La Sclerosi Multipla è una malattia che colpisce il sistema nervoso centrale, causando problemi di comunicazione tra il cervello e il resto del corpo. Questo studio si concentra su una forma specifica della malattia chiamata Sclerosi Multipla Recidivante-Remittente (RRMS), che si manifesta con periodi di sintomi seguiti da periodi di miglioramento. Lo scopo dello studio è capire se è possibile interrompere i trattamenti in pazienti con RRMS stabile di età pari o superiore a 55 anni senza aumentare l’attività della malattia.
I trattamenti studiati includono diversi farmaci utilizzati per gestire la RRMS: Tecfidera (dimetil fumarato), Avonex (interferone beta-1a), Aubagio (teriflunomide), Plegridy (peginterferone beta-1a), Betaferon (interferone beta-1b), Copaxone (acetato di glatiramer), Rebif (interferone beta-1a), Vumerity (diroximel fumarato) ed Extavia (interferone beta-1b). Alcuni di questi farmaci sono somministrati per via orale, mentre altri sono iniettati. Lo studio prevede di confrontare i pazienti che continuano il trattamento con quelli che lo interrompono, per vedere se ci sono differenze nell’attività della malattia nel tempo.
Durante lo studio, i partecipanti saranno monitorati per un periodo di due anni per osservare eventuali segni di attività della malattia, sia clinici che radiologici. L’obiettivo è determinare se interrompere il trattamento è sicuro per i pazienti più anziani con RRMS stabile, il che potrebbe portare a un cambiamento nei protocolli di cura standard per questa popolazione. I risultati potrebbero aiutare a migliorare la gestione della malattia nei pazienti più anziani, riducendo potenzialmente la necessità di trattamenti continui.

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