Indice
- Panoramica dei trial
- Studio sul congelamento degli arti
- Studio PROSTASICKLE nell’anemia falciforme
- Disegno degli studi e partecipanti
- Esiti misurati nei trial
- Cosa significano i termini principali
Panoramica dei trial
I dati disponibili mostrano due studi clinici interventistici su ILOPROST, entrambi in fase 3 e con stato Authorised.[1][2]
I due trial studiano popolazioni diverse: persone con lesione da gelo agli arti e adulti con anemia falciforme e crisi vaso-occlusiva.[1][2]
Studio sul congelamento degli arti
Il primo studio si chiama Frostbite Treatment Study comparing tPA and iloprost therapy e ha il numero NCT 2024-520291-10-01.[1]
Questo trial valuta casi gravi di congelamento delle estremità e confronta due trattamenti: ALTEPLASE somministrato per via intra-arteriosa e ILOPROST somministrato per infusione endovenosa.[1]
Lo studio è impostato come non inferiorità, cioè vuole verificare se ILOPROST non è peggiore di tPA per i risultati clinici osservati.[1]
Il trial prevede 100 partecipanti e raccoglie dati prospettici, cioè dati registrati in avanti nel tempo mentre i pazienti vengono seguiti.[1]
L’obiettivo principale è misurare il livello di amputazione distale dell’arto o delle dita, cioè quanto spesso si perde la parte più lontana dell’arto colpito.[1]
Lo studio osserva anche il risultato funzionale a lungo termine e alcuni valori ematologici, cioè esami del sangue, prima e dopo il trattamento.[1]
Studio PROSTASICKLE nell’anemia falciforme
Il secondo studio si chiama Evaluation of the efficacy of iloprost in the management of vaso-occlusive crises in adult patients with sickle cell: a multicentre, randomised, double-blind, placebo-controlled study, con acronimo PROSTASICKLE e numero NCT 2025-522005-38-00.[2]
Questo trial valuta l’efficacia di un’infusione di ILOPROST per un massimo di 5 giorni rispetto a placebo, cioè un trattamento di confronto senza principio attivo.[2]
Lo studio include adulti con anemia falciforme e crisi vaso-occlusiva ed è definito multicentrico, quindi condotto in più centri clinici.[2]
È anche randomizzato e doppio cieco, due caratteristiche che servono a rendere il confronto più affidabile e a ridurre i bias, cioè gli errori dovuti alle aspettative.[2]
Il trial prevede 144 partecipanti e valuta il consumo di oppioidi durante il ricovero, con una durata massima di ospedalizzazione di 21 giorni.[2]
Disegno degli studi e partecipanti
Entrambi gli studi sono interventistici, quindi i ricercatori assegnano un trattamento e osservano i risultati nel tempo.[1][2]
Nel trial sul congelamento, i partecipanti vengono divisi in due gruppi per confrontare ILOPROST con tPA.[1]
Nel trial PROSTASICKLE, i partecipanti ricevono ILOPROST oppure placebo, in modo casuale e senza sapere quale trattamento stanno ricevendo.[2]
Questi disegni servono a capire non solo se il trattamento funziona, ma anche come si comporta in condizioni cliniche reali e in gruppi di pazienti ben definiti.[1][2]
Esiti misurati nei trial
Nel trial sul congelamento, l’esito primario è il livello di amputazione di dita o estremità distali, un indicatore importante della gravità del danno e del successo del trattamento.[1]
Lo studio vuole anche raccogliere informazioni sugli esiti funzionali a lungo termine, cioè su come il paziente recupera l’uso dell’arto nel tempo.[1]
Nel trial PROSTASICKLE, l’esito primario è il consumo medio di oppioidi espresso in mg equivalenti di morfina al giorno nei 28 giorni dopo la randomizzazione.[2]
Questo esito misura il bisogno di farmaci per il dolore durante e dopo la crisi vaso-occlusiva.[2]
Cosa significano i termini principali
Fase 3 indica uno studio avanzato, con più partecipanti, pensato per confermare i benefici osservati nelle fasi precedenti.[1][2]
Randomizzato significa che l’assegnazione ai gruppi avviene in modo casuale.[2]
Doppio cieco significa che né il paziente né il medico sanno chi riceve il trattamento attivo o il placebo, per ridurre il rischio di influenza sui risultati.[2]
Placebo è un confronto usato negli studi clinici che non contiene il principio attivo studiato.[2]
Non inferiorità vuol dire che il nuovo trattamento viene testato per vedere se non è peggiore di quello di riferimento entro un margine accettato dallo studio.[1]




