Lo studio clinico si concentra sullencefalite autoimmune mediata da NMDAR o LGI1, una condizione in cui il sistema immunitario attacca il cervello, causando infiammazione. Questo può portare a sintomi come confusione, perdita di memoria e convulsioni. Il trattamento in esame è il satralizumab, un farmaco somministrato tramite iniezione sottocutanea, che potrebbe aiutare a ridurre l’infiammazione e migliorare i sintomi. Durante lo studio, alcuni partecipanti riceveranno un placebo, che è una sostanza senza effetto terapeutico, per confrontare i risultati.
L’obiettivo principale dello studio è valutare l’efficacia del satralizumab nel migliorare la disabilità e la gravità clinica nei pazienti con questa forma di encefalite autoimmune. I partecipanti saranno monitorati per vedere se c’è un miglioramento di almeno un punto nella scala di valutazione della disabilità entro 24 settimane, senza necessità di terapie di emergenza. Inoltre, lo studio esaminerà la sicurezza e la tollerabilità del farmaco nel lungo termine.
Lo studio si svolgerà in due parti. Nella prima parte, si valuterà l’efficacia del satralizumab rispetto al placebo. Nella seconda parte, si continuerà a monitorare la sicurezza del farmaco. I partecipanti riceveranno il trattamento per un periodo massimo di 60 settimane e saranno sottoposti a controlli regolari per valutare i progressi e monitorare eventuali effetti collaterali. Questo studio mira a fornire nuove informazioni su come gestire meglio lencefalite autoimmune mediata da NMDAR o LGI1.

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