Uno studio clinico è attualmente in corso per valutare trattamenti efficaci contro le vampate di calore nelle donne con cancro della mammella ormono-refrattario sottoposte a terapia endocrina. La ricerca confronta l’efficacia di ossibutinina e venlafaxina nel ridurre questi sintomi debilitanti.
Studi clinici in corso sul cancro della mammella ormono-refrattario
Il cancro della mammella ormono-refrattario rappresenta una sfida significativa per molte donne che affrontano questa malattia. Attualmente è disponibile 1 studio clinico che si concentra specificamente su questa condizione, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle pazienti che sperimentano effetti collaterali legati alla terapia endocrina.
Comprensione del cancro della mammella
Il cancro della mammella è una malattia in cui le cellule del seno crescono in modo incontrollato, formando un tumore che spesso può essere percepito come un nodulo. Tipicamente inizia nei dotti o nei lobuli della mammella e può diffondersi ad altre parti del corpo se non trattato adeguatamente. La progressione del cancro della mammella può variare, con alcuni tumori che crescono lentamente e altri più rapidamente. Fattori ormonali, genetici e ambientali possono influenzarne lo sviluppo. I sintomi possono includere cambiamenti nella forma del seno, fossette sulla pelle o secrezioni dal capezzolo. La diagnosi precoce attraverso lo screening può aiutare a gestire la malattia in modo più efficace.
Studio clinico disponibile
Studio sull’ossibutinina e venlafaxina per ridurre le vampate di calore nelle donne sottoposte a terapia endocrina dopo il cancro della mammella
Localizzazione: Paesi Bassi
Lo studio RED FLASH si concentra sull’aiuto alle donne che hanno avuto un cancro della mammella e stanno sperimentando vampate di calore come effetto collaterale del loro trattamento in corso. Le vampate di calore sono sensazioni improvvise di calore, spesso intense, che possono verificarsi nelle donne sottoposte a terapia endocrina dopo il cancro della mammella. Questo studio confronta due trattamenti: ossibutinina e venlafaxina.
L’ossibutinina è solitamente utilizzata per trattare problemi alla vescica, mentre la venlafaxina è comunemente usata come antidepressivo. Entrambi i farmaci vengono testati per verificare quanto efficacemente possano ridurre il numero e la gravità delle vampate di calore.
Obiettivo dello studio: Determinare quale di questi due farmaci sia più efficace nel ridurre le vampate di calore. Le partecipanti riceveranno entrambi i trattamenti in momenti diversi durante lo studio, consentendo ai ricercatori di confrontare gli effetti nella stessa persona. Questo approccio è conosciuto come studio “cross-over”.
Criteri di inclusione:
- Donne pre-menopausali, peri-menopausali o post-menopausali di età pari o superiore a 18 anni
- Donne in terapia endocrina con tamoxifene, inibitori dell’aromatasi o analoghi dell’ormone di rilascio dell’ormone luteinizzante da almeno 4 settimane
- Donne che sperimentano almeno 14 vampate di calore a settimana da almeno 1 mese e desiderano iniziare un trattamento farmacologico
Criteri di esclusione:
- Presenza di altri tipi di cancro oltre al cancro della mammella
- Partecipanti di sesso maschile (lo studio è riservato alle donne)
- Appartenenza a popolazioni vulnerabili che non possono prendere decisioni autonomamente
Farmaci investigazionali:
Ossibutinina – È un farmaco tipicamente somministrato per via orale sotto forma di compresse. Attualmente viene studiato per la sua efficacia nel ridurre le vampate di calore nelle donne sottoposte a terapia endocrina dopo il cancro della mammella. Il farmaco è principalmente utilizzato per trattare i sintomi della vescica iperattiva, ma in questo contesto viene valutato per il suo potenziale nell’alleviare le vampate di calore. L’ossibutinina agisce bloccando determinati recettori nel corpo, aiutando a rilassare i muscoli della vescica e potenzialmente influenzando la regolazione della temperatura. È classificato come agente anticolinergico.
Venlafaxina – È solitamente assunta per via orale sotto forma di compresse o capsule a rilascio prolungato. Viene studiata per la sua capacità di ridurre le vampate di calore nelle donne che ricevono terapia endocrina dopo il trattamento del cancro della mammella. La venlafaxina è comunemente usata come antidepressivo, ma è anche nota per aiutare a gestire le vampate di calore. Funziona aumentando i livelli di serotonina e norepinefrina nel cervello, il che può aiutare a stabilizzare l’umore e potenzialmente ridurre la frequenza e la gravità delle vampate di calore. Appartiene alla classe di farmaci noti come inibitori della ricaptazione della serotonina-norepinefrina (SNRI).
Fasi dello studio:
Lo studio dura diverse settimane e prevede che le partecipanti assumano un farmaco per un periodo, poi passino all’altro. Durante tutto lo studio, le partecipanti terranno un registro giornaliero delle loro vampate di calore in un Diario delle Vampate di Calore. Oltre a monitorare le vampate di calore, lo studio valuterà anche altri fattori come eventuali effetti collaterali, la qualità del sonno, la qualità della vita complessiva e aspetti della salute mentale come ansia e depressione.
Riepilogo e osservazioni importanti
Attualmente è disponibile uno studio clinico dedicato alle donne con cancro della mammella ormono-refrattario che soffrono di vampate di calore durante la terapia endocrina. Questo studio rappresenta un’importante opportunità per migliorare la qualità della vita delle pazienti attraverso il confronto di due farmaci già noti: ossibutinina e venlafaxina.
Le vampate di calore sono un effetto collaterale comune e debilitante della terapia endocrina, che può influenzare significativamente il benessere quotidiano delle donne. Lo studio RED FLASH utilizza un approccio cross-over innovativo che consente di valutare l’efficacia di entrambi i trattamenti nella stessa paziente, fornendo dati più accurati sulla loro efficacia relativa.
È importante notare che lo studio non si limita a valutare solo la riduzione delle vampate di calore, ma considera anche aspetti più ampi della salute e del benessere, inclusi la qualità del sonno, la funzione cognitiva, la funzione sessuale e la salute mentale. Questo approccio olistico riflette la comprensione che il trattamento del cancro della mammella deve considerare la persona nella sua totalità.
Le donne interessate a partecipare a questo studio possono trovare maggiori informazioni contattando i centri di ricerca nei Paesi Bassi. La partecipazione a studi clinici non solo può offrire accesso a nuove opzioni terapeutiche, ma contribuisce anche al progresso della scienza medica e al miglioramento delle cure future per altre donne che affrontano la stessa condizione.











