Sperimentazioni Cliniche in Corso sul Linfoma a Cellule T
Il linfoma a cellule T è un gruppo di tumori del sangue che colpiscono i linfociti T del sistema immunitario. Attualmente sono in corso diverse sperimentazioni cliniche che stanno testando nuovi trattamenti promettenti per i pazienti affetti da varie forme di questa malattia. Questo articolo presenta 6 studi clinici attivi che offrono nuove opportunità terapeutiche per i pazienti con linfoma a cellule T.
Panoramica delle Sperimentazioni Disponibili
Al momento sono disponibili 6 sperimentazioni cliniche nel sistema per il linfoma a cellule T. Questi studi stanno valutando diverse strategie terapeutiche innovative, dai farmaci che proteggono il cuore durante la chemioterapia alle terapie cellulari avanzate. Le sperimentazioni sono condotte in diversi paesi europei e offrono ai pazienti l’accesso a trattamenti sperimentali che potrebbero migliorare significativamente i risultati clinici.
Sperimentazioni Cliniche Attive
Studio di dapagliflozin per prevenire complicanze cardiache durante il trattamento del linfoma in pazienti che ricevono terapia di prima linea
Localizzazione: Danimarca
Questo studio si concentra su pazienti con diversi tipi di linfoma, tra cui linfoma diffuso a grandi cellule B, linfoma follicolare e linfomi a cellule T. La ricerca esamina se un farmaco chiamato dapagliflozin possa proteggere il cuore dai potenziali danni durante il trattamento oncologico standard. Il dapagliflozin appartiene a un gruppo di farmaci noti come inibitori SGLT2, tipicamente utilizzati per trattare il diabete.
Lo studio verifica se l’assunzione di dapagliflozin durante il trattamento standard del linfoma possa aiutare a prevenire effetti collaterali cardiaci. I partecipanti riceveranno compresse di dapagliflozin o placebo per 6 mesi mentre seguono la loro regolare terapia oncologica. Il farmaco o il placebo saranno assunti per via orale una volta al giorno.
Criteri di inclusione principali: Diagnosi di linfoma diffuso a grandi cellule B, linfoma follicolare o linfoma a cellule T che non richiede trapianto di cellule staminali come primo trattamento; pianificazione di ricevere 6 cicli di chemioterapia standard (R-)CHOP o (R-)CHOEP; età compresa tra 18 e 80 anni; frazione di eiezione cardiaca del 50% o superiore.
Criteri di esclusione principali: Diabete di tipo 1; grave malattia renale con eGFR inferiore a 30 mL/min; gravidanza o allattamento; allergie note agli inibitori SGLT2; gravi problemi cardiaci inclusa insufficienza cardiaca non controllata.
Studio di Mogamulizumab e radioterapia a fascio di elettroni su tutta la pelle per pazienti con linfoma cutaneo a cellule T stadio IB-IIB
Localizzazione: Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Spagna
Questa sperimentazione clinica si concentra su un tipo di tumore chiamato linfoma cutaneo a cellule T, che colpisce i linfociti T e coinvolge principalmente la pelle. Lo studio esamina specificamente due sottotipi di questo tumore: la Micosi Fungoide e la Sindrome di Sézary. Il trattamento testato in questo studio è un farmaco chiamato mogamulizumab, utilizzato in combinazione con un metodo di trattamento chiamato radioterapia a fascio di elettroni su tutta la pelle (TSEB).
Lo scopo dello studio è valutare l’efficacia di questo trattamento combinato in pazienti con linfoma cutaneo a cellule T stadio IB-IIB. Il mogamulizumab è un anticorpo monoclonale che prende di mira il recettore CCR4 sulle cellule T cancerose, aiutando il sistema immunitario a riconoscere e distruggere queste cellule.
Criteri di inclusione principali: Pazienti con Micosi Fungoide stadi IB, IIA o IIB; età di 18 anni o superiore; almeno un trattamento sistemico precedente (esclusa la terapia PUVA); funzione ematologica e organica adeguata.
Criteri di esclusione principali: Altri tipi di tumore oltre al linfoma cutaneo specifico studiato; infezioni gravi non controllate; gravidanza o allattamento; condizioni cardiache non stabili; problemi epatici o renali gravi; partecipazione a un altro studio clinico negli ultimi 30 giorni.
Studio sulla sicurezza ed efficacia di LIS1 per pazienti con linfoma periferico a cellule T (PTCL) recidivante o refrattario
Localizzazione: Francia, Italia
Questa sperimentazione clinica si concentra su un tipo di tumore chiamato linfoma periferico a cellule T (PTCL), una forma rara e aggressiva di linfoma non-Hodgkin che colpisce i linfociti T. Lo studio sta testando un nuovo trattamento chiamato LIS1, un anticorpo policlonale glico-umanizzato che prende di mira specificamente le cellule T tumorali coinvolte nel PTCL. Il trattamento viene somministrato come concentrato per soluzione per infusione, direttamente nel flusso sanguigno attraverso un’infusione endovenosa.
Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e l’efficacia di LIS1 in pazienti il cui PTCL è ritornato o non ha risposto ai trattamenti precedenti. Lo studio è diviso in due parti: nella prima parte, l’attenzione è rivolta a determinare la dose più sicura di LIS1 aumentando gradualmente la dose somministrata ai partecipanti; nella seconda parte, lo studio valuterà quanto bene LIS1 funziona nel trattamento del PTCL osservando i suoi effetti sul tumore.
Criteri di inclusione principali: Diagnosi confermata di specifici tipi di linfoma periferico a cellule T; età di 18 anni o superiore; stato di performance ECOG di 0 o 1; aspettativa di vita superiore a 3 mesi; funzione ematologica e organica adeguata; almeno un precedente trattamento appropriato.
Criteri di esclusione principali: Altri tipi di tumore diversi dal PTCL; infezioni gravi non controllate; gravidanza o allattamento; condizioni cardiache non stabili; problemi epatici o renali gravi; partecipazione a un altro studio clinico negli ultimi 30 giorni.
Studio di CD7-CART01, ciclofosfamide e fludarabina fosfato per bambini e giovani adulti con leucemia/linfoma linfoblastico acuto a cellule T recidivante o refrattario
Localizzazione: Italia
Questa sperimentazione clinica si concentra su un tipo di tumore del sangue chiamato leucemia/linfoma linfoblastico acuto a cellule T recidivante/refrattario CD7+, che colpisce bambini e giovani adulti. Lo studio sta testando un nuovo trattamento chiamato CD7-CART01, che utilizza cellule modificate appositamente per prendere di mira e combattere il tumore. Si tratta di una terapia CAR-T, in cui i linfociti T del paziente vengono prelevati, modificati geneticamente per esprimere un recettore che riconosce le cellule tumorali CD7+, e poi reinfusi nel paziente.
Il trattamento viene confrontato con terapie standard che includono farmaci come ciclofosfamide e fludarabina fosfato, somministrati come iniezioni o infusioni direttamente nel flusso sanguigno. Lo scopo dello studio è verificare se il nuovo trattamento è sicuro e determinare la dose migliore da utilizzare.
Criteri di inclusione principali: Diagnosi di leucemia linfoblastica acuta a cellule T (T-ALL) o linfoma linfoblastico (LL) con espressione di CD7 superiore al 98%; età compresa tra 6 mesi e 25 anni; accesso venoso adeguato per aferesi; stato di performance clinica di almeno 60% sulla scala Karnofsky o Lansky; disponibilità di un potenziale donatore di cellule staminali emopoietiche allogeniche.
Criteri di esclusione principali: Altri tipi di tumore non correlati alla leucemia/linfoma linfoblastico acuto a cellule T; gravidanza o allattamento; infezione attiva; incapacità di seguire le procedure dello studio; reazioni allergiche gravi a trattamenti simili.
Studio di Fadraciclib in adulti con tumori solidi avanzati (inclusi cancro mammario, colorettale, endometriale, ovarico, delle vie biliari ed epatico) e linfoma
Localizzazione: Spagna
Questa sperimentazione clinica studia gli effetti di fadraciclib (noto anche come CYC065) in persone con vari tipi di tumori avanzati. Lo studio si concentra su diversi tipi di tumori solidi e linfoma, tra cui carcinoma endometriale, ovarico, delle vie biliari, epatocellulare, linfoma a cellule B, linfoma a cellule T, cancro colorettale metastatico e diversi tipi di cancro al seno.
Il farmaco testato, fadraciclib, viene assunto per via orale in forma di compresse. Appartiene a un gruppo di farmaci chiamati inibitori CDK2/9, che agiscono bloccando alcune proteine che aiutano le cellule tumorali a crescere. Lo studio mira a trovare la dose migliore del farmaco e determinare quanto bene funziona nel trattamento di questi diversi tipi di tumore.
Criteri di inclusione principali: Età di 18 anni o superiore; tumore avanzato confermato che è progredito nonostante il trattamento standard o per cui non esiste un trattamento standard; stato di performance ECOG di 0 o 1; capacità di ingerire e trattenere farmaci orali; disponibilità a utilizzare metodi contraccettivi efficaci.
Criteri di esclusione principali: Trattamento precedente con inibitori CDK entro 14 giorni; metastasi cerebrali attive; intervento chirurgico maggiore entro 4 settimane; gravi condizioni cardiache; infezioni attive non controllate; gravidanza o allattamento; allergie note al farmaco dello studio.
Studio di Tolinapant con decitabina e cedazuridina per pazienti con linfoma periferico a cellule T recidivante o refrattario
Localizzazione: Francia, Ungheria, Italia, Polonia, Spagna
Questa sperimentazione clinica si concentra su un tipo di tumore chiamato linfoma periferico a cellule T (PTCL), un tumore del sistema immunitario che colpisce i linfociti T. Lo studio è specificamente rivolto a pazienti il cui tumore è ritornato o non ha risposto ai trattamenti precedenti, noto come linfoma periferico a cellule T recidivante/refrattario (R/R PTCL). La sperimentazione testa la sicurezza e l’efficacia di una nuova combinazione di trattamenti che include un farmaco chiamato tolinapant, assunto in forma di capsule, e una combinazione di due sostanze, decitabina e cedazuridina, assunte in forma di compresse.
Lo scopo dello studio è determinare quanto siano sicuri questi trattamenti e quanto bene funzionino nel trattamento del R/R PTCL. Lo studio sarà condotto in due fasi: nella prima fase, i ricercatori determineranno la dose più sicura di tolinapant quando utilizzato con decitabina/cedazuridina; nella seconda fase, valuteranno quanto sia efficace il trattamento nel ridurre il tumore.
Criteri di inclusione principali: Età di 18 anni o superiore; aspettativa di vita superiore a 12 settimane; diagnosi confermata di linfoma periferico a cellule T recidivante o refrattario; almeno due trattamenti precedenti; malattia misurabile mediante TC; stato di performance ECOG di 0, 1 o 2.
Criteri di esclusione principali: Gravidanza o allattamento; gravi condizioni di salute che potrebbero interferire con lo studio; partecipazione recente a un altro studio clinico; allergie o reazioni ai farmaci dello studio; incapacità di fornire consenso informato.
Riepilogo e Considerazioni Importanti
Le sperimentazioni cliniche attualmente in corso per il linfoma a cellule T rappresentano un progresso significativo nella ricerca di nuove opzioni terapeutiche per questa malattia complessa. Gli studi presentati coprono un ampio spettro di approcci terapeutici, dalla cardioprotezione durante la chemioterapia standard alle terapie mirate innovative come gli anticorpi monoclonali e le terapie cellulari CAR-T.
È particolarmente incoraggiante notare che questi studi sono disponibili in diversi paesi europei, rendendo più accessibile la partecipazione per i pazienti italiani e di altre nazioni. Le sperimentazioni includono sia trattamenti per forme specifiche di linfoma cutaneo a cellule T sia per forme più aggressive come il linfoma periferico a cellule T recidivante o refrattario.
Osservazioni chiave:
- Sono disponibili opzioni per pazienti in diverse fasi della malattia, dalla terapia di prima linea ai casi recidivanti o refrattari
- Diversi studi includono l’Italia tra le localizzazioni, offrendo opportunità di partecipazione diretta per i pazienti italiani
- Le terapie innovative includono inibitori di nuova generazione, anticorpi monoclonali e terapie cellulari avanzate
- Alcuni studi sono specificamente dedicati alla popolazione pediatrica e ai giovani adulti
- I criteri di inclusione variano, ma generalmente richiedono una diagnosi confermata e funzionalità organica adeguata
I pazienti interessati a partecipare a queste sperimentazioni dovrebbero discutere le opzioni con il loro ematologo o oncologo di fiducia, che potrà valutare l’idoneità in base alla situazione clinica specifica e fornire informazioni dettagliate sui rischi e benefici potenziali della partecipazione.


