Questo studio riguarda la cardiomiopatia ipertrofica, una condizione del cuore in cui il muscolo cardiaco diventa più spesso del normale, causando un restringimento che ostacola il passaggio del sangue. In particolare, lo studio si concentra su pazienti che oltre a questa malattia del cuore hanno anche la pressione alta. I farmaci che verranno utilizzati sono l’idroclorotiazide, un medicinale che aiuta a eliminare i liquidi in eccesso attraverso le urine e che viene usato per abbassare la pressione, e il valsartan, un altro farmaco che agisce sui vasi sanguigni per ridurre la pressione arteriosa. Lo scopo dello studio è valutare quale dei due farmaci aumenta in misura minore il gradiente di pressione, cioè la differenza di pressione che si crea nel punto di restringimento del cuore dove il sangue fatica a passare.
Durante lo studio i partecipanti assumeranno entrambi i farmaci in periodi diversi, senza sapere quale stanno prendendo in un determinato momento, per permettere un confronto diretto tra i due trattamenti. Ogni periodo di trattamento durerà 30 giorni. Verranno effettuate misurazioni della pressione nel cuore a riposo e dopo una manovra chiamata Valsalva, che consiste nel trattenere il respiro e spingere come durante uno sforzo. Verranno anche misurate la pressione arteriosa e raccolti campioni di sangue per valutare alcune sostanze come il NT-proBNP e la troponina, che forniscono informazioni sul funzionamento del cuore.
I partecipanti compileranno questionari sulla qualità di vita e sui sintomi legati alla malattia cardiaca. In alcuni casi verrà eseguito un test da sforzo per misurare la capacità di consumare ossigeno durante l’esercizio fisico. Lo studio prevede controlli regolari per verificare l’efficacia dei trattamenti e per monitorare eventuali effetti indesiderati. Tutti i partecipanti dovranno già essere in trattamento con betabloccanti, farmaci che rallentano il battito cardiaco e riducono la forza delle contrazioni, oppure avere una ragione medica per non poterli assumere.

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