Lo studio si concentra su una condizione chiamata placenta previa, che si verifica quando la placenta copre parzialmente o completamente il collo dell’utero durante la gravidanza. Questo può portare a un parto prematuro, che è quando il bambino nasce prima delle 37 settimane di gestazione. Il trattamento in esame utilizza un farmaco chiamato progesterone, somministrato per via vaginale, per cercare di prevenire il parto prematuro in donne con placenta previa.
L’obiettivo principale dello studio è valutare l’efficacia del progesterone nel ridurre il rischio di parto prematuro. Il trattamento inizia tra la 18ª e la 24ª settimana di gravidanza e viene confrontato con l’assenza di trattamento. Lo studio esaminerà il tasso totale di parti prematuri, suddivisi in spontanei e indotti, a diverse età gestazionali, oltre a valutare la durata della gravidanza, la mortalità e la morbilità neonatale, e gli effetti collaterali materni.
Il progesterone è un ormone naturale che supporta la gravidanza e viene utilizzato qui per cercare di prolungare la durata della gestazione. Lo studio si svolgerà fino al 2028 e mira a fornire informazioni importanti su come gestire meglio le gravidanze con placenta previa per ridurre il rischio di parto prematuro.

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