Indice dei Contenuti
- Cos’è il Bulevirtide?
- Come Funziona il Bulevirtide?
- Quali Condizioni Tratta il Bulevirtide?
- Come viene Somministrato il Bulevirtide?
- Efficacia del Bulevirtide
- Sicurezza ed Effetti Collaterali
- Ricerca in Corso
Cos’è il Bulevirtide?
Il Bulevirtide è un nuovo farmaco utilizzato per trattare l’epatite D cronica, considerata la forma più grave di epatite virale[1]. È anche noto con il nome commerciale Hepcludex® e precedentemente chiamato Myrcludex B durante il suo sviluppo[2]. Il Bulevirtide ha ricevuto l’approvazione condizionata dall’Agenzia Europea per i Medicinali nel luglio 2020, diventando il primo trattamento specifico disponibile per l’epatite D cronica[1].
Come Funziona il Bulevirtide?
Il Bulevirtide agisce bloccando l’ingresso dei virus dell’epatite B e D nelle cellule epatiche. Lo fa legandosi e inattivando una proteina chiamata NTCP (Na+-taurocholate cotransporting polypeptide), che normalmente aiuta questi virus a entrare nelle cellule epatiche[3]. Impedendo ai virus di entrare nelle cellule epatiche, il Bulevirtide aiuta a ridurre la quantità di virus nel corpo e può rallentare o fermare il danno epatico.
Quali Condizioni Tratta il Bulevirtide?
Il Bulevirtide è specificamente approvato per il trattamento dell’infezione cronica da epatite D[4]. L’epatite D è una forma rara ma grave di epatite virale che si verifica solo nelle persone già infette dal virus dell’epatite B. Può portare a una rapida progressione della malattia epatica, aumentando il rischio di cirrosi (cicatrizzazione del fegato) e cancro al fegato[3].
Come viene Somministrato il Bulevirtide?
Il Bulevirtide viene somministrato come iniezione sottocutanea giornaliera, il che significa che viene iniettato appena sotto la pelle. La dose tipica è di 2 mg al giorno[3][1]. Alcuni studi stanno anche investigando una dose più alta di 10 mg al giorno[5]. I pazienti potrebbero dover continuare il trattamento per diversi mesi o addirittura anni, a seconda della loro risposta al farmaco.
Efficacia del Bulevirtide
L’efficacia del Bulevirtide viene misurata in diversi modi:
- Risposta virologica: Questa è tipicamente definita come una significativa diminuzione della quantità di virus dell’epatite D nel sangue (spesso una diminuzione di almeno 2 log10 UI/mL) o quando il virus diventa non rilevabile[1].
- Risposta biochimica: Questo si riferisce alla normalizzazione dei livelli degli enzimi epatici, in particolare ALT (alanina aminotransferasi), che indica una ridotta infiammazione epatica[1].
- Risposta combinata: Questa si verifica quando un paziente raggiunge sia una risposta virologica che biochimica[5].
Gli studi hanno dimostrato che molti pazienti raggiungono queste risposte entro 48 settimane dall’inizio del trattamento, con alcuni che mantengono la risposta anche dopo aver interrotto il farmaco[5].
Sicurezza ed Effetti Collaterali
Il Bulevirtide è generalmente ben tollerato, ma come tutti i farmaci, può causare effetti collaterali. Gli effetti collaterali comuni possono includere:
- Reazioni nel sito di iniezione (come rossore o gonfiore dove viene iniettato il farmaco)[1]
- Aumenti dei livelli di acidi biliari nel sangue[2]
I ricercatori stanno monitorando attentamente eventuali effetti collaterali gravi o problemi di sicurezza a lungo termine man mano che più pazienti ricevono il farmaco[4].
Ricerca in Corso
Diversi studi clinici sono attualmente in corso per studiare ulteriormente il Bulevirtide. Questi studi mirano a:
- Valutare l’efficacia e la sicurezza a lungo termine del Bulevirtide[4]
- Investigare i suoi effetti sull’ipertensione portale (pressione sanguigna elevata nei vasi sanguigni del fegato) nei pazienti con cirrosi[6]
- Studiare come il farmaco funziona nei pazienti con diversi gradi di funzionalità epatica[2]
- Esplorare potenziali biomarcatori che potrebbero predire la risposta al trattamento[1]
Questi studi in corso aiuteranno i medici a comprendere meglio come utilizzare il Bulevirtide in modo efficace e sicuro in diverse popolazioni di pazienti.












