Indice
- Panoramica degli studi
- Popolazioni coinvolte
- Obiettivi e criteri di valutazione
- Fasi degli studi e dimensione
- Disegno degli studi e confronti
- Cosa significano i risultati per i pazienti
Panoramica degli studi
Nei trial disponibili, A/DARWIN/9/2021 (H3N2) – LIKE STRAIN (A/DARWIN/6/2021, IVR-227) compare come uno dei ceppi influenzali inclusi in uno studio di immunogenicità e sicurezza su un vaccino antinfluenzale quadrivalente a subunità, derivato da cellule, in adulti dai 50 anni in su.[1] Questo studio, chiamato Celljuvant, è stato completato ed era in fase 3, con l’obiettivo di valutare sia la coerenza tra lotti sia la non inferiorità immunologica rispetto ad altri vaccini antinfluenzali.[1]
Nel materiale fornito, il ceppo è collegato in modo specifico alla ricerca sui vaccini contro l’influenza, non a uno studio su una malattia diversa.[1] Gli altri trial elencati riguardano vaccini per influenza, COVID-19 o entrambe le infezioni, e aiutano a capire il contesto più ampio della ricerca vaccinale negli adulti e negli anziani.[2][3][4][5][6]
Popolazioni coinvolte
Lo studio che include A/DARWIN/9/2021 (H3N2) – LIKE STRAIN (A/DARWIN/6/2021, IVR-227) ha coinvolto adulti di 50 anni e oltre, sia sani sia con comorbidità stabili che aumentano il rischio di complicanze da influenza.[1] Questo è importante perché negli anziani e nelle persone con altri problemi di salute il vaccino deve essere valutato con attenzione per vedere se genera una buona risposta immunitaria.[1]
Altri studi nel gruppo di dati hanno incluso adulti oltre i 65 anni, persone con tumori ematologici trattati e volontari sani più giovani o più anziani, a seconda dell’obiettivo della ricerca.[2][3][4][5][6] In uno studio, oltre ai partecipanti randomizzati, sono stati inclusi anche 40 soggetti sani di controllo per confrontare l’attivazione del sistema immunitario.[2]
Obiettivi e criteri di valutazione
Per il trial Celljuvant, gli obiettivi principali erano misurare l’immunogenicità del vaccino, cioè quanto bene il vaccino stimola la produzione di anticorpi, e verificare la sicurezza tra lotti diversi del prodotto.[1] I risultati immunologici sono stati valutati con il test HI, cioè il test di inibizione dell’emoagglutinazione, usato per misurare gli anticorpi contro i ceppi influenzali.[1]
Gli endpoint principali riportati per questo studio erano il rapporto delle medie geometriche dei titoli anticorpali al giorno 29 e il tasso di sieroconversione dal giorno 1 al giorno 29 per i quattro ceppi del vaccino.[1] In termini semplici, i ricercatori volevano vedere se il vaccino produceva una risposta anticorpale forte e se questa risposta era simile tra i diversi lotti e rispetto ad altri vaccini di confronto.[1]
Negli altri trial, gli endpoint principali includevano reazioni locali e sistemiche dopo la vaccinazione, eventi avversi non richiesti, eventi avversi gravi, eventi di interesse speciale, risposta anticorpale e, in uno studio, influenza confermata da RT-PCR.[2][3][4][5][6] Questo mostra che la ricerca non guarda solo se il vaccino “funziona”, ma anche quanto è ben tollerato nel tempo.[2][4]
Fasi degli studi e dimensione
Lo studio principale con A/DARWIN/9/2021 (H3N2) – LIKE STRAIN (A/DARWIN/6/2021, IVR-227) era in fase 3 e ha arruolato 6300 partecipanti.[1] Una fase 3 di solito serve a confermare i risultati su un numero più grande di persone e a confrontare il vaccino con altri prodotti già noti.[1]
Nel set di trial fornito ci sono anche studi di fase 2 con 300 e 120 partecipanti, uno studio di fase 1/2 con 1272 partecipanti, e un altro studio di fase 3/3b con 57925 partecipanti.[2][4][5][6] C’è inoltre uno studio di fase 3 in pazienti con tumori ematologici che ha previsto 180 partecipanti ed era autorizzato.[3]
Disegno degli studi e confronti
Il trial Celljuvant era uno studio interventistico che confrontava diversi lotti consecutivi del vaccino aQIVc HD e poi li confrontava con altri vaccini antinfluenzali, come QIVr e aQIV.[1] Questo tipo di confronto serve a verificare la consistenza tra lotti, cioè se ogni lotto del vaccino dà risultati simili, e la non inferiorità immunologica, cioè se il nuovo vaccino non è peggiore dei comparatori nella risposta immunitaria.[1]
Altri studi hanno usato disegni randomizzati, in cieco o in doppio cieco, e in alcuni casi hanno confrontato vaccini antinfluenzali adiuvati con vaccini non adiuvati oppure con placebo salino.[2][4][6] In uno studio su persone con tumori ematologici, i partecipanti sono stati randomizzati tra vaccino ad alto dosaggio e vaccino standard, con stratificazione per gruppo di malattia, cioè dividendo i partecipanti in sottogruppi clinici per rendere il confronto più corretto.[3]
Cosa significano i risultati per i pazienti
Per i pazienti, questi studi servono a capire se un vaccino antinfluenzale produce una buona protezione immunitaria nelle persone più a rischio, come gli adulti più anziani o chi ha altre malattie stabili.[1][2][3] Nel caso di A/DARWIN/9/2021 (H3N2) – LIKE STRAIN (A/DARWIN/6/2021, IVR-227), il focus non è su un trattamento per una malattia già in corso, ma sulla valutazione di un componente vaccinale inserito in studi più ampi sull’influenza.[1]
Gli endpoint di sicurezza, come reazioni locali, sintomi sistemici, eventi avversi gravi e altri eventi di interesse, sono importanti perché aiutano a capire come il vaccino viene tollerato nel tempo.[2][4][6] Gli endpoint di efficacia o immunogenicità, come titoli anticorpali, sieroconversione e conferma di influenza con test di laboratorio, mostrano invece se il vaccino stimola una risposta utile contro il virus.[1][4][6]






