Indice dei Contenuti
- Cos’è il DNA?
- Usi Medici delle Terapie Basate sul DNA
- Condizioni Trattate con Terapie Basate sul DNA
- Come Funzionano le Terapie Basate sul DNA
- Come Vengono Somministrate le Terapie Basate sul DNA
- Ricerca in Corso e Studi Clinici
- Potenziali Benefici delle Terapie Basate sul DNA
- Possibili Effetti Collaterali e Considerazioni sulla Sicurezza
Cos’è il DNA?
Il DNA, acronimo di acido desossiribonucleico, è il materiale genetico presente in quasi tutti gli organismi viventi. Contiene le istruzioni necessarie per lo sviluppo, la sopravvivenza e la riproduzione di un organismo. Nel contesto dei trattamenti medici, il DNA viene esplorato come potente strumento per curare varie malattie.[1]
Usi Medici delle Terapie Basate sul DNA
Le terapie basate sul DNA sono in fase di sviluppo per trattare una varietà di condizioni mediche. Queste terapie utilizzano il DNA in diverse forme per aiutare il corpo a combattere le malattie o correggere problemi genetici. Alcuni dei principali tipi di terapie basate sul DNA includono:
- Terapia genica: Consiste nell’introdurre nuovi geni nelle cellule di una persona per aiutare a curare o prevenire malattie.
- Vaccini a DNA: Utilizzano frammenti di DNA per stimolare il sistema immunitario a combattere specifiche malattie.
- Inibitori della DNA metiltransferasi (DNMTi): Questi farmaci agiscono influenzando l’uso del DNA nelle cellule, potenzialmente aiutando a trattare alcuni tipi di cancro.[3]
Condizioni Trattate con Terapie Basate sul DNA
Le terapie basate sul DNA sono oggetto di studio e vengono utilizzate per trattare varie condizioni, tra cui:
- Disturbi della crescita: Trattamenti basati sul DNA come la somatropina (un ormone della crescita sintetico) vengono utilizzati per trattare condizioni come il deficit dell’ormone della crescita e la bassa statura legata a determinate condizioni genetiche.[1]
- Ischemia grave degli arti: Questa è una condizione in cui il flusso sanguigno agli arti è gravemente ridotto. Le terapie basate sul DNA sono oggetto di studio per aiutare a far crescere nuovi vasi sanguigni e migliorare la circolazione.[2]
- Sindromi mielodisplastiche (MDS): Questo gruppo di disturbi in cui il midollo osseo non produce abbastanza cellule del sangue sane. I trattamenti basati sul DNA sono in fase di studio per aiutare a migliorare la produzione di cellule del sangue.[3]
Come Funzionano le Terapie Basate sul DNA
Le terapie basate sul DNA funzionano in modi diversi a seconda del trattamento specifico:
- Terapia genica: Questo approccio introduce nuovi geni nelle cellule di una persona per sostituire geni difettosi o aggiungere geni che possono aiutare a combattere le malattie. Ad esempio, nel trattamento dell’ischemia grave degli arti, è in fase di studio una terapia genica chiamata Neovasculgen. Utilizza un frammento di DNA che contiene le istruzioni per produrre una proteina chiamata VEGF, che aiuta a far crescere nuovi vasi sanguigni.[2]
- Inibitori della DNA metiltransferasi (DNMTi): Questi farmaci agiscono modificando l’uso del DNA nelle cellule. In alcune malattie, come certi tipi di cancro, il DNA può essere “spento” in modi dannosi. I farmaci DNMTi aiutano ad “accendere” geni importanti che potrebbero essere stati erroneamente disattivati.[3]
Come Vengono Somministrate le Terapie Basate sul DNA
Il modo in cui le terapie basate sul DNA vengono somministrate ai pazienti può variare:
- Iniezioni: Alcuni trattamenti, come la terapia genica per l’ischemia grave degli arti, vengono somministrati come iniezioni nell’area interessata. Ad esempio, Neovasculgen viene iniettato nei muscoli lungo i vasi sanguigni interessati.[2]
- Farmaci orali: Alcuni trattamenti basati sul DNA, come certi farmaci DNMTi, possono essere assunti per via orale sotto forma di pillole.[3]
- Infusioni endovenose (IV): Alcune terapie vengono somministrate direttamente nel flusso sanguigno attraverso una flebo.[3]
Ricerca in Corso e Studi Clinici
Diversi studi clinici sono attualmente in corso per studiare le terapie basate sul DNA:
- Uno studio chiamato GENEVA sta testando una terapia genica (Neovasculgen) per l’ischemia grave degli arti. Questo studio mira a verificare se il trattamento può ridurre la necessità di procedure ripetute e prevenire le amputazioni.[2]
- Lo studio GeNeSIS sta esaminando gli effetti a lungo termine del trattamento con l’ormone della crescita (somatropina) nei bambini con vari disturbi della crescita.[1]
- Uno studio sta esaminando una combinazione di un farmaco chiamato BMS-986253 con inibitori della DNA metiltransferasi per il trattamento delle sindromi mielodisplastiche.[3]
Potenziali Benefici delle Terapie Basate sul DNA
Le terapie basate sul DNA hanno il potenziale di offrire diversi benefici:
- Trattamento mirato: Queste terapie possono essere progettate per affrontare specifici problemi genetici o stimolare particolari processi biologici.
- Effetti duraturi: Alcune terapie geniche potrebbero fornire benefici a lungo termine da un singolo trattamento o un breve ciclo di trattamenti.
- Miglioramento della qualità della vita: Per condizioni come l’ischemia grave degli arti, queste terapie potrebbero ridurre il dolore, prevenire le amputazioni e migliorare la mobilità.[2]
- Nuove opzioni per condizioni difficili da trattare: Le terapie basate sul DNA potrebbero offrire speranza per condizioni che hanno opzioni di trattamento limitate, come alcuni tipi di sindromi mielodisplastiche.[3]
Possibili Effetti Collaterali e Considerazioni sulla Sicurezza
Come per qualsiasi trattamento medico, le terapie basate sul DNA possono avere effetti collaterali e considerazioni sulla sicurezza:
- Reazioni del sistema immunitario: Il corpo potrebbe reagire al DNA introdotto o ai virus talvolta utilizzati per somministrare le terapie geniche.
- Effetti non intenzionali: La modifica dell’attività genica potrebbe potenzialmente avere effetti inaspettati su altri processi corporei.
- Incognite a lungo termine: Poiché molte di queste terapie sono nuove, gli effetti a lungo termine sono ancora oggetto di studio.
È importante notare che gli studi clinici monitorano attentamente i pazienti per eventuali effetti collaterali o problemi di sicurezza. I pazienti che stanno considerando le terapie basate sul DNA dovrebbero discutere i potenziali rischi e benefici con il proprio medico curante.[3][1][2]











