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Amivantamab: clinical trials in lung, colorectal, and head and neck cancer

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In breve

Clinical trials are studying Amivantamab in several cancers, especially non-small-cell lung cancer, colorectal cancer, and head and neck cancer. These studies look at safety, how well treatment works, and which patients may benefit most, including people with specific gene changes such as EGFR, KRAS/NRAS, BRAF, or MET.

Punti chiave

  • Clinical trials of Amivantamab are studying several cancers, with the strongest focus on non-small-cell lung cancer. The studies include people with early-stage, locally advanced, unresectable, metastatic, and surgery-eligible disease, depending on the trial. Some trials also focus on colorectal cancer and head and neck squamous cell carcinoma. The research is in different phases, from Phase 1 safety and dose-finding studies to Phase 3 comparisons against standard treatment. Main outcomes include progression-free survival, overall survival, objective response rate, surgery timing, and side effects. Several trials also select patients by gene changes such as EGFR, KRAS/NRAS, BRAF, or MET.

Panoramica degli studi

I trial su Amivantamab valutano questo trattamento in diversi tipi di cancro, soprattutto nel carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), ma anche nel tumore del colon-retto e nel carcinoma squamoso della testa e del collo.

Gli studi hanno obiettivi diversi: alcuni cercano di capire se il trattamento può aiutare prima dell’intervento chirurgico, altri confrontano Amivantamab con terapie standard, e altri ancora valutano sicurezza, tollerabilità ed efficacia in gruppi di pazienti con specifiche alterazioni genetiche.

Tumori polmonari non a piccole cellule

Molti studi riguardano persone con NSCLC e mutazioni di EGFR, cioè cambiamenti in un gene che può guidare la crescita del tumore.

Uno studio di fase 2, NEOpredict-EGFR, valuta Amivantamab prima dell’intervento nei pazienti con NSCLC resecabile in stadi iniziali o localmente avanzati; il risultato principale è quanti pazienti riescono a fare una chirurgia con intento curativo entro 43 giorni dall’inizio della terapia di studio.

Altri studi di fase 3 confrontano combinazioni che includono Amivantamab con chemioterapia o con lazertinib rispetto ai trattamenti standard, per misurare soprattutto la sopravvivenza libera da progressione (PFS), cioè il tempo prima che la malattia peggiori.

Alcuni trial includono pazienti dopo fallimento di osimertinib o dopo altre terapie, mentre altri sono per persone al primo trattamento nella malattia avanzata o metastatica.

Ci sono anche studi in fase 1 e 2 che cercano la dose raccomandata o valutano l’attività antitumorale di Amivantamab da solo o in combinazione con altri farmaci come capmatinib, cetrelimab, lazertinib o chemioterapia.

Un altro studio di fase 2 valuta come ridurre le reazioni cutanee, cioè problemi della pelle, nei pazienti trattati con Amivantamab e lazertinib; l’obiettivo è diminuire gli eventi dermatologici di grado 2 o superiore nelle prime 12 settimane.

Lo studio di confronto tra Amivantamab per via sottocutanea e per via endovenosa valuta la non inferiorità, cioè se la forma sottocutanea non è peggiore di quella endovenosa secondo il criterio scelto dal protocollo.

Tumori del colon-retto

Nel tumore del colon-retto, Amivantamab viene studiato soprattutto in persone con malattia avanzata, metastatica o recidivata, spesso con profilo molecolare selezionato.

Uno studio di fase 3 confronta Amivantamab più chemioterapia con cetuximab più chemioterapia in pazienti con tumore del colon-retto sinistro non operabile o metastatico, KRAS/NRAS e BRAF wild-type.

Un altro studio di fase 3 confronta Amivantamab più FOLFIRI con cetuximab/bevacizumab più FOLFIRI in pazienti con tumore del colon-retto recidivato, non resecabile o metastatico, e misura sia la PFS sia la sopravvivenza globale (OS).

C’è anche uno studio di fase 1b/2 che valuta Amivantamab da solo e in aggiunta alla chemioterapia standard nel tumore del colon-retto avanzato o metastatico; qui il risultato principale è la risposta obiettiva (ORR), cioè quanto spesso il tumore si riduce in modo misurabile.

Nel progetto UNICORN, Amivantamab è uno dei trattamenti pre-operatori brevi testati in un gruppo di pazienti con tumore del colon-retto primario resecabile selezionato dal punto di vista molecolare; l’obiettivo principale è la risposta patologica maggiore, cioè quanto il tessuto tumorale risponde alla terapia prima dell’intervento.

Tumori del collo e della testa

Nel carcinoma squamoso della testa e del collo, Amivantamab è studiato in fase 1b/2 sia da solo sia in combinazione con altri trattamenti come pembrolizumab, carboplatino o paclitaxel.

Questo studio include diversi gruppi di pazienti, per esempio persone con malattia recidivata o metastatica già trattate in precedenza, e persone senza trattamento precedente nel contesto recidivato/metastatico.

Gli obiettivi includono attività antitumorale, sicurezza, tollerabilità, dose raccomandata e, in alcuni gruppi, tasso di risposta obiettiva o risposta patologica maggiore.

Un altro studio di fase 3 valuta Amivantamab aggiunto agli agenti standard di cura rispetto allo standard di cura da solo nei pazienti con carcinoma della testa e del collo recidivato o metastatico, con sopravvivenza globale come risultato principale.

Fasi e obiettivi principali

I trial su Amivantamab vanno dalla fase 1 alla fase 4, quindi coprono sia la ricerca iniziale sia confronti più avanzati con trattamenti già usati nella pratica clinica.

Nelle fasi iniziali, gli studi cercano soprattutto la dose raccomandata e raccolgono dati su sicurezza, tollerabilità ed eventi avversi, compresi i dose limiting toxicities (DLT), cioè effetti indesiderati abbastanza importanti da limitare l’aumento della dose.

Nelle fasi più avanzate, gli studi confrontano l’efficacia con terapie standard e misurano risultati come PFS, OS e ORR.

Alcuni studi hanno anche obiettivi pratici, come verificare se la chirurgia può essere eseguita nei tempi previsti dopo il trattamento preoperatorio, oppure se un diverso modo di somministrare Amivantamab è comparabile a quello già noto.

Come vengono misurati i risultati

Il RECIST v1.1 è un insieme di regole usate per misurare la risposta del tumore agli esami di imaging, come TAC o risonanza.

La valutazione può essere fatta dallo sperimentatore oppure da una revisione centrale indipendente in cieco (BICR), cioè da esperti che analizzano le immagini senza sapere quale trattamento ha ricevuto il paziente.

Tra gli esiti più usati ci sono PFS, OS e ORR, ma alcuni trial misurano anche la frequenza degli eventi avversi, le tossicità dose-limitanti, la risposta patologica e la possibilità di arrivare all’intervento chirurgico nei tempi previsti.

Chi può partecipare

La partecipazione dipende molto dal tipo di studio e dalla malattia precisa.

Alcuni studi includono persone con malattia iniziale e operabile, altri persone con malattia localmente avanzata o metastatica, e altri ancora richiedono una mutazione specifica come EGFR, oppure un profilo molecolare selezionato nel tumore.

In diversi trial, i partecipanti hanno già ricevuto terapie precedenti, mentre in altri sono trattati per la prima volta nel contesto della malattia avanzata o metastatica.

Questo significa che Amivantamab viene studiato in gruppi clinici molto diversi, con l’obiettivo di capire in quali situazioni può essere più utile e come integrarlo con chirurgia, chemioterapia o altri farmaci antitumorali.

Domande frequenti

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