Lo studio valuta persone con sovrappeso e obesità senza diabete e confronta l’uso di semaglutide, un medicinale somministrato con iniezione sottocutanea, con granisetron, un medicinale assunto per bocca, e con placebo. Lo scopo dello studio è capire se un trattamento aggiuntivo possa rendere la semaglutide più tollerabile, cioè più facile da assumere con meno disturbi.
Nel corso dello studio, le persone ricevono il trattamento assegnato e vengono seguite per un breve periodo dopo la somministrazione iniziale. Durante questo tempo vengono osservati i disturbi più comuni che possono comparire con la semaglutide, come nausea, vomito, stipsi (difficoltà ad andare di corpo), diarrea, dolore alla pancia, capogiri, stanchezza e mal di testa. Vengono anche considerati il senso di fame, il peso corporeo e il benessere generale.
Il confronto tra i gruppi serve a capire se l’associazione tra semaglutide e il trattamento aggiuntivo migliori la tollerabilità nelle persone con sovrappeso o obesità senza diabete.



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