Indice
- Panoramica degli studi
- Popolazioni incluse
- Fasi degli studi e obiettivi
- Endpoint principali misurati
- Studi principali su Zanidatamab
- Come leggere questi risultati
Panoramica degli studi
I trial disponibili valutano Zanidatamab in diversi tipi di tumore con espressione o alterazione di HER2, soprattutto tumori gastroesofagei, biliari e della mammella.[1][2][3]
In questi studi, Zanidatamab viene testato sia da solo sia in combinazione con chemioterapia, immunoterapia o altri trattamenti già noti.[1][2][4]
Popolazioni incluse
Le persone arruolate hanno in genere una malattia avanzata, metastatica o non operabile, cioè una forma di tumore che non può essere rimossa con chirurgia o che si è diffusa ad altre sedi.[1][3][5]
Alcuni studi includono pazienti con tumori HER2-positivi specifici, come adenocarcinoma gastroesofageo, tumore delle vie biliari, tumore della mammella e altri tumori solidi HER2-espressi.[1][3][5][6]
Un trial valuta anche pazienti con tumore della mammella in fase neoadiuvante, cioè prima dell’intervento chirurgico, per misurare quanto il trattamento riduca il tumore prima dell’operazione.[7]
Fasi degli studi e obiettivi
Gli studi sono distribuiti tra fase 1, fase 2 e fase 3.[1][4][7]
La fase 1 serve soprattutto a trovare la dose raccomandata e a descrivere sicurezza e tollerabilità, come nel trial JAZMINE che valuta Zanidatamab con tucatinib e chemioterapia.[8]
La fase 2 cerca segnali di attività contro il tumore, per esempio con il tasso di risposta obiettiva o con la sopravvivenza libera da progressione.[5][6][7]
La fase 3 confronta Zanidatamab con trattamenti standard o con altri schemi terapeutici per capire se offre un vantaggio clinico più chiaro.[1][3][9]
Endpoint principali misurati
Molti trial usano la sopravvivenza libera da progressione (PFS), cioè il tempo durante il quale il tumore non peggiora.[1][3][8]
Altri studi misurano la sopravvivenza globale (OS), che indica per quanto tempo vivono i pazienti dopo l’inizio del trattamento.[1]
In alcuni trial l’endpoint principale è il tasso di risposta obiettiva (ORR), cioè la percentuale di pazienti che ottengono una riduzione completa o parziale del tumore secondo criteri standard come RECIST 1.1.[5][6]
Nel trial neoadiuvante sul tumore della mammella, l’obiettivo principale è la risposta patologica completa (pCR), cioè l’assenza di tumore residuo nel seno e nei linfonodi ascellari dopo il trattamento.[7]
Altri studi valutano anche sicurezza, tollerabilità, eventi avversi, tossicità limitanti la dose e necessità di riduzione o sospensione del trattamento.[4][8]
Studi principali su Zanidatamab
NCT05152147 è uno studio di fase 3 su pazienti con adenocarcinoma gastroesofageo HER2-positivo avanzato o metastatico. Confronta Zanidatamab in combinazione con chemioterapia, con o senza tislelizumab, rispetto a trastuzumab con chemioterapia, e misura PFS e OS.[1]
2025-522718-22-00 è un trial di fase 2 in pazienti con adenocarcinoma gastroesofageo metastatico HER2 e PD-L1 positivo, non trattati in precedenza. Studia Zanidatamab con pembrolizumab e chemioterapia, e valuta la PFS a 12 mesi.[2]
NCT06282575 è uno studio di fase 3 nel tumore delle vie biliari HER2-positivo avanzato. Confronta Zanidatamab più cisplatino e gemcitabina, con o senza un inibitore PD-1/PD-L1, rispetto allo stesso schema senza Zanidatamab, e misura la PFS nel sottogruppo IHC 3+.[3]
NCT06435429 è uno studio di fase 3 nel tumore della mammella metastatico HER2-positivo. Confronta Zanidatamab più chemioterapia con trastuzumab più chemioterapia, e usa come endpoint principale la PFS valutata con RECIST 1.1 da revisione centrale indipendente.[9]
NCT06695845 è uno studio di fase 2 su tumori solidi HER2-espressi, con Zanidatamab in monoterapia. L’obiettivo è valutare l’attività antitumorale, misurata con il tasso di risposta obiettiva confermata.[5]
2025-522169-31-00 valuta Zanidatamab in pazienti adulti con tumori solidi selezionati HER2-IHC3+ o con tumore del polmone non a piccole cellule con mutazione HER2. Anche qui l’endpoint principale è la risposta obiettiva confermata per ciascun gruppo di pazienti.[6]
NCT07102381 è uno studio neoadiuvante di fase 2 nel tumore della mammella HER2-positivo. Confronta diversi regimi con Zanidatamab e misura la risposta patologica completa nel seno e nell’ascella.[7]
2025-524613-89-00 è uno studio di fase 1 nel tumore della mammella HER2-positivo avanzato. Valuta Zanidatamab con tucatinib e chemioterapia per trovare la dose massima tollerata e la dose raccomandata per la fase 2, oltre a raccogliere dati precoci di efficacia.[8]
NCT04224272 è uno studio di fase 2 completato nel tumore della mammella HER2-positivo, HR-positivo, localmente avanzato o metastatico. Ha valutato sicurezza, tollerabilità e attività antitumorale di Zanidatamab in combinazione con palbociclib e fulvestrant.[4]
Come leggere questi risultati
Questi studi non dicono ancora che Zanidatamab sia il trattamento migliore in assoluto, ma mostrano quali domande cliniche stanno cercando di rispondere i ricercatori.[1][3][5]
In pratica, i trial vogliono capire se il farmaco può aiutare a controllare meglio il tumore, se è sicuro nelle diverse combinazioni e quale gruppo di pazienti potrebbe trarne più beneficio.[4][8]
Quando si leggono i risultati, è utile guardare insieme il tipo di tumore, la fase dello studio, il trattamento di confronto e l’endpoint principale, perché questi elementi spiegano cosa il trial sta davvero misurando.[1][7][9]


