Lo studio riguarda pazienti con lesioni polmonari sospette di cancro ai polmoni e utilizza il farmaco bevacizumab collegato a una sostanza luminosa per rendere più evidente il tessuto tumorale durante una broncoscopia. La procedura prevede l’inserimento di un sottile tubo flessibile attraverso la bocca per visualizzare le vie aeree dei polmoni, mentre la fluorescenza molecolare permette di vedere con una luce speciale le aree che potrebbero essere cancerose.
Lo scopo dello studio è valutare la fattibilità di questa tecnica di imaging per identificare le lesioni maligne e i linfonodi interessati. I partecipanti ricevono una piccola dose del farmaco tramite un’iniezione nella vena, poi vengono sottoposti alla broncoscopia con la luce fluorescente; le immagini ottenute sono confrontate con i risultati dell’esame patologico per verificare la corrispondenza.
Durante il periodo di osservazione vengono monitorati eventuali effetti indesiderati legati all’iniezione o alla procedura, e i dati sulla sicurezza vengono raccolti in modo sistematico. Le informazioni raccolte serviranno a capire se la tecnica è sicura e se può aiutare i medici a individuare più accuratamente il tumore nei polmoni.



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