Indice
- Panoramica degli studi
- Idrosadenite suppurativa
- Artrite reumatoide e artrite psoriasica
- Colite ulcerosa
- Malattia di Crohn
- Come vengono misurati i risultati
- Chi può partecipare
Panoramica degli studi
I dati forniti mostrano cinque studi clinici su Lutikizumab, tutti con stato “Authorised”.[1][2][3][4][5] Gli studi sono interventistici, cioè i ricercatori assegnano un trattamento e poi osservano i risultati.[1][2][3][4][5] Le fasi sono soprattutto fase 2, con un grande studio di fase 3 nell’idrosadenite suppurativa.[1][2][3][4][5]
Questi trial non studiano la stessa malattia: ogni studio ha un gruppo di pazienti diverso e un obiettivo specifico.[1][2][3][4][5] Alcuni confrontano Lutikizumab con placebo, cioè un trattamento senza principio attivo, mentre altri lo confrontano con terapie attive come adalimumab o con altre terapie mirate.[1][4][5]
Idrosadenite suppurativa
Lo studio 2024-510730-40-00 valuta Lutikizumab negli adulti e negli adolescenti con idrosadenite suppurativa da moderata a grave, a partire dai 12 anni di età.[1] Si tratta di uno studio di fase 3 con 1305 partecipanti autorizzati.[1]
L’obiettivo principale è vedere se Lutikizumab funziona meglio del placebo per ridurre i segni e i sintomi della malattia.[1] Il risultato principale è il raggiungimento di HiSCR 75 alla settimana 16, cioè una riduzione di almeno il 75% del numero totale di lesioni rispetto al valore iniziale, senza aumento di ascessi o di fistole drenanti.[1]
Artrite reumatoide e artrite psoriasica
Lo studio 2025-520721-21-00 valuta diverse terapie mirate nei pazienti con artrite reumatoide moderatamente o gravemente attiva.[2] È uno studio di fase 2 con 204 partecipanti autorizzati.[2] In questo trial Lutikizumab viene studiato insieme ad altre opzioni e a un placebo universale, per capire sicurezza ed efficacia della monoterapia e/o della terapia di combinazione.[2]
Il risultato principale è la percentuale di partecipanti che ottiene una risposta ACR50 alla settimana 12.[2] ACR50 significa un miglioramento del 50% secondo criteri standard usati nell’artrite reumatoide.[2]
Lo studio 2024-519291-11-00 riguarda adulti con artrite psoriasica attiva ed è anch’esso di fase 2, con 120 partecipanti autorizzati.[3] Qui i ricercatori vogliono valutare l’efficacia di Lutikizumab e della terapia di combinazione con risankizumab, oltre alle rispettive monoterapie.[3] Lo studio misura anche la sicurezza e la tollerabilità di queste strategie terapeutiche.[3] Il risultato principale è di nuovo la percentuale di partecipanti con risposta ACR50 alla settimana 16.[3]
Colite ulcerosa
Lo studio NCT06257875 valuta Lutikizumab in adulti con colite ulcerosa attiva da moderata a grave.[4] È uno studio di fase 2 con 207 partecipanti autorizzati.[4] I ricercatori confrontano Lutikizumab con adalimumab per valutare sicurezza ed efficacia.[4]
Il risultato principale è la percentuale di partecipanti che ottiene un miglioramento endoscopico alla settimana 12.[4] L’endoscopia è un esame che permette di osservare l’interno dell’intestino, quindi questo risultato mostra se l’infiammazione intestinale sta migliorando.[4]
Malattia di Crohn
Lo studio 2024-513009-30-00 riguarda adulti con malattia di Crohn da moderata a grave.[5] È uno studio di fase 2 con 1072 partecipanti autorizzati.[5] In questo trial Lutikizumab è uno dei trattamenti mirati studiati insieme ad altre opzioni terapeutiche.[5]
L’obiettivo è valutare sicurezza ed efficacia e anche il profilo meccanicistico dei trattamenti studiati, cioè come si comportano nello studio della malattia secondo i criteri del trial.[5] Il risultato principale è il raggiungimento della remissione endoscopica alla settimana 12.[5]
Come vengono misurati i risultati
Nei trial su Lutikizumab vengono usate misure diverse a seconda della malattia studiata.[1][2][3][4][5] Nell’idrosadenite suppurativa si usa HiSCR 75, nelle artriti si usa ACR50, mentre nelle malattie intestinali si usano esiti endoscopici come miglioramento o remissione.[1][2][3][4][5]
Queste misure aiutano a capire se il trattamento riduce l’infiammazione o i sintomi in modo rilevante per il paziente.[1][2][3][4][5] I tempi di valutazione principali sono la settimana 12, la settimana 16 o, in un caso, la settimana 12 per l’endoscopia.[1][2][3][4][5]
Chi può partecipare
La partecipazione dipende dalla malattia e dall’età richieste da ogni studio.[1][2][3][4][5] Nei dati forniti, gli studi includono adulti con artrite reumatoide, artrite psoriasica, colite ulcerosa e malattia di Crohn, mentre lo studio sull’idrosadenite suppurativa include anche adolescenti dai 12 anni in su.[1][2][3][4][5]
Poiché ogni trial ha criteri propri, l’idoneità dipende dalla diagnosi, dalla gravità della malattia e da altri requisiti stabiliti dal protocollo dello studio.[1][2][3][4][5]



