Lo pterigio è una crescita di tessuto sulla parte bianca dell’occhio che può estendersi sulla cornea. Questo articolo esamina uno studio clinico in corso che confronta due diversi trattamenti chirurgici per prevenire la ricomparsa dello pterigio dopo l’intervento.
Studi Clinici in Corso sullo Pterigio
Lo pterigio è una crescita non cancerosa della congiuntiva, il tessuto trasparente che ricopre la parte bianca dell’occhio e l’interno delle palpebre. Spesso appare come una crescita a forma di cuneo che può estendersi sulla cornea, la parte anteriore trasparente dell’occhio. Questa condizione è comunemente associata all’esposizione alla luce solare e al vento, e può causare irritazione, arrossamento o la sensazione di avere qualcosa nell’occhio. Con il tempo, la crescita può diventare più grande e può interferire con la visione se si estende sulla cornea. Lo pterigio è più comune nelle persone che trascorrono molto tempo all’aperto, specialmente in climi soleggiati.
Attualmente è disponibile 1 studio clinico per lo pterigio nel database. Di seguito viene presentato in dettaglio questo studio attivo.
Studi Clinici Disponibili
Studio sulla Matrice di Fibrina e Colliri con Fattori di Crescita Autologhi per Pazienti Sottoposti a Chirurgia dello Pterigio
Localizzazione: Spagna
Questo studio clinico si concentra sul confronto tra due diversi trattamenti utilizzati durante l’intervento chirurgico per lo pterigio. L’obiettivo principale è valutare quale trattamento sia più efficace nel prevenire la ricomparsa dello pterigio dopo l’intervento.
Trattamenti studiati:
- Innesto con membrana di fibrina combinato con colliri ricchi di fattori di crescita autologhi del paziente
- Innesto con membrana amniotica, un tipo di innesto tissutale prelevato dallo strato più interno della placenta
Descrizione dello studio: I partecipanti vengono sottoposti a chirurgia per la rimozione dello pterigio e ricevono uno dei due trattamenti. Durante l’intervento, viene applicato un innesto che può essere una membrana di fibrina con colliri concentrati in fattori di crescita autologhi oppure una membrana amniotica. La scelta dell’innesto è determinata dal protocollo dello studio.
Criteri di inclusione:
- Pazienti con pterigio primario in uno o entrambi gli occhi
- Età compresa tra 20 e 60 anni
- Lo pterigio deve estendersi sulla cornea con rischio di compromettere la visione o causare disagio oculare
- Sia pazienti di sesso maschile che femminile possono partecipare
Criteri di esclusione:
- Altre patologie oculari che potrebbero interferire con i risultati dello studio
- Precedenti interventi chirurgici oculari che potrebbero influenzare gli esiti
- Allergie a qualsiasi sostanza utilizzata nello studio
- Impossibilità di seguire le procedure dello studio o partecipare alle visite di follow-up
- Storia di determinate condizioni mediche come diabete non controllato o malattie autoimmuni
- Donne in gravidanza o allattamento
- Partecipazione ad altri studi clinici
- Uso di determinati farmaci che potrebbero interferire con i risultati
- Storia di abuso di sostanze o alcol
Trattamenti investigativi:
Innesto con membrana di fibrina: Si tratta di un trattamento chirurgico che utilizza una membrana composta da fibrina, una proteina coinvolta nella coagulazione del sangue, per coprire e proteggere l’area in cui lo pterigio è stato rimosso. Questo innesto mira a ridurre la probabilità che lo pterigio si ripresenti dopo l’intervento. A livello molecolare, la fibrina agisce come un’impalcatura che supporta la guarigione e la rigenerazione dei tessuti.
Colliri con fattori di crescita autologhi: Sono colliri speciali preparati dal sangue del paziente stesso. Questi colliri sono ricchi di fattori di crescita, sostanze naturali che aiutano a promuovere la guarigione e la riparazione dei tessuti. Nello studio vengono utilizzati dopo l’intervento chirurgico per aiutare l’occhio a guarire meglio e ridurre il rischio di ricomparsa dello pterigio. Il meccanismo d’azione prevede la somministrazione di fattori di crescita derivati dal sangue del paziente per stimolare la riparazione tissutale.
Innesto con membrana amniotica: È un’altra opzione di trattamento chirurgico che utilizza un innesto costituito dalla membrana amniotica, lo strato più interno della placenta. Questa membrana ha proprietà curative naturali e viene utilizzata per coprire l’area in cui lo pterigio è stato rimosso, contribuendo a proteggere l’occhio e ridurre la probabilità di recidiva.
Monitoraggio e follow-up: Lo studio monitora la ricomparsa dello pterigio nel corso di un anno dopo l’intervento chirurgico. Le visite di controllo sono programmate a un mese, due mesi, tre mesi, sei mesi e un anno dall’intervento per verificare eventuali segni di ritorno dello pterigio. Durante queste visite, l’occhio viene esaminato per rilevare segni di proliferazione fibrovascolare, che indica una recidiva.
Lo studio dovrebbe continuare fino al 2026, consentendo una raccolta e un’analisi completa dei dati. I risultati aiuteranno a determinare quale trattamento è più efficace nel ridurre la ricomparsa dello pterigio, fornendo informazioni preziose per le future opzioni terapeutiche.
Riepilogo
Attualmente è disponibile un solo studio clinico attivo per lo pterigio, condotto in Spagna. Questo studio rappresenta un’importante opportunità per i pazienti affetti da pterigio primario di età compresa tra 20 e 60 anni che necessitano di intervento chirurgico.
Osservazioni importanti:
- Lo studio confronta approcci innovativi utilizzando i fattori di crescita autologhi del paziente con il trattamento più tradizionale con membrana amniotica
- L’uso di fattori di crescita derivati dal sangue del paziente stesso rappresenta un approccio di medicina rigenerativa personalizzata
- Il follow-up prolungato di un anno permette una valutazione accurata dell’efficacia dei trattamenti nel prevenire le recidive
- I criteri di inclusione sono relativamente ampi in termini di età, ma escludono pazienti con condizioni che potrebbero compromettere i risultati
- Lo studio contribuisce ad ampliare le conoscenze mediche sulla gestione ottimale dello pterigio, una condizione comune nelle popolazioni esposte a climi soleggiati
I pazienti interessati a partecipare a questo studio dovrebbero consultare il proprio oftalmologo per verificare l’idoneità e discutere i potenziali benefici e rischi della partecipazione.

