Lo studio riguarda il trattamento del cancro ovarico sieroso di alto grado, che può anche coinvolgere le tube di Falloppio o il peritoneo primario. Questo tipo di cancro è una forma aggressiva che colpisce le ovaie e le aree circostanti. Il trattamento in esame utilizza un farmaco chiamato niraparib, commercialmente noto come Zejula, che viene somministrato in capsule rigide da 100 mg. Niraparib è un tipo di farmaco che agisce inibendo specifici enzimi nel corpo, ed è utilizzato come trattamento di mantenimento per le pazienti che hanno già ricevuto chemioterapia a base di platino.
Lo scopo dello studio è capire come le caratteristiche individuali delle pazienti, come fattori clinici e biologici, influenzano la risposta al trattamento con niraparib, in particolare in relazione alla tossicità ematologica e renale. La tossicità ematologica si riferisce agli effetti collaterali che possono influenzare il sangue, mentre la tossicità renale riguarda i potenziali effetti sui reni. Le pazienti coinvolte nello studio riceveranno il trattamento con niraparib a una dose standard di 300 mg al giorno o a una dose ridotta di 200 mg al giorno, a seconda della decisione del medico.
Durante lo studio, verranno monitorati vari parametri per identificare i fattori che possono portare a effetti collaterali. Inoltre, si cercherà di stabilire una relazione tra i parametri farmacocinetici, che descrivono come il farmaco viene assorbito e metabolizzato nel corpo, e la progressione della malattia a 24 mesi. Lo studio mira anche a sviluppare modelli predittivi per migliorare la gestione del trattamento e a valutare la qualità della vita delle pazienti in relazione agli effetti collaterali osservati.

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