Lo studio riguarda persone che portano varianti genetiche che possono causare la cardiomiopatia dilatativa, una condizione in cui il cuore diventa più grande e non pompa il sangue in modo efficiente. Anche se queste persone non mostrano ancora sintomi della malattia, lo studio mira a capire se il trattamento precoce con candesartan può prevenire il peggioramento della funzione cardiaca. Il candesartan è un farmaco che aiuta a rilassare i vasi sanguigni, riducendo la pressione sul cuore.
Nel corso dello studio, i partecipanti riceveranno candesartan o un placebo. L’obiettivo è vedere se il candesartan può prevenire una riduzione significativa della capacità del cuore di pompare il sangue o un aumento delle dimensioni del cuore. I partecipanti saranno monitorati per eventuali cambiamenti nella funzione cardiaca attraverso esami specifici, come la risonanza magnetica (MRI), per un periodo di tempo stabilito.
Lo studio si propone di valutare se l’uso precoce di candesartan possa essere benefico per le persone che portano queste varianti genetiche, ma che non hanno ancora sviluppato sintomi di cardiomiopatia dilatativa. I risultati potrebbero aiutare a determinare se il trattamento precoce può prevenire o ritardare l’insorgenza della malattia.











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