Il carcinoma neuroendocrino della cute, noto anche come carcinoma a cellule di Merkel, è un tumore raro e aggressivo che richiede approcci terapeutici innovativi. Attualmente sono disponibili 4 studi clinici che stanno testando nuove combinazioni di trattamenti per i pazienti affetti da questa patologia.
Studi Clinici in Corso sul Carcinoma Neuroendocrino della Cute
Il carcinoma neuroendocrino della cute, conosciuto comunemente come carcinoma a cellule di Merkel (MCC), rappresenta una forma rara ma particolarmente aggressiva di tumore cutaneo. Questa neoplasia ha origine dalle cellule di Merkel, situate nello strato più esterno della pelle, e si manifesta tipicamente come un nodulo indolore, sodo e in rapida crescita su aree cutanee esposte al sole, come viso, collo e braccia. La malattia tende a progredire rapidamente, spesso diffondendosi precocemente ai linfonodi vicini e ad altre parti del corpo, rendendo la gestione clinica particolarmente complessa.
Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha compiuto progressi significativi nello sviluppo di nuove strategie terapeutiche per questa patologia. Attualmente, sono disponibili 4 studi clinici che stanno valutando diverse combinazioni di trattamenti, principalmente basati su immunoterapia e chemioterapia, con l’obiettivo di migliorare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti affetti da carcinoma a cellule di Merkel in stadio avanzato.
Studi Clinici Disponibili
Studio su Pembrolizumab in Combinazione con Cisplatino o Carboplatino ed Etoposide per Pazienti con Carcinoma a Cellule di Merkel Avanzato
Localizzazione: Italia
Questo studio clinico si concentra sulla valutazione di una combinazione terapeutica innovativa per il trattamento del carcinoma a cellule di Merkel avanzato. Lo studio prevede l’utilizzo di pembrolizumab (commercializzato con il nome di KEYTRUDA), un farmaco immunoterapico, in associazione con chemioterapici tradizionali come cisplatino o carboplatino ed etoposide. Tutti i farmaci vengono somministrati per via endovenosa.
L’obiettivo principale dello studio è valutare l’efficacia di questa combinazione come trattamento di prima linea nei pazienti che non hanno ricevuto precedenti terapie sistemiche per la malattia in stadio avanzato. Il pembrolizumab agisce come inibitore del checkpoint immunitario, aiutando il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali, bloccando una proteina chiamata PD-1 sulle cellule immunitarie. I chemioterapici, invece, danneggiano il DNA delle cellule tumorali, impedendone la crescita e la divisione.
I criteri di inclusione principali richiedono che i pazienti abbiano almeno 18 anni, una diagnosi istologicamente confermata di MCC in stadio IIIB-IV secondo la classificazione TNM dell’American Joint Committee on Cancer, e che non abbiano ricevuto precedenti terapie sistemiche per la malattia avanzata. È necessaria anche un’adeguata funzionalità ematologica, epatica e renale. Lo studio prevede un attento monitoraggio della risposta tumorale al trattamento e la registrazione di eventuali effetti collaterali.
Studio su Retifanlimab in Combinazione con Carboplatino, Cisplatino ed Etoposide Prima della Chirurgia in Pazienti con Carcinoma a Cellule di Merkel Operabile
Localizzazione: Italia
Questo studio clinico rappresenta un approccio innovativo nel trattamento del carcinoma a cellule di Merkel operabile che non si è diffuso ad altri organi. La ricerca valuta l’efficacia di una terapia neoadiuvante, ovvero somministrata prima dell’intervento chirurgico, che combina retifanlimab (noto anche come ZYNYZ) con chemioterapia a base di platino (cisplatino o carboplatino) ed etoposide.
Il retifanlimab è un anticorpo monoclonale che appartiene alla classe degli inibitori di PD-1, funzionando in modo simile al pembrolizumab: blocca il recettore PD-1 sulle cellule T, permettendo al sistema immunitario di riconoscere e attaccare più efficacemente le cellule tumorali. Il trattamento prevede un solo ciclo di terapia combinata chemo-immunoterapica seguito dall’intervento chirurgico per la rimozione del tumore.
L’obiettivo principale dello studio è determinare se questa breve terapia combinata, somministrata prima della chirurgia, possa ridurre significativamente la presenza di cellule tumorali nel tessuto asportato. I ricercatori valuteranno anche la sicurezza del trattamento, l’impatto sulla qualità di vita dei pazienti e raccoglieranno campioni di sangue e tessuto tumorale per studiare come la terapia influenzi le cellule tumorali e il sistema immunitario.
Per partecipare allo studio, i pazienti devono avere almeno 18 anni, una diagnosi confermata di carcinoma a cellule di Merkel chirurgicamente asportabile, non aver ricevuto precedenti terapie sistemiche o radioterapia prima della chirurgia, e presentare adeguate funzioni ematologiche, epatiche e renali. È richiesta la disponibilità di campioni di tessuto tumorale per l’analisi dell’espressione di PD-L1 e la caratterizzazione biomolecolare. Il follow-up dei pazienti continuerà fino alla fine del 2026.
Studio su BT-001 e Pembrolizumab per Pazienti con Tumori Solidi Avanzati, Inclusi Sarcoma, Carcinoma a Cellule di Merkel, Melanoma, Carcinoma Mammario e Polmonare
Localizzazione: Belgio, Francia
Questo studio multicentrico rappresenta una ricerca innovativa che esplora un nuovo approccio terapeutico per diversi tipi di tumori solidi avanzati, tra cui il carcinoma a cellule di Merkel. Lo studio valuta l’efficacia di BT-001, un trattamento sperimentale somministrato mediante iniezione diretta nel tumore, sia da solo che in combinazione con pembrolizumab, somministrato per via endovenosa.
Il BT-001 è classificato come terapia onco-litica virale, un approccio che utilizza virus modificati per colpire e distruggere selettivamente le cellule tumorali, stimolando contemporaneamente il sistema immunitario. Lo studio è suddiviso in diverse fasi: nella Fase I Parte A, il BT-001 viene somministrato da solo per valutarne la sicurezza e la tollerabilità, con dosaggi che variano da 10 a 100 milioni di unità formanti placca per millilitro (PFU/mL). Nella Fase I Parte B, il BT-001 viene combinato con pembrolizumab per valutare la sicurezza della combinazione. La Fase II si concentra sulla valutazione dell’attività antitumorale della terapia combinata.
I criteri di inclusione richiedono che i pazienti abbiano almeno 18 anni, una diagnosi confermata di carcinoma a cellule di Merkel avanzato o metastatico con lesioni facilmente iniettabili, abbiano provato trattamenti standard senza successo o non possano tollerarli, e presentino un’aspettativa di vita di almeno 3 mesi. È necessaria la vaccinazione completa contro il COVID-19 almeno 30 giorni prima dell’inizio del trattamento. I pazienti devono inoltre fornire un campione di tessuto tumorale fresco dalla lesione che sarà iniettata per prima.
Durante lo studio, i pazienti riceveranno monitoraggio regolare per valutare la risposta al trattamento e gli eventuali effetti collaterali. Verranno raccolti campioni di sangue e tessuto tumorale per studiare in modo approfondito gli effetti del trattamento a livello molecolare e immunologico.
Studio sulla Riduzione dell’Intensità di Dose di Pembrolizumab e Combinazioni Farmacologiche per Pazienti con Tumore Avanzato o Metastatico che Rispondono all’Immunoterapia Standard
Localizzazione: Francia
Questo studio clinico affronta una questione importante nella gestione a lungo termine dei pazienti oncologici: la possibilità di ridurre l’intensità della terapia immunologica mantenendo l’efficacia del trattamento. Lo studio coinvolge pazienti con diversi tipi di tumori, tra cui il carcinoma a cellule di Merkel, che hanno mostrato una risposta positiva dopo sei mesi di immunoterapia standard.
L’obiettivo principale è confrontare l’efficacia della continuazione dell’immunoterapia standard con una dose ridotta degli stessi farmaci. I farmaci studiati includono pembrolizumab, durvalumab, avelumab, nivolumab, dostarlimab, atezolizumab e cemiplimab, tutti appartenenti alla classe degli inibitori dei checkpoint immunitari. Questi farmaci funzionano bloccando specifiche proteine prodotte da alcune cellule del sistema immunitario e da alcune cellule tumorali, aiutando il sistema immunitario a distruggere più efficacemente le cellule cancerose.
I pazienti vengono assegnati casualmente a uno dei due gruppi: un gruppo continua a ricevere l’immunoterapia standard, mentre l’altro gruppo riceve una dose ridotta somministrata ogni tre mesi. Lo studio, che può durare fino a tre anni, valuta se la dose ridotta sia altrettanto efficace nel prevenire la progressione della malattia, monitorando anche la qualità di vita e gli effetti collaterali.
Per essere ammessi allo studio, i pazienti devono avere almeno 18 anni, una diagnosi confermata di tumore localmente avanzato o metastatico (incluso il carcinoma a cellule di Merkel), e devono essere in risposta parziale o completa dopo 6 mesi di immunoterapia standard. Per i pazienti con melanoma, è richiesta solo una risposta parziale. È necessario un performance status ECOG di 0 o 1, che indica che il paziente è completamente attivo o presenta alcuni sintomi ma può ancora svolgere attività leggere. I pazienti con metastasi cerebrali sono ammessi se queste sono stabili e non mostrano segni di peggioramento.
Riepilogo e Considerazioni Importanti
Gli studi clinici attualmente disponibili per il carcinoma neuroendocrino della cute rappresentano un’importante opportunità per i pazienti affetti da questa patologia aggressiva. Emerge chiaramente che l’approccio terapeutico contemporaneo si basa principalmente sull’immunoterapia, in particolare sugli inibitori dei checkpoint immunitari come pembrolizumab e retifanlimab, spesso in combinazione con chemioterapia tradizionale.
Alcuni aspetti rilevanti emergono dall’analisi di questi studi:
- Tre studi su quattro prevedono la combinazione di immunoterapia e chemioterapia, suggerendo che questo approccio sinergico possa offrire benefici superiori rispetto alla monoterapia.
- Due studi si concentrano specificamente sul carcinoma a cellule di Merkel e sono disponibili in Italia, offrendo opportunità di partecipazione ai pazienti italiani senza necessità di spostarsi all’estero.
- Viene esplorato anche il trattamento neoadiuvante (prima della chirurgia) per i tumori operabili, un approccio che potrebbe migliorare i risultati chirurgici e ridurre il rischio di recidiva.
- Emergono approcci innovativi come la terapia onco-litica virale (BT-001), che utilizza virus modificati per colpire selettivamente le cellule tumorali.
- Uno studio affronta la questione della riduzione dell’intensità di dose dell’immunoterapia nei pazienti che hanno risposto al trattamento, con l’obiettivo di mantenere l’efficacia riducendo potenzialmente gli effetti collaterali.
È importante sottolineare che tutti questi studi richiedono una diagnosi istologicamente confermata di carcinoma a cellule di Merkel e un’adeguata funzionalità degli organi vitali. I pazienti interessati a partecipare a uno di questi studi dovrebbero discutere con il proprio oncologo l’idoneità e le potenziali opportunità offerte da queste ricerche cliniche.
La partecipazione a uno studio clinico non solo offre l’accesso a trattamenti innovativi potenzialmente più efficaci, ma contribuisce anche al progresso della ricerca scientifica, aiutando a sviluppare terapie migliori per i futuri pazienti affetti da questa rara e aggressiva forma di tumore cutaneo.


