La sperimentazione riguarda i Pancreatic NeuroEndocrine Tumors, tumori rari del pancreas che possono crescere rapidamente e tornare dopo la chirurgia. Sono considerati aggressivi quando sono in uno stadio I‑III, ben differenziati e rimossi con margini liberi (R0), il che significa che il tumore è stato completamente asportato ma c’è ancora il rischio che ricompaia.
Lo studio confronta due approcci dopo l’intervento chirurgico: un ciclo di sei trattamenti orali a base di Capecitabine e Temozolomide, seguito da controlli regolari, con la sola osservazione attiva, cioè controlli periodici senza terapia aggiuntiva. L’obiettivo è valutare se l’aggiunta della chemioterapia migliora il periodo in cui il paziente resta libero dalla malattia.
I partecipanti vengono assegnati casualmente a uno dei due gruppi e, a seconda del gruppo, ricevono o meno la terapia. Dopo la fase di trattamento, tutti sono seguiti con visite mediche, esami del sangue e scansioni per verificare l’assenza di recidiva. Il risultato principale osservato è il tempo trascorso senza ritorno del tumore, indicato come DFS, così come la qualità della vita durante il periodo di osservazione.



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