Indice dei Contenuti
- Cos’è il Givinostat?
- Condizioni Trattate con il Givinostat
- Come Funziona il Givinostat
- Come viene Somministrato il Givinostat
- Studi Clinici e Ricerca
- Potenziali Effetti Collaterali
Cos’è il Givinostat?
Il Givinostat, noto anche come ITF2357, è un farmaco in fase di studio per il suo potenziale nel trattare varie condizioni mediche. Appartiene a una classe di farmaci chiamati inibitori dell’istone deacetilasi (HDAC)[1]. Gli inibitori HDAC agiscono influenzando l’espressione dei geni nelle cellule, il che può avere effetti ad ampio raggio sul corpo.
Condizioni Trattate con il Givinostat
La ricerca è in corso per valutare l’efficacia del Givinostat nel trattamento di diverse condizioni:
- Policitemia Vera (PV): Un disturbo del sangue in cui il corpo produce troppi globuli rossi[1]
- Distrofia Muscolare di Duchenne (DMD): Un disturbo genetico caratterizzato da degenerazione muscolare progressiva e debolezza[2]
- Distrofia Muscolare di Becker (BMD): Una forma più lieve di distrofia muscolare[3]
- Neoplasie Mieloproliferative Croniche: Un gruppo di disturbi del sangue in cui il midollo osseo produce troppe cellule del sangue[4]
- Artrite Idiopatica Giovanile: Un tipo di artrite che colpisce i bambini[5]
Come Funziona il Givinostat
Il Givinostat funziona inibendo le istone deacetilasi, che sono enzimi che svolgono un ruolo nell’espressione genica. Bloccando questi enzimi, il Givinostat può influenzare l’attivazione o la disattivazione dei geni nelle cellule. Si ritiene che questo meccanismo abbia effetti anti-infiammatori e possa aiutare a rallentare la progressione di certe malattie[4].
Nella distrofia muscolare, ad esempio, si pensa che il Givinostat contrasti i meccanismi fisiopatologici e degenerativi che causano l’insufficienza muscolare[6]. Ciò potrebbe potenzialmente aiutare a preservare la funzione muscolare e rallentare la progressione della malattia.
Come viene Somministrato il Givinostat
Il Givinostat viene tipicamente somministrato per via orale (per bocca) sotto forma di:
- Sospensione orale: Una forma liquida del farmaco, solitamente a una concentrazione di 10 mg/mL[2]
- Capsule: Capsule di gelatina dura contenenti 50 mg, 75 mg o 100 mg di Givinostat[4]
Il dosaggio e la frequenza di somministrazione possono variare a seconda della condizione trattata, del peso del paziente e di altri fattori. In molti studi, il Givinostat viene assunto due volte al giorno con il cibo[2][6].
Studi Clinici e Ricerca
Il Givinostat è attualmente oggetto di vari studi clinici per valutarne la sicurezza e l’efficacia. Alcuni risultati chiave di questi studi includono:
- Nella Policitemia Vera, il Givinostat combinato con l’idrossiurea ha mostrato risultati promettenti nel controllo della conta delle cellule del sangue e nella riduzione dei sintomi legati alla malattia[1]
- Per la Distrofia Muscolare di Duchenne, gli studi hanno indicato che il Givinostat potrebbe aiutare a migliorare la funzione muscolare e rallentare la progressione della malattia[7]
- Nella Distrofia Muscolare di Becker, la ricerca è in corso per valutare gli effetti del Givinostat sull’istologia (struttura) e la funzione muscolare[3]
- Per le neoplasie mieloproliferative croniche, studi a lungo termine stanno valutando la sicurezza e l’efficacia del Givinostat[4]
Potenziali Effetti Collaterali
Come per qualsiasi farmaco, il Givinostat può causare effetti collaterali. Gli effetti collaterali comuni osservati negli studi clinici includono:
- Problemi gastrointestinali come diarrea, nausea o vomito[1]
- Cambiamenti nella conta delle cellule del sangue, inclusa una diminuzione delle piastrine (trombocitopenia)[3]
- Affaticamento o stanchezza[7]
È importante notare che il profilo di sicurezza del Givinostat è ancora in fase di studio e i pazienti negli studi clinici sono attentamente monitorati per eventuali effetti avversi[6].











