Indice
- Panoramica degli studi
- Sanguinamento acuto e reversibilità dell’anticoagulazione
- Chirurgia urgente e controllo dell’emostasi
- Prevenzione del tromboembolismo venoso
- Bypass gastrico Roux-en-Y e assorbimento degli anticoagulanti
- Endpoint principali e cosa misurano
- Chi è stato incluso negli studi
Panoramica degli studi
I dati disponibili mostrano quattro studi clinici interventistici di fase 3 che riguardano contesti diversi ma tutti legati alla coagulazione del sangue.[1][2][3][4]
Gli studi sono stati condotti in pazienti con sanguinamento maggiore acuto, in persone trattate con inibitori del fattore Xa che necessitano di un intervento urgente, in pazienti sottoposti a protesi totale di anca o ginocchio e in persone dopo bypass gastrico Roux-en-Y.[1][2][3][4]
In questo contesto, Human Coagulation Factor Ix compare nei dati come parte di combinazioni di fattori della coagulazione valutate negli studi, non come una descrizione farmacologica generale.[2][3][4]
Sanguinamento acuto e reversibilità dell’anticoagulazione
Lo studio NCT04867837 ha valutato pazienti con sanguinamento maggiore acuto durante terapia con DOAC, cioè anticoagulanti orali diretti, in particolare con inibitore del fattore Xa.[1]
L’obiettivo era dimostrare una migliore efficacia emostatica di OCTAPLEX a 50 IU/Kg rispetto a 15 IU/Kg per la reversibilità d’emergenza dell’effetto anticoagulante dei DOAC nei pazienti con sanguinamento associato all’inibizione del fattore Xa.[1]
L’endpoint principale era la quota di pazienti in cui il trattamento mostrava efficacia emostatica, classificata come eccellente, buona, scarsa o assente nella gestione dell’evento emorragico.[1]
Lo studio è stato completato e ha incluso 230 partecipanti.[1]
Chirurgia urgente e controllo dell’emostasi
Lo studio 2022-503012-16-00 ha esaminato pazienti in trattamento con inibitore del fattore Xa che avevano bisogno di un intervento urgente con alto rischio di sanguinamento.[2]
L’obiettivo era valutare l’efficacia intraoperatoria di TAK-330 rispetto allo standard di cura con 4F-PCC per la reversibilità dell’anticoagulazione nei pazienti che assumevano inibitori diretti del fattore Xa e che dovevano essere operati entro 15 ore dall’ultima dose, oppure più tardi se i livelli anti-FXa erano sopra la soglia prevista allo screening.[2]
L’endpoint principale era la presenza di emostasi intraoperatoria efficace alla fine dell’intervento o della procedura invasiva, giudicata dal ricercatore principale, dal chirurgo o da un membro qualificato del team chirurgico usando una scala a quattro punti.[2]
Questo studio è autorizzato e prevede 436 partecipanti.[2]
Prevenzione del tromboembolismo venoso
Lo studio NCT06581965, chiamato DISTINCT, riguarda la profilassi della trombosi dopo protesi totale di anca o ginocchio.[3]
Il trial confronta un approccio personalizzato con l’approccio standard “one size fits all”, cioè un trattamento uguale per tutti, nei pazienti con rischio basso, intermedio o alto di tromboembolismo venoso.[3]
Gli obiettivi specifici sono diversi: verificare se la sola profilassi in ospedale sia sufficiente nei pazienti a basso rischio, descrivere l’incidenza di tromboembolia venosa sintomatica nei pazienti a rischio intermedio e capire se una profilassi intensificata sia più efficace e ugualmente sicura nei pazienti ad alto rischio.[3]
Gli endpoint principali sono il numero di tromboembolie venose nei primi 3 mesi dopo l’intervento e il numero di sanguinamenti maggiori nello stesso periodo.[3]
Lo studio è autorizzato e molto ampio, con 10078 partecipanti previsti.[3]
Bypass gastrico Roux-en-Y e assorbimento degli anticoagulanti
Lo studio WENDY, identificato come 2024-519737-30-00, valuta persone sottoposte a bypass gastrico Roux-en-Y.[4]
L’obiettivo è misurare la differenza nella farmacocinetica di apixaban prima e dopo l’intervento, cioè come il farmaco viene assorbito e gestito dall’organismo nel tempo.[4]
L’endpoint principale è l’AUC dei livelli anti-Xa in più momenti: prima dell’intervento, circa 17 giorni fino a 60 giorni dopo e circa 3 mesi dopo l’intervento.[4]
Lo studio è autorizzato e include 30 partecipanti.[4]
Endpoint principali e cosa misurano
Gli endpoint sono i risultati che i ricercatori misurano per capire se uno studio ha raggiunto il suo obiettivo.[1][2][3][4]
- Efficacia emostatica: misura se il trattamento controlla bene il sanguinamento, come nello studio sul sanguinamento acuto.[1]
- Emostasi intraoperatoria: valuta se il sanguinamento è ben controllato durante un intervento o una procedura invasiva.[2]
- Tromboembolia venosa: misura quanti pazienti sviluppano trombosi venosa profonda o embolia polmonare dopo chirurgia maggiore.[3]
- Sanguinamenti maggiori: registra gli episodi di sanguinamento più seri nel periodo postoperatorio.[3]
- Livelli anti-Xa e AUC: servono a capire come cambia l’esposizione al farmaco nel tempo dopo il bypass gastrico.[4]
Chi è stato incluso negli studi
I partecipanti non sono pazienti generici, ma gruppi ben definiti con bisogni clinici specifici.[1][2][3][4]
- Persone con emorragia maggiore acuta durante terapia con DOAC e inibitori del fattore Xa.[1]
- Persone che assumono inibitori del fattore Xa e devono affrontare un intervento urgente ad alto rischio di sanguinamento.[2]
- Pazienti sottoposti a protesi totale di anca o ginocchio, con rischio diverso di tromboembolia venosa.[3]
- Persone dopo bypass gastrico Roux-en-Y, per studiare l’assorbimento di apixaban nel tempo.[4]




