Il trattamento dell’infezione polmonare si concentra sull’eliminazione dell’infezione, la gestione dei sintomi e il supporto alla guarigione del corpo. L’approccio varia notevolmente a seconda della causa dell’infezione, della sua gravità, del luogo in cui è stata contratta e dell’età e dello stato di salute generale del paziente. Mentre molte persone possono guarire a casa con una terapia adeguata, altre potrebbero aver bisogno di cure ospedaliere con un supporto più intensivo.
Come si cura l’infezione polmonare: obiettivi e strategie terapeutiche
Quando i medici trattano un’infezione polmonare, i loro obiettivi principali sono eliminare l’infezione che causa l’infiammazione nei polmoni, aiutare il paziente a respirare più facilmente e prevenire complicazioni che potrebbero peggiorare la condizione. Il piano di trattamento non è uguale per tutti: dipende in modo significativo dal fatto che l’infezione sia causata da batteri, virus o funghi, e se il paziente è per il resto in buona salute o presenta condizioni che lo mettono a rischio più elevato.[1]
La maggior parte delle persone con diagnosi di infezione polmonare può essere curata a casa, ma alcune necessitano di ricovero ospedaliero. I medici valutano la gravità utilizzando strumenti clinici e il loro giudizio professionale per decidere dove il paziente debba ricevere le cure. Se si è giovani e generalmente sani con sintomi lievi, il trattamento ambulatoriale è solitamente sufficiente. Tuttavia, se si hanno più di 65 anni, si soffre di malattie cardiache o polmonari, o si mostrano segni di malattia grave, può essere necessario il ricovero per monitorare attentamente la situazione e fornire un trattamento più aggressivo.[2][6]
Il percorso terapeutico inizia tipicamente non appena si sospetta un’infezione polmonare, spesso prima che i risultati dei test confermino esattamente quale germe la sta causando. Questo perché aspettare troppo a lungo può permettere all’infezione di aggravarsi. Una volta identificata la causa specifica attraverso esami come radiografie del torace, analisi del sangue o colture dell’espettorato, i medici possono modificare il trattamento di conseguenza.[8]
Approcci terapeutici standard per l’infezione polmonare
Terapia antibiotica per l’infezione batterica
Gli antibiotici sono il pilastro del trattamento quando i batteri causano l’infezione polmonare. La polmonite batterica tende ad essere più grave delle forme virali e spesso richiede una terapia antibiotica tempestiva per prevenire complicazioni serie.[1] La scelta dell’antibiotico dipende da diversi fattori, tra cui quali batteri si sospettano, i modelli locali di resistenza agli antibiotici e se l’infezione è stata contratta in comunità o in ambiente sanitario.
Per la polmonite acquisita in comunità trattata a casa, i medici prescrivono comunemente antibiotici come l’amoxicillina, che colpisce il batterio più comune responsabile, lo Streptococcus pneumoniae. Questo batterio è responsabile di una porzione significativa dei casi di polmonite al di fuori degli ospedali.[10] Altre opzioni di prima linea includono i macrolidi (come azitromicina o claritromicina) e i fluorochinoloni (come levofloxacina o moxifloxacina), specialmente quando si sospettano batteri atipici come il Mycoplasma pneumoniae.[11]
Per i bambini con infezione polmonare, l’amoxicillina rimane il trattamento di prima scelta preferito, seguito da cefalosporine o macrolidi se necessario. La scelta dipende dall’età del bambino, dai sintomi e dalla capacità di assumere farmaci per via orale.[12][15]
Se si è ricoverati in ospedale con un’infezione polmonare più grave, si possono ricevere inizialmente antibiotici attraverso una linea endovenosa (IV). Questo permette al farmaco di agire più rapidamente e garantisce che raggiunga efficacemente il flusso sanguigno. Gli antibiotici IV comuni includono le cefalosporine (come ceftriaxone) spesso combinate con un macrolide, o un fluorochinolone respiratorio da solo.[11] Una volta che si inizia a migliorare, i medici possono passare agli antibiotici orali per completare il ciclo a casa.
Infezioni polmonari ospedaliere e batteriche resistenti
La polmonite acquisita in ospedale e la polmonite associata a ventilatore presentano sfide particolari perché sono spesso causate da batteri che hanno sviluppato resistenza agli antibiotici comuni. Questi includono lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA) e alcuni batteri gram-negativi.[10] Il trattamento richiede tipicamente antibiotici a spettro più ampio o più potenti, come vancomicina per MRSA, carbapenemi o agenti più recenti come linezolid.[11]
I pazienti con polmonite associata all’assistenza sanitaria—coloro che vivono in case di cura o ricevono trattamenti medici regolari—affrontano anche un rischio più elevato di batteri resistenti e possono necessitare di strategie antibiotiche simili.[1]
Gestione dell’infezione polmonare virale
Quando i virus causano l’infezione polmonare, gli antibiotici non aiutano perché funzionano solo contro i batteri. La polmonite virale è spesso più lieve e può risolversi da sola con cure di supporto: riposo, liquidi e gestione dei sintomi.[1] Le cause virali comuni includono l’influenza, il virus respiratorio sinciziale (RSV) e il SARS-CoV-2 (il virus che causa il COVID-19).[10]
Tuttavia, esistono farmaci antivirali specifici per alcune polmoniti virali. Se l’influenza causa l’infezione polmonare, farmaci come oseltamivir (Tamiflu) o zanamivir possono accorciare la malattia e ridurre la gravità, specialmente se iniziati entro le prime 48 ore dai sintomi.[8] Per la polmonite legata al COVID-19, i medici possono utilizzare antivirali o altre terapie a seconda della gravità della malattia e delle linee guida terapeutiche correnti.
A volte la polmonite batterica si sviluppa come complicazione di infezioni respiratorie virali. Se questo accade, si riceveranno antibiotici in aggiunta a qualsiasi trattamento antivirale.[8]
Trattamento dell’infezione polmonare fungina e da aspirazione
La polmonite fungina è rara nelle persone sane ma può colpire quelle con sistema immunitario indebolito. Il trattamento richiede farmaci antifungini specifici piuttosto che antibiotici. La durata e l’intensità del trattamento dipendono dal tipo di fungo e dallo stato immunitario del paziente.[1][10]
La polmonite da aspirazione si verifica quando cibo, liquidi o vomito entrano nei polmoni invece che nello stomaco. Questo tipo coinvolge spesso batteri provenienti dalla bocca e dalla gola. Il trattamento include antibiotici che colpiscono questi organismi specifici, insieme a misure per prevenire futuri episodi di aspirazione, come modificare come e quando si mangia se si hanno difficoltà di deglutizione.[1][11]
Cure di supporto e gestione dei sintomi
Oltre ai farmaci che colpiscono l’infezione stessa, il trattamento dell’infezione polmonare include misure di supporto per aiutare a respirare più facilmente e sentirsi più a proprio agio. Se si hanno difficoltà ad ottenere abbastanza ossigeno, si può ricevere ossigeno supplementare attraverso un tubicino nasale o una maschera facciale. Nei casi gravi che richiedono il ricovero, può essere necessaria la ventilazione meccanica con un respiratore se i polmoni non riescono a funzionare adeguatamente da soli.[7][11]
Se si sta sperimentando respiro sibilante o difficoltà respiratorie dovute a costrizione delle vie aeree, i broncodilatatori inalati somministrati attraverso un nebulizzatore o inalatore possono aiutare ad aprire le vie aeree. I medici possono anche raccomandare analgesici da banco come paracetamolo (Tachipirina) o ibuprofene (Brufen, Moment) per ridurre la febbre e alleviare il dolore toracico.[19]
Sebbene tossire possa essere fastidioso, è in realtà utile perché elimina il muco e i detriti dai polmoni. Per questo motivo, i medici generalmente non raccomandano sedativi della tosse durante il trattamento dell’infezione polmonare. Tuttavia, se una tosse grave impedisce di riposare o causa dolore significativo alla parete toracica, il medico può suggerire rimedi specifici.[6][19]
Durata del trattamento standard
La maggior parte delle persone con infezione polmonare lieve trattata a casa inizia a sentirsi meglio entro pochi giorni dall’inizio degli antibiotici, anche se il recupero completo richiede tipicamente da due a quattro settimane.[6][13] La durata standard del trattamento antibiotico è solitamente di cinque-sette giorni, anche se alcune infezioni possono richiedere cicli più lunghi.
I pazienti ricoverati con infezione polmonare grave possono aver bisogno di settimane o anche mesi per riprendersi completamente, in particolare se si sono sviluppate complicazioni. Anche dopo che l’infezione si è risolta, la stanchezza e la ridotta resistenza possono persistere per un mese o più.[16][22]
Potenziali effetti collaterali del trattamento
Come tutti i farmaci, gli antibiotici possono causare effetti collaterali. Quelli comuni includono nausea, diarrea, mal di stomaco e infezioni vaginali da lievito nelle donne. Reazioni più gravi ma meno comuni includono risposte allergiche che vanno dall’eruzione cutanea all’anafilassi grave.[11] Alcuni antibiotici, in particolare i fluorochinoloni, portano avvertenze sui rischi come danni ai tendini o effetti sul sistema nervoso.
Anche gli antivirali hanno potenziali effetti collaterali che variano a seconda del farmaco. Il medico curante discuterà questi aspetti e valuterà i benefici rispetto ai rischi in base alla situazione specifica del paziente.
Metodi di trattamento più comuni
- Terapia antibiotica
- Amoxicillina per la polmonite batterica acquisita in comunità, che colpisce specialmente lo Streptococcus pneumoniae
- Macrolidi (azitromicina, claritromicina) per batteri atipici come il Mycoplasma pneumoniae
- Fluorochinoloni (levofloxacina, moxifloxacina) per varie cause batteriche
- Cefalosporine (ceftriaxone) spesso combinate con macrolidi per pazienti ospedalizzati
- Vancomicina e carbapenemi per polmonite acquisita in ospedale con batteri resistenti
- Farmaci antivirali
- Oseltamivir (Tamiflu) o zanamivir per la polmonite correlata all’influenza
- Antivirali specifici per la polmonite da COVID-19 a seconda della gravità
- Farmaci antifungini
- Vari agenti antifungini per la polmonite fungina in pazienti immunocompromessi
- Ossigenoterapia
- Ossigeno supplementare tramite cannula nasale o maschera facciale per pazienti con bassi livelli di ossigeno nel sangue
- Ventilazione meccanica per insufficienza respiratoria grave
- Cure di supporto
- Fluidi endovenosi per prevenire la disidratazione
- Analgesici e antipiretici (paracetamolo, ibuprofene, naprossene)
- Broncodilatatori per respiro sibilante e costrizione delle vie aeree
- Riposo e nutrizione adeguata per supportare il recupero
Trattamenti emergenti studiati negli studi clinici
Mentre i trattamenti standard per l’infezione polmonare sono ben consolidati, i ricercatori continuano a esplorare nuovi approcci per migliorare gli esiti, in particolare per i casi gravi o per le infezioni causate da organismi resistenti ai farmaci. Gli studi clinici stanno investigando terapie innovative che potrebbero complementare o potenziare le strategie terapeutiche esistenti, anche se è importante notare che queste sono ancora in fase di test e non fanno ancora parte delle cure di routine.
Le fonti fornite non contengono informazioni specifiche su farmaci sperimentali, molecole in via di sviluppo o studi clinici in corso per il trattamento dell’infezione polmonare. La ricerca in quest’area probabilmente si concentra su nuove classi di antibiotici per combattere i batteri resistenti, terapie immunomodulatrici per ridurre l’infiammazione eccessiva che danneggia i polmoni e agenti antivirali migliorati. Tuttavia, senza dati concreti dalle fonti su trattamenti sperimentali specifici, i loro meccanismi, le fasi degli studi o i risultati preliminari, non è possibile fornire qui una discussione dettagliata delle terapie sperimentali per la polmonite.
Se si è interessati a partecipare a studi clinici per l’infezione polmonare o a conoscere le ricerche all’avanguardia, è possibile discuterne con il proprio medico curante o cercare nei registri degli studi clinici per le ricerche in corso.















