetti del nuovo trattamento con quelli del placebo per un periodo di tempo per determinarne l’efficacia e la sicurezza.
Criteri di inclusione principali:
- Età di 8 anni o superiore
- Diagnosi confermata di GSD1a mediante test enzimatico epatico o test genetico che mostra due mutazioni patogene nel gene G6PC
- Attualmente in trattamento con amido di mais o simili, con salute e nutrizione stabili:
- Non più del 10% di variazione nell’assunzione giornaliera di amido di mais nelle ultime 4 settimane
- Non più del 25% di variazione nell’assunzione giornaliera di altri carboidrati nelle ultime 4 settimane
- Non più del 15% di variazione nei livelli di glicemia nell’intervallo target (60-120 mg/dL) nelle ultime 4 settimane
- Nessun ricovero ospedaliero per ipoglicemia nelle 4 settimane precedenti
- Disponibilità a seguire le regole dello studio, inclusi ricoveri ospedalieri, esami del sangue, utilizzo di un dispositivo di monitoraggio continuo del glucosio (CGM), tenere un diario dell’assunzione di amido di mais e della dieta
- Per donne in età fertile e uomini fertili, consenso a utilizzare un efficace controllo delle nascite durante lo studio e per 48 settimane dopo l’ultima dose
Lo studio durerà diverse settimane, durante le quali i partecipanti saranno attentamente monitorati. Avranno controlli e test regolari per monitorare la loro salute e come i loro corpi rispondono al trattamento. L’esito primario è la variazione nell’assunzione giornaliera di amido di mais dall’inizio dello studio alla settimana 48.
Studio sugli effetti di pariglasgene brecaparvovec per adulti con malattia da accumulo di glicogeno di tipo Ia
Località: Paesi Bassi, Spagna
Questo studio clinico sta indagando un trattamento chiamato Pariglasgene brecaparvovec, che è una soluzione somministrata attraverso un’infusione nelle vene. Questo trattamento comporta un tipo speciale di virus che aiuta a trasferire un gene chiamato glucosio-6-fosfatasi (G6Pase) nel corpo. L’obiettivo è vedere se questo trasferimento genico possa aiutare a migliorare la condizione negli adulti con GSD1a.
Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza a lungo termine di questo trattamento, noto con il nome in codice DTX401, dopo la somministrazione di una singola dose. I partecipanti allo studio riceveranno il trattamento e saranno monitorati nel tempo per vedere come i loro corpi rispondono. Lo studio esaminerà eventuali effetti collaterali che si verificano e come si relazionano al trattamento. Inoltre, i ricercatori osserveranno i cambiamenti nel tempo necessario ai partecipanti per sperimentare eventi di ipoglicemia durante un periodo di digiuno controllato.
Criteri di inclusione principali:
- Deve aver ricevuto DTX401 in uno studio precedente chiamato Studio 401GSDIA01
- Disponibilità e capacità di fornire il consenso informato scritto
- Disponibilità e capacità di partecipare a tutte le visite programmate dello studio e di seguire tutte le procedure e i requisiti
Lo studio è parte di una ricerca in corso per comprendere e gestire meglio la malattia da accumulo di glicogeno di tipo Ia. Partecipando, i ricercatori sperano di raccogliere informazioni importanti che potrebbero portare a trattamenti migliorati per questa condizione in futuro. Lo studio dovrebbe continuare fino al 2026, consentendo un monitoraggio completo e la raccolta di dati.
Studio sulla sicurezza a lungo termine e sugli esiti della gravidanza di pariglasgene brecaparvovec nei pazienti con malattia da accumulo di glicogeno di tipo Ia (GSDIa)
Località: Danimarca, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna
Questo studio clinico si concentra sulla valutazione della sicurezza a lungo termine del trattamento DTX401 nei pazienti con GSD1a, nonché sul monitoraggio degli esiti della gravidanza in questi pazienti. Il trattamento, chiamato Pariglasgene brecaparvovec, viene somministrato come soluzione attraverso un’infusione endovenosa, il che significa che viene somministrato direttamente nel flusso sanguigno attraverso una vena.
I partecipanti allo studio potrebbero aver ricevuto in precedenza DTX401 in uno studio clinico precedente o come parte del loro trattamento regolare. Lo studio seguirà eventuali effetti collaterali gravi che potrebbero verificarsi, inclusi quelli correlati al processo di infusione o ad altri farmaci che i pazienti potrebbero assumere, come gli steroidi. Esaminerà anche eventuali effetti potenziali sul fegato, lo sviluppo di tumori nuovi o in peggioramento e altri problemi di salute che potrebbero insorgere nel tempo.
Criteri di inclusione principali:
- Il paziente deve aver ricevuto DTX401 (dose completa o parziale) in uno studio clinico precedente o gli deve essere stato prescritto DTX401 in un contesto reale
- Disponibilità e capacità di fornire il consenso alla partecipazione allo studio (se il paziente è un bambino o un adulto con limitazioni cognitive, è richiesto il consenso di un rappresentante legalmente autorizzato)
- Lo studio è aperto a partecipanti sia di sesso maschile che femminile
- Lo studio include partecipanti di diversi gruppi di età, inclusi bambini, adolescenti e adulti
Durante tutto lo studio, verranno condotte varie valutazioni per raccogliere informazioni sullo stato nutrizionale dei partecipanti, sui risultati clinici e di laboratorio e sulle esperienze di salute complessive. Ciò aiuterà i ricercatori a comprendere l’impatto di DTX401 sulla vita dei pazienti e a identificare eventuali eventi clinici importanti che si verificano durante il periodo di studio. Lo studio dovrebbe continuare fino al 31 dicembre 2036, consentendo un monitoraggio completo e la raccolta di dati.
Riepilogo
La ricerca sulla malattia da accumulo di glicogeno di tipo I sta facendo progressi significativi con lo sviluppo di terapie geniche innovative. Gli studi clinici attualmente in corso stanno valutando principalmente due approcci terapeutici: mRNA-3745 e Pariglasgene brecaparvovec (DTX401).
Il trattamento con mRNA-3745 rappresenta un approccio innovativo che utilizza tecnologia a mRNA per fornire istruzioni genetiche alle cellule, aiutandole a produrre l’enzima mancante. Questo studio è ancora nelle fasi iniziali e si concentra principalmente sulla sicurezza e tollerabilità del trattamento.
Gli studi su Pariglasgene brecaparvovec (DTX401) sono più avanzati, con diversi studi che valutano non solo l’efficacia a breve termine, ma anche la sicurezza a lungo termine e gli esiti della gravidanza. Questi studi utilizzano un vettore virale per trasferire un gene funzionante della glucosio-6-fosfatasi nelle cellule del fegato, con l’obiettivo di ridurre o eliminare la necessità di fonti esterne di glucosio.
Un aspetto importante di questi studi è il monitoraggio dell’assunzione di amido di mais, un elemento chiave della gestione dietetica attuale della GSD1a. L’obiettivo è ridurre la dipendenza da questo supplemento alimentare, migliorando così la qualità della vita dei pazienti. Gli studi includono anche un attento monitoraggio dei livelli di glucosio attraverso dispositivi di monitoraggio continuo (CGM), fornendo dati dettagliati sulla risposta metabolica al trattamento.
È importante notare che tutti questi studi richiedono una diagnosi confermata di GSD1a attraverso test genetici o enzimatici e una condizione clinica stabile prima dell’arruolamento. I partecipanti devono anche essere disposti a seguire protocolli di studio rigorosi, inclusi frequenti controlli medici e test di laboratorio.
Per i pazienti e le famiglie interessati a partecipare a questi studi, è essenziale discutere le opzioni con il proprio medico specialista, che può fornire indicazioni personalizzate sulla idoneità e sui potenziali benefici e rischi della partecipazione.


