Studio fase III su pazienti con cirrosi compensata per steatoepatite non alcolica (NASH) che valutano l’efficacia e sicurezza di BI 456906 (survodutide) rispetto al placebo
Il trial studia una malattia del fegato chiamata NASH/MASH, ovvero steatoepatite non alcolica associata a disfunzione metabolica, che può progredire fino a cirrhosis. Lo studio valuta l’effetto di una iniezione sottocutanea settimanale del farmaco sperimentale survodutide confrontato con placebo. L’obiettivo è verificare se il farmaco riduce il rischio di eventi legati al fegato e la mortalità.
I partecipanti riceveranno l’iniezione ogni settimana per circa 76 settimane, con visite regolari in cui verranno effettuati esami del sangue, misurazioni del peso e valutazioni della funzione epatica. Tra gli esami ci saranno il ELF score (un test che indica il livello di fibrosi del fegato), il valore di HbA1c (che misura il controllo della glicemia negli ultimi mesi), il MELD score (un punteggio che indica la gravità della malattia epatica), la valutazione della CSPH (pressione alta nella vena portale), e gli esami di imaging come FibroScan® VCTE e MRE per misurare la rigidità del fegato. Durante lo studio verrà monitorata la comparsa di eventi come trapianto di fegato, peggioramento della funzione epatica o decesso.
1consenso informato
viene chiesto di firmare il consenso informato dopo aver ricevuto una spiegazione chiara dello scopo dello studio e delle procedure previste.
tutte le informazioni sono fornite in modo comprensibile e non è richiesto alcun impegno oltre la partecipazione allo studio.
2valutazione iniziale
vengono eseguiti esami di base, tra cui analisi del sangue, misurazione del peso, valutazione della funzionalità epatica e test di imaging per confermare la presenza di cirrosi associata a nash/mash.
viene spiegato che nash/mash indica una malattia epatica non alcolica caratterizzata da infiammazione e accumulo di grasso nel fegato.
3randomizzazione
dopo la valutazione iniziale, il paziente viene assegnato in modo casuale a ricevere survodutide o placebo, senza sapere a quale gruppo appartiene.
sia survodutide che placebo hanno l’aspetto di una soluzione per iniezione e vengono somministrati con la stessa modalità.
4iniezione settimanale
viene effettuata un’iniezione subcutaea una volta alla settimana, con un dosaggio indicato dallo studio di 00 mg per ogni somministrazione.
le iniezioni vengono proseguite per un periodo di 76 settimane, cioè circa un anno e mezzo.
5visite di follow‑up
ogni quattro settimane è prevista una visita di controllo in cui vengono monitorati eventuali effetti collaterali, il peso corporeo, i livelli di glucosio nel sangue e i parametri epatici.
vengono inoltre raccolti i dati necessari per valutare la sicurezza del trattamento.
6valutazione finale
alla settimana 76 si effettuano gli esami finali per confrontare i risultati ottenuti con quelli di partenza, inclusi il punteggio elf, il peso corporeo, i livelli di hbA1c e la rigidità epatica.
questi dati permettono di capire se survodutide ha prodotto miglioramenti rispetto al placebo.
7conclusione dello studio
dopo la visita finale, lo studio termina e tutti i dati raccolti vengono analizzati per valutare l’efficacia e la sicurezza del trattamento.
non è previsto alcun ulteriore intervento dopo la conclusione dello studio.
Chi può partecipare allo studio?
Essere un adulto (maschio o femmina) di età pari o superiore a 18 anni al momento dello screening e avere l’età legale per dare il consenso.
Avere un indice di massa corporea (BMI) di almeno 27 kg/m² (per i partecipanti di origine asiatica il valore minimo è 25 kg/m²).
Presentare una cirrosi MASH compensata, cioè una forma di danno epatico avanzato dovuto a steatoepatite non alcolica in cui il fegato funziona ancora abbastanza bene.
Mostrare, tramite esami di imaging, una quantità di grasso nel fegato pari o superiore al 5 % usando la MRI‑PDFF (risonanza magnetica che misura la percentuale di grasso) oppure un valore di CAP (controllo dell’attenuazione) di almeno 288 dB/m con il dispositivo FibroScan. Questi esami devono essere fatti durante lo screening o entro 12 settimane prima della randomizzazione, a meno che non si abbia una cirrosi “criptogenica” (senza causa evidente) dove sono accettati valori più bassi.
Se è stata effettuata una biopsia epatica (prelievo di tessuto dal fegato) entro gli ultimi 12 mesi che ha mostrato steatosi o steatoepatite, non è necessario soddisfare il criterio di grasso al fegato sopra indicato.
Possono essere richiesti ulteriori criteri di ammissibilità non specificati qui.
Chi non può partecipare allo studio?
Consumo significativo di alcol negli ultimi 5 anni (media >140 g/settimana per le donne e >210 g/settimana per gli uomini) per più di 3 mesi consecutivi, oppure impossibilità di valutare con precisione il consumo di alcol.
Positività per l’epatite C (presenza di anticorpi contro il virus dell’epatite C e presenza di RNA del virus).
Livelli di AST (enzima che indica danno al fegato) e/o ALT (altro enzima epatico) superiori a 5 volte il valore normale di riferimento.
Evidenza di malattia epatica dovuta all’alcol o a farmaci (malattia del fegato causata da consumo di alcol o da medicinali).
Storia di trapianto di fegato o essere in lista per un trapianto.
Storia di TIPS (shunt intraepatico transjugulare) o altre procedure radiologiche/chirurgiche per trattare l’ipertensione portale (pressione alta nella vena che porta il sangue al fegato).
Punteggio MELD (indice che misura la gravità della malattia epatica) superiore a 12 a causa della malattia del fegato.
Storia o presenza attuale di scompenso epatico, come sanguinamento gastrointestinale superiore legato all’ipertensione portale, ascite (accumulo di liquido nella pancia) o encefalopatia epatica grado ≥ 1 secondo i criteri West Haven (alterazione della funzione cerebrale dovuta al fegato).
Risultati di laboratorio anormali: albumina 1,3 (indice che misura la coagulazione del sangue, a meno che non sia dovuto a farmaci anticoagulanti), bilirubina totale > 1,2 volte il valore normale (tranne in caso di sindrome di Gilbert con criteri specifici), fosfatasi alcalina > 1,5 volte il valore normale.
Storia o evidenza di altre malattie epatiche croniche, come colangite biliare primaria, colangite sclerosante primaria, epatite autoimmune, malattia di Wilson, carenza di alfa‑1‑antitripsina o emocromatosi ereditaria.
Positività per l’epatite B (presenza dell’antigene di superficie dell’HBV).
Altri criteri di esclusione non specificati nel presente elenco.
survodutide è un farmaco sperimentale somministrato tramite iniezione sottocutanea una volta alla settimana. È stato studiato in un trial di fase III per capire se può migliorare la salute del fegato in persone con cirrosi compensata dovuta a steatoepatite non alcolica (NASH) o steatoepatite associata a disfunzione metabolica (MASH). Lo scopo principale del trial è verificare se il farmaco riduce il rischio di eventi clinici legati al fegato e la mortalità rispetto a un placebo, monitorando la sicurezza e l’efficacia del trattamento nel tempo.
Steatoepatite non alcolica (NASH) – È una condizione caratterizzata da accumulo di grassi nel fegato in assenza di consumo significativo di alcol. Questo accumulo porta a infiammazione epatica. Con il tempo, l’infiammazione può favorire la formazione di fibrosi. La fibrosi può evolvere in cirrosi, con alterazioni della struttura del fegato. La malattia può anche progredire verso complicanze epatiche come l’ipertensione portale. Spesso è associata a obesità, diabete di tipo 2 e sindrome metabolica.
Il sito web utilizza i cookie per garantire il corretto funzionamento del sito e analizzare il traffico Internet. Alcuni cookie sono essenziali per l'utilizzo del servizio e non richiedono il consenso. Puoi acconsentire a tutti i cookie o utilizzare solo quelli essenziali. I dati vengono trattati in conformità con la nostra Informativa sulla privacy. Hai il diritto di revocare il consenso, accedere, rettificare, cancellare o limitare il trattamento dei dati in qualsiasi momento.