La glomerulonefrite a lesioni minime è una malattia renale caratterizzata da elevati livelli di proteine nelle urine. Attualmente sono in corso 2 studi clinici che testano nuovi trattamenti per questa condizione, offrendo speranza a pazienti di diverse età.
Studi clinici in corso sulla glomerulonefrite a lesioni minime
La glomerulonefrite a lesioni minime (MCD, Minimal Change Disease) è una patologia renale che colpisce principalmente i bambini, ma può manifestarsi anche negli adulti. Questa condizione provoca la sindrome nefrosica, caratterizzata da elevati livelli di proteine nelle urine, bassi livelli di proteine nel sangue, gonfiore e colesterolo alto. Nonostante la significativa perdita di proteine nelle urine (proteinuria), il tessuto renale appare quasi normale al microscopio ottico, da cui il nome “lesioni minime”. La causa esatta della MCD non è completamente compresa, ma si ritiene che coinvolga anomalie del sistema immunitario. La condizione può causare un’insorgenza rapida dei sintomi, ma la funzionalità renale tipicamente rimane normale. La MCD risponde spesso bene ai trattamenti, anche se possono verificarsi recidive.
Trattamenti sperimentali attualmente in fase di studio
Attualmente sono disponibili 2 studi clinici nel sistema per la glomerulonefrite a lesioni minime. Questi studi stanno valutando diversi approcci terapeutici innovativi che potrebbero migliorare significativamente le opzioni di trattamento per i pazienti affetti da questa condizione.
Studio su Frexalimab, SAR442970 e Rilzabrutinib per pazienti di età compresa tra 16 e 75 anni con glomerulosclerosi segmentale focale o glomerulonefrite a lesioni minime
Ubicazione dello studio: Repubblica Ceca, Cechia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Spagna
Questo studio clinico si concentra su due malattie renali: la glomerulosclerosi segmentale focale primaria (FSGS) e la glomerulonefrite a lesioni minime (MCD). Si tratta di condizioni che compromettono la capacità dei reni di filtrare i rifiuti e i liquidi in eccesso dal sangue. Lo studio valuterà l’efficacia e la sicurezza di tre trattamenti: Frexalimab, SAR442970 e Rilzabrutinib. Frexalimab e SAR442970 vengono somministrati tramite iniezione, mentre Rilzabrutinib viene assunto sotto forma di compressa. Lo studio include anche un gruppo placebo per confronto.
L’obiettivo dello studio è verificare quanto efficacemente questi trattamenti possano ridurre i livelli di proteine nelle urine, che è un segno di danno renale. I partecipanti riceveranno casualmente uno dei trattamenti o un placebo e saranno monitorati nel tempo per valutare i cambiamenti nelle loro condizioni. Lo studio registrerà anche eventuali effetti collaterali o reazioni avverse ai trattamenti.
Criteri di inclusione principali:
- Diagnosi di FSGS primaria o MCD primaria confermata da biopsia
- Rapporto proteine/creatinina urinaria (UPCR) di 3 grammi per grammo o superiore
- Tasso di filtrazione glomerulare stimato (eGFR) di 45 millilitri per minuto per 1,73 metri quadrati o superiore
- Storia documentata di riduzione dell’UPCR del 40% o più in risposta a corticosteroidi o altra terapia immunosoppressiva
- Assunzione di 10 milligrammi al giorno o meno di prednisone o equivalente, con dose stabile da almeno 1 settimana
- Peso corporeo tra 45 e 120 chilogrammi
- Età compresa tra 16 e 75 anni
Criteri di esclusione principali:
- Presenza di malattie del sistema immunitario
- Partecipanti che non rientrano nella fascia d’età specificata
- Condizioni che rendano il paziente inadatto alla partecipazione allo studio
I farmaci sperimentali oggetto di studio sono agenti immunomodulatori che mirano a regolare il sistema immunitario per ridurre l’infiammazione e la proteinuria. Frexalimab è somministrato per via endovenosa, SAR442970 per via sottocutanea e Rilzabrutinib è un inibitore della tirosina chinasi di Bruton (BTK) assunto per via orale.
Studio sulla sicurezza e gli effetti di Sparsentan per bambini con malattie renali proteinuriche
Ubicazione dello studio: Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia
Questo studio clinico si concentra su determinate malattie renali note come malattie glomerulari proteinuriche. Queste includono condizioni come la glomerulosclerosi segmentale focale (FSGS), la glomerulonefrite a lesioni minime (MCD), la nefropatia da immunoglobulina A (IgAN), la vasculite da immunoglobulina A (IgAV) e la sindrome di Alport (AS). Il trattamento testato è un farmaco chiamato Sparsentan, somministrato come sospensione orale. Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e l’efficacia di Sparsentan nei bambini con queste malattie renali.
I partecipanti allo studio riceveranno Sparsentan una volta al giorno per un periodo di 108 settimane. Durante questo periodo, i ricercatori monitoreranno la sicurezza del farmaco e osserveranno eventuali cambiamenti nei livelli di proteine nelle urine, che è un indicatore chiave della salute renale. Lo studio mira a comprendere quanto bene Sparsentan funzioni nel ridurre i livelli di proteine nelle urine e come l’organismo elabori il farmaco nel tempo.
Lo studio esaminerà anche quanti partecipanti sperimentano una remissione completa o parziale dei sintomi della malattia renale, come una riduzione significativa dei livelli di proteine nelle urine. Inoltre, i ricercatori registreranno eventuali effetti collaterali che si verificano durante lo studio, inclusi quelli che potrebbero portare all’interruzione del trattamento.
Criteri di inclusione principali:
- Per la popolazione 1: bambini di età compresa tra 1 e 18 anni con rapporto proteine/creatinina urinaria (UP/C) di almeno 1,5 g/g
- Per la popolazione 2: bambini di età compresa tra 2 e 18 anni con UP/C di 0,6 g/g o inferiore
- Tasso di filtrazione glomerulare stimato (eGFR) di almeno 30 mL/min/1,73 m²
- Pressione sanguigna nella norma per età, sesso e altezza
- Biopsia renale che conferma la diagnosi o documentazione di mutazione genetica specifica
- Consenso informato firmato dal genitore/tutore legale e assenso del partecipante
Criteri di esclusione principali:
- Altre gravi condizioni di salute che potrebbero interferire con lo studio
- Gravidanza o allattamento
- Intervento chirurgico importante recente
- Partecipazione attuale a un altro studio clinico
- Storia di abuso di droghe o alcol
- Allergia al farmaco in studio
- Pressione alta non controllata
- Malattia epatica o renale grave
Sparsentan è un farmaco sperimentale che agisce bloccando specifici recettori nell’organismo, aiutando a ridurre la perdita di proteine nelle urine. È classificato come bloccante del recettore dell’angiotensina e antagonista del recettore dell’endotelina.
Riepilogo e considerazioni importanti
Gli studi clinici attualmente in corso per la glomerulonefrite a lesioni minime rappresentano un importante passo avanti nella ricerca di nuove opzioni terapeutiche per questa condizione. È significativo notare che:
- Sono disponibili studi sia per pazienti adulti (16-75 anni) che per bambini (a partire da 1-2 anni), coprendo un’ampia gamma di età
- Gli studi sono condotti in diversi paesi europei, inclusa l’Italia, rendendo più accessibile la partecipazione per i pazienti italiani
- I trattamenti sperimentali utilizzano approcci innovativi basati sulla modulazione del sistema immunitario
- Entrambi gli studi includono un attento monitoraggio della sicurezza e dell’efficacia dei farmaci
- L’obiettivo principale è ridurre la proteinuria, un indicatore chiave del danno renale
- I farmaci in fase di studio potrebbero offrire alternative per i pazienti che non rispondono adeguatamente ai trattamenti attuali
È importante che i pazienti interessati a partecipare a questi studi consultino il proprio medico nefrologo per determinare l’idoneità e discutere i potenziali benefici e rischi della partecipazione. La decisione di partecipare a uno studio clinico dovrebbe essere presa dopo un’attenta valutazione della propria condizione clinica e delle aspettative personali.
Per ulteriori informazioni su questi studi e per verificare l’idoneità alla partecipazione, si consiglia di visitare i link forniti per ciascuno studio o di contattare i centri di ricerca partecipanti nel proprio paese.
