Indice dei Contenuti
- Cos’è l’Etranacogene Dezaparvovec?
- Come Funziona?
- Condizioni Mediche Trattate
- Somministrazione e Dosaggio
- Efficacia e Benefici
- Sicurezza ed Effetti Collaterali
- Ricerca in Corso
Cos’è l’Etranacogene Dezaparvovec?
L’etranacogene dezaparvovec, noto anche con il nome commerciale Hemgenix, è una rivoluzionaria terapia genica sviluppata per il trattamento dell’emofilia B, un raro disturbo emorragico genetico[1]. Questa innovativa terapia è progettata per affrontare la causa sottostante dell’emofilia B fornendo una copia funzionale del gene del fattore IX, che è difettoso nelle persone affette da questa condizione.
Come Funziona?
L’etranacogene dezaparvovec è una terapia genica che utilizza un virus modificato chiamato virus adeno-associato di sierotipo 5 (AAV5) come vettore per fornire una copia funzionale del gene del fattore IX alle cellule epatiche[2]. La terapia contiene:
- Un cDNA ottimizzato per i codoni della variante R338L del fattore IX di coagulazione umano (FIX-Padua)
- Un promotore specifico per il fegato (LP1) per garantire che il gene sia espresso nelle cellule epatiche
Una volta somministrata, questa terapia genica permette al fegato del paziente di produrre la proteina funzionale del fattore IX, potenzialmente riducendo o eliminando la necessità di una terapia sostitutiva regolare del fattore IX.
Condizioni Mediche Trattate
L’etranacogene dezaparvovec è specificamente progettato per trattare:
- Emofilia B (carenza del Fattore IX): Un raro disturbo genetico caratterizzato da una coagulazione del sangue compromessa a causa di una carenza del fattore di coagulazione IX[1]
La terapia è destinata a pazienti adulti con:
- Emofilia B grave (attività del fattore IX ≤2% del normale)
- Emofilia B moderatamente grave (attività del fattore IX ≤2% del normale)
Somministrazione e Dosaggio
L’etranacogene dezaparvovec viene somministrato come trattamento unico attraverso infusione endovenosa (IV)[1]. Il dosaggio tipico è:
- 2 millilitri per chilogrammo di peso corporeo
Questa somministrazione in dose unica è progettata per fornire benefici terapeutici a lungo termine, potenzialmente eliminando la necessità di una terapia sostitutiva regolare del fattore IX.
Efficacia e Benefici
Gli studi clinici hanno mostrato risultati promettenti per l’etranacogene dezaparvovec, tra cui[2]:
- Aumento dell’attività endogena del fattore IX
- Riduzione del tasso annualizzato di sanguinamento (ABR)
- Diminuzione della necessità di terapia sostitutiva del fattore IX
- Miglioramento della qualità della vita dei pazienti
I benefici specifici osservati negli studi clinici includono:
- Livelli sostenuti di attività del fattore IX a 6, 12 e 18 mesi dopo il trattamento
- Riduzione degli eventi di sanguinamento spontaneo e articolare
- Un’alta percentuale di pazienti che rimangono liberi dalla profilassi di routine continua
- Miglioramento dei punteggi nei questionari sulla qualità della vita come EQ-5D-5L e Hemophilia Quality of Life Questionnaire (Hem-A-QoL)
Sicurezza ed Effetti Collaterali
Sebbene l’etranacogene dezaparvovec abbia mostrato un profilo di sicurezza favorevole, gli studi in corso stanno monitorando i potenziali effetti collaterali e la sicurezza a lungo termine[3]. Alcune aree di interesse includono:
- Eventi avversi legati alla terapia
- Cambiamenti nella funzione epatica (monitorati attraverso i livelli di ALT/AST)
- Sviluppo di anticorpi contro il fattore IX o il vettore AAV5
- Salute del fegato (valutata attraverso ecografia e livelli di alfa-fetoproteina)
I pazienti che ricevono la terapia sono attentamente monitorati per questi e altri potenziali effetti collaterali.
Ricerca in Corso
Diversi studi clinici sono attualmente in corso per valutare ulteriormente la sicurezza e l’efficacia a lungo termine dell’etranacogene dezaparvovec[1][2][3]. Questi studi mirano a:
- Valutare l’efficacia della terapia su periodi prolungati (fino a 15 anni dopo il trattamento)
- Monitorare i profili di sicurezza a lungo termine
- Valutare la durabilità dell’espressione del fattore IX
- Indagare l’impatto della terapia sulla qualità della vita dei pazienti e sulla salute articolare
Questi studi in corso forniranno preziose informazioni sui benefici a lungo termine e sui potenziali rischi dell’etranacogene dezaparvovec, contribuendo a stabilire il suo ruolo nel trattamento dell’emofilia B.












