Linfoma a cellule mantellari – Studi clinici

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Il linfoma a cellule mantellari è una forma rara di linfoma non-Hodgkin che colpisce il sistema linfatico. Attualmente sono in corso 28 studi clinici in tutto il mondo per sviluppare nuove opzioni terapeutiche per i pazienti affetti da questa malattia. Questi studi testano diverse combinazioni di farmaci innovativi, sia per i pazienti appena diagnosticati che per coloro la cui malattia è ricomparsa o non ha risposto ai trattamenti precedenti.

Studi Clinici in Corso sul Linfoma a Cellule Mantellari

Il linfoma a cellule mantellari (MCL) è un tipo di linfoma non-Hodgkin che origina dalle cellule B, un tipo di globuli bianchi che svolgono un ruolo fondamentale nella risposta immunitaria. La malattia colpisce principalmente i linfonodi, ma può diffondersi anche al midollo osseo, alla milza e, in alcuni casi, al tratto gastrointestinale. I sintomi possono includere linfonodi ingrossati, affaticamento, febbre, sudorazioni notturne e perdita di peso. La progressione della malattia può variare: alcuni casi avanzano lentamente, mentre altri possono progredire più rapidamente.

Attualmente sono disponibili 28 studi clinici in tutto il mondo dedicati al linfoma a cellule mantellari. Di seguito vengono descritti in dettaglio 10 studi selezionati che testano diversi approcci terapeutici per questa patologia.

Studi per Pazienti con Linfoma a Cellule Mantellari Non Trattato

Studio sull’Efficacia e la Sicurezza di Pirtobrutinib e Rituximab per Pazienti Adulti Non Trattati con Linfoma a Cellule Mantellari Indolente

Localizzazione: Portogallo, Spagna

Questo studio si concentra su pazienti con una forma meno aggressiva di linfoma a cellule mantellari, chiamata MCL indolente, che non hanno ancora ricevuto alcun trattamento. Lo studio testa l’efficacia e la sicurezza di una nuova combinazione terapeutica che utilizza due farmaci: pirtobrutinib e rituximab. Il pirtobrutinib viene assunto per via orale sotto forma di compresse rivestite con film, mentre il rituximab viene somministrato tramite infusione endovenosa.

L’obiettivo è verificare se questa combinazione possa rappresentare una valida alternativa ai trattamenti standard per il MCL, che spesso prevedono una combinazione di chemioterapia e immunoterapia. I partecipanti riceveranno il trattamento e saranno monitorati nel tempo per valutare l’efficacia della terapia e gli eventuali effetti collaterali. Lo studio valuterà il tasso di remissione completa, ovvero la scomparsa di tutti i segni della malattia, e monitorerà gli eventi avversi che potrebbero verificarsi.

Per partecipare, i pazienti devono avere almeno 18 anni, presentare una malattia stabile senza segni di peggioramento per almeno 3 mesi e non aver ricevuto trattamenti precedenti per il MCL, ad eccezione di una procedura diagnostica chiamata splenectomia. I partecipanti devono inoltre avere valori di laboratorio adeguati, inclusi conta neutrofila di almeno 1×10⁹/L, emoglobina di almeno 100 g/L e piastrine di almeno 100×10⁹/L.

Studio sull’Efficacia e la Sicurezza di Ibrutinib e Rituximab per Pazienti con Linfoma a Cellule Mantellari Indolente

Localizzazione: Spagna

Questo studio valuta la combinazione di ibrutinib e rituximab per pazienti con una forma meno aggressiva di linfoma a cellule mantellari. L’ibrutinib viene somministrato per via orale sotto forma di capsule rigide da 140 mg, mentre il rituximab viene somministrato per via endovenosa. L’ibrutinib è un inibitore della tirosin-chinasi di Bruton (BTK), una proteina che aiuta le cellule tumorali a crescere e sopravvivere. Il rituximab è un anticorpo monoclonale che aiuta il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule tumorali.

Il trattamento durerà 12 mesi, durante i quali i pazienti saranno monitorati per valutare il tasso di risposta completa alla fine del periodo di trattamento. Lo studio raccoglierà anche informazioni sul tasso di risposta complessiva, sulla sopravvivenza libera da progressione e sulla durata della risposta al trattamento. Saranno inoltre effettuati studi genomici per comprendere meglio la malattia e gli effetti del trattamento.

I criteri di inclusione richiedono che i pazienti abbiano almeno 18 anni, una diagnosi confermata di linfoma a cellule mantellari, una malattia stabile senza progressione per almeno 3 mesi e non abbiano ricevuto terapie precedenti, eccetto la splenectomia diagnostica. I pazienti devono avere una buona funzionalità renale (clearance della creatinina superiore a 30 ml/min) e una funzionalità epatica adeguata.

Studio su Ibrutinib, Anticorpo Anti-CD20 e Venetoclax per Pazienti con Linfoma a Cellule Mantellari Non Trattato

Localizzazione: Belgio, Francia

Questo studio indaga diverse combinazioni di farmaci per pazienti che non hanno ancora ricevuto trattamento per il linfoma a cellule mantellari. I farmaci utilizzati includono ibrutinib, venetoclax, rituximab e obinutuzumab. L’ibrutinib e il venetoclax vengono assunti per via orale, mentre il rituximab e l’obinutuzumab vengono somministrati tramite infusione endovenosa.

L’obiettivo principale dello studio è determinare l’efficacia di queste terapie di combinazione nel ridurre o eliminare i segni del tumore nel sangue e nel midollo osseo. Questo viene misurato utilizzando una tecnica chiamata PCR digitale a gocce (ddPCR), che aiuta a rilevare quantità molto piccole di cellule tumorali. Lo studio valuta specificamente il tasso di “malattia residua minima”, ovvero la quantità di cellule tumorali che rimangono dopo il trattamento.

I partecipanti riceveranno una combinazione di ibrutinib più un anticorpo anti-CD20 (rituximab o obinutuzumab), oppure una combinazione di ibrutinib, venetoclax e un anticorpo anti-CD20. I trattamenti vengono somministrati nell’arco di sei cicli, ciascuno della durata di circa 28 giorni.

Per essere ammessi, i pazienti devono avere un’età compresa tra 18 e 79 anni, essere in stadio II-IV della malattia, avere uno stato di performance ECOG da 0 a 2 e una speranza di vita superiore a 3 mesi. Sono richiesti valori ematici adeguati e una funzionalità renale ed epatica appropriata.

Studio su Acalabrutinib e Rituximab per Pazienti Anziani con Linfoma a Cellule Mantellari Non Trattato

Localizzazione: Danimarca, Finlandia, Norvegia, Svezia

Questo studio è dedicato a pazienti anziani (60 anni o più) che non hanno ancora ricevuto trattamento per il linfoma a cellule mantellari. Lo studio valuta la combinazione di acalabrutinib e rituximab. L’acalabrutinib è un inibitore della BTK assunto per via orale, mentre il rituximab viene somministrato per infusione endovenosa secondo un programma specifico.

L’obiettivo principale è valutare la sopravvivenza libera da progressione, ovvero il tempo durante e dopo il trattamento in cui il paziente vive senza che la malattia peggiori. Lo studio confronterà i risultati con dati precedenti di altri studi per comprendere l’efficacia di questa combinazione terapeutica. Saranno inoltre valutati il tasso di risposta completa a 6 mesi, il tasso di remissione molecolare, il tasso di risposta complessiva e la sopravvivenza generale.

I criteri di inclusione richiedono che i pazienti abbiano almeno 60 anni, una diagnosi confermata di MCL con caratteristiche cellulari specifiche, malattia in stadio II-IV misurabile tramite scansioni e che necessiti di trattamento. I pazienti devono avere uno stato di performance ECOG da 0 a 2, una clearance della creatinina superiore a 30 ml/min e valori epatici adeguati.

Studio su Glofitamab, Venetoclax e Zanubrutinib per Pazienti con Linfoma a Cellule Mantellari ad Alto Rischio Non Trattato o Recidivato

Localizzazione: Belgio, Francia

Questo studio esplora diverse combinazioni di trattamento per pazienti con linfoma a cellule mantellari ad alto rischio, sia non trattati che con malattia recidivata o refrattaria. I farmaci testati includono glofitamab, venetoclax e zanubrutinib. Il glofitamab viene somministrato tramite infusione endovenosa, mentre il venetoclax e lo zanubrutinib vengono assunti per via orale.

L’obiettivo è valutare l’efficacia di queste combinazioni terapeutiche nel controllo della malattia ad alto rischio. I partecipanti saranno monitorati regolarmente con visite cliniche e test di imaging per valutare la progressione della malattia. Lo studio valuterà la sopravvivenza libera da progressione a 12 mesi, insieme ad altri tassi di risposta e alla sopravvivenza generale.

Il trattamento continua per circa 17 cicli, a meno che non vengano apportate modifiche in base alla risposta individuale. La prima somministrazione di glofitamab richiede l’ospedalizzazione per il monitoraggio.

I criteri di inclusione richiedono che i pazienti abbiano un’età compresa tra 18 e 79 anni, una diagnosi confermata di linfoma a cellule mantellari tramite test specifici, malattia misurabile in stadio II-IV e uno stato di performance ECOG che consenta di svolgere attività quotidiane con poca o moderata difficoltà. Sono richieste una buona funzionalità renale ed epatica e una speranza di vita superiore a 3 mesi.

Studi per Pazienti con Linfoma a Cellule Mantellari Recidivato o Refrattario

Studio sull’Efficacia e la Sicurezza di Sonrotoclax e Zanubrutinib per Adulti con Linfoma a Cellule Mantellari Recidivato o Refrattario

Localizzazione: Austria, Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna

Questo studio si concentra su pazienti il cui linfoma a cellule mantellari è ritornato o non ha risposto ai trattamenti precedenti. Lo studio testa la combinazione di sonrotoclax e zanubrutinib, entrambi assunti per via orale. Il sonrotoclax è un nuovo farmaco in fase di sperimentazione, mentre lo zanubrutinib è già utilizzato nel trattamento di alcuni tipi di tumore. Lo studio confronterà gli effetti della combinazione sonrotoclax e zanubrutinib con quelli di un placebo associato a zanubrutinib.

I partecipanti saranno assegnati casualmente a ricevere la nuova combinazione o il trattamento standard. Lo studio è condotto in modo che né i partecipanti né i ricercatori sappiano chi riceve quale trattamento, per garantire risultati imparziali. L’obiettivo principale è monitorare quanto tempo i pazienti vivono senza che la malattia peggiori, oltre ad altri risultati sulla salute.

Per essere ammessi, i pazienti devono avere una diagnosi confermata di MCL recidivato o refrattario, aver ricevuto da 1 a 5 trattamenti precedenti (incluso un anticorpo monoclonale anti-CD20), avere una malattia misurabile e uno stato di performance ECOG da 0 a 2. È necessaria una funzionalità organica adeguata.

Studio sull’Efficacia di Polatuzumab, Bendamustina e Rituximab per Pazienti con Linfoma a Cellule Mantellari Recidivato o Refrattario

Localizzazione: Austria

Questo studio valuta l’efficacia di una combinazione di tre farmaci: polatuzumab vedotin, bendamustina cloridrato e rituximab, tutti somministrati tramite infusione endovenosa. Il polatuzumab vedotin è un anticorpo-farmaco coniugato che si lega alle cellule tumorali e rilascia un farmaco potente direttamente in esse. La bendamustina è un farmaco chemioterapico che interferisce con il DNA delle cellule tumorali, impedendo loro di crescere e moltiplicarsi. Il rituximab è un anticorpo monoclonale che aiuta il sistema immunitario a distruggere le cellule tumorali.

Lo studio valuterà la risposta al trattamento in diverse fasi, con l’obiettivo di determinare il miglior tasso di risposta, che si riferisce a quanto bene il tumore risponde al trattamento. I partecipanti riceveranno il trattamento per diversi cicli, con valutazioni regolari per monitorare la risposta e gli effetti collaterali.

I criteri di inclusione richiedono una diagnosi confermata di MCL recidivato o refrattario, aver ricevuto almeno un trattamento precedente (incluso ibrutinib), avere almeno un linfonodo o massa misurabile, una speranza di vita di almeno 24 settimane, uno stato di performance ECOG da 0 a 2 e una funzionalità organica adeguata. I pazienti devono avere almeno 18 anni.

Studio su Golcadomide e Valemetostat Tosilato per Pazienti con Linfomi Non-Hodgkin Recidivati o Refrattari

Localizzazione: Danimarca, Francia, Italia, Spagna

Questo studio si concentra su diversi tipi di linfomi non-Hodgkin, incluso il linfoma a cellule mantellari, nei casi in cui la malattia sia ritornata o non abbia risposto ai trattamenti precedenti. Lo studio testa un nuovo farmaco chiamato golcadomide (noto anche con il nome in codice CC-99282), assunto per via orale in capsule. Questo farmaco viene testato sia da solo che in combinazione con altri trattamenti, tra cui rituximab, obinutuzumab, tafasitamab e valemetostat tosilato.

L’obiettivo è determinare la sicurezza e la tollerabilità del golcadomide da solo e in combinazione con questi altri trattamenti, nonché trovare la dose migliore da utilizzare in studi futuri. I partecipanti riceveranno il farmaco e saranno monitorati per eventuali effetti collaterali o cambiamenti nella loro condizione. Lo studio valuterà anche come il corpo elabora il farmaco e la sua efficacia preliminare nel trattamento della malattia.

Per essere ammessi, i pazienti devono avere almeno 18 anni, una storia di linfomi non-Hodgkin specifici (incluso il MCL) che siano recidivati o refrattari, uno stato di performance ECOG da 0 a 2 e valori ematici e di funzionalità organica adeguati. I pazienti devono inoltre accettare di seguire un piano di prevenzione della gravidanza.

Studio su MB-CART19.1 per Pazienti con Neoplasie a Cellule B CD19 Positive Recidivate o Refrattarie

Localizzazione: Germania

Questo studio si concentra su alcuni tipi di tumori del sangue, tra cui il linfoma a cellule mantellari, nei pazienti la cui malattia è ritornata o non ha risposto ai trattamenti precedenti. Il trattamento testato si chiama MB-CART19.1 e prevede l’utilizzo delle cellule T del paziente stesso, che vengono modificate in laboratorio per combattere meglio le cellule tumorali. Queste cellule modificate vengono poi restituite al paziente tramite infusione.

Lo studio è condotto in due fasi. Nella prima fase, i ricercatori determineranno la dose migliore di MB-CART19.1 da utilizzare. Nella seconda fase, valuteranno quanto bene il trattamento funziona nel ridurre le cellule tumorali nell’organismo. Il processo prevede la raccolta delle cellule T del paziente tramite leucaferesi, la loro modificazione in laboratorio, una chemioterapia preparatoria e poi l’infusione delle cellule modificate.

I criteri di inclusione richiedono che i pazienti abbiano una diagnosi confermata di neoplasie a cellule B CD19 positive recidivate o refrattarie, con le cellule tumorali che mostrano il marcatore CD19. I pazienti devono avere almeno 1 anno di età, un numero sufficiente di cellule T CD3+ nel sangue e, per i pazienti di età superiore ai 16 anni, uno stato di performance ECOG da 0 a 2. Le donne in età fertile devono avere un test di gravidanza negativo.

Studio su Obinutuzumab, Venetoclax e Ibrutinib per Pazienti con Linfoma a Cellule Mantellari Recidivato o Refrattario

Localizzazione: Francia

Questo studio testa una combinazione di tre farmaci per pazienti con linfoma a cellule mantellari recidivato o refrattario: obinutuzumab, venetoclax (noto anche come GDC-0199) e ibrutinib. L’obinutuzumab viene somministrato come concentrato per infusione, il venetoclax come compressa e l’ibrutinib come capsula.

Lo studio è diviso in diverse fasi. Inizialmente viene valutata la sicurezza della combinazione di obinutuzumab e ibrutinib. Se questa combinazione risulta sicura, lo studio esplora l’aggiunta del venetoclax. La fase finale conferma la sicurezza di tutti e tre i farmaci utilizzati insieme. L’obiettivo è trovare la dose migliore di questi farmaci che possa essere tollerata dai pazienti pur rimanendo efficace nel trattamento del MCL.

I criteri di inclusione richiedono che i pazienti abbiano almeno 18 anni (Francia) o 16 anni (Inghilterra), una malattia recidivata o refrattaria dopo almeno una linea di trattamento, siano in stadio II-IV e necessitino di trattamento. I pazienti devono avere uno stato di performance ECOG da 0 a 2, valori ematici adeguati (conta neutrofila assoluta di almeno 1000/mm³, piastrine di almeno 75.000/mm³ o 50.000/mm³ se presente coinvolgimento del midollo osseo) e una funzionalità renale ed epatica appropriata.

Sintesi e Considerazioni Importanti

Gli studi clinici presentati dimostrano un panorama in rapida evoluzione nel trattamento del linfoma a cellule mantellari. Emergono diverse tendenze significative:

Terapie mirate: La maggior parte degli studi si concentra su terapie mirate che agiscono su specifici meccanismi molecolari delle cellule tumorali. Gli inibitori della BTK (come ibrutinib, acalabrutinib, zanubrutinib e pirtobrutinib) sono ampiamente rappresentati, così come gli inibitori del BCL-2 (come venetoclax). Questi farmaci offrono un’alternativa più specifica rispetto alla chemioterapia tradizionale.

Terapie di combinazione: Tutti gli studi testano combinazioni di farmaci piuttosto che singoli agenti. Le combinazioni più frequenti includono un inibitore della BTK associato a un anticorpo monoclonale (come rituximab o obinutuzumab) e talvolta a un inibitore del BCL-2. Questo approccio mira ad attaccare il tumore su più fronti contemporaneamente.

Stratificazione dei pazienti: Gli studi distinguono chiaramente tra pazienti non trattati e pazienti con malattia recidivata o refrattaria. Alcuni studi si concentrano specificamente su forme indolenti o ad alto rischio della malattia, consentendo trattamenti più personalizzati.

Terapie innovative: Emergono approcci innovativi come la terapia con cellule CAR-T (MB-CART19.1) e anticorpi bispecifici (glofitamab), che rappresentano una nuova frontiera nel trattamento dei linfomi.

Popolazione anziana: Diversi studi sono specificamente dedicati a pazienti anziani (60 anni o più), riconoscendo che questa popolazione potrebbe necessitare di approcci terapeutici differenti rispetto ai pazienti più giovani.

È importante sottolineare che partecipare a uno studio clinico offre ai pazienti l’accesso a trattamenti innovativi prima che siano disponibili per la pratica clinica generale. Tuttavia, la decisione di partecipare dovrebbe essere presa in consultazione con il proprio medico, che può valutare l’idoneità del paziente e spiegare i potenziali benefici e rischi.

Sperimentazioni cliniche in corso su Linfoma a cellule mantellari

  • Studio sull’uso prolungato di Ibrutinib per pazienti con Linfoma Follicolare, Leucemia Linfatica Cronica, Macroglobulinemia di Waldenstrom e altre condizioni

    Arruolamento concluso

    3 1 1
    Farmaci in studio:
    Polonia Repubblica Ceca Spagna Ungheria Italia Francia +1
  • Studio sull’efficacia e la sicurezza di Capivasertib in pazienti con linfoma non-Hodgkin a cellule B recidivato o refrattario

    Arruolamento concluso

    2 1 1 1
    Farmaci in studio:
    Spagna
  • Studio su Acalabrutinib, Venetoclax e Rituximab per Pazienti con Linfoma Mantellare Non Trattato

    Arruolamento concluso

    2 1 1 1
    Malattie in studio:
    Spagna Polonia
  • Studio su Obinutuzumab, Venetoclax e Ibrutinib per pazienti con Linfoma Mantellare recidivante/refrattario

    Arruolamento concluso

    2 1 1
    Malattie in studio:
    Francia