Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII
Centro verificato
Bergamo, Italia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio clinico si concentra sul trattamento del carcinoma epatocellulare in stadio intermedio, una forma di tumore al fegato. Questo tipo di tumore è caratterizzato da noduli multipli localizzati nel fegato e non è adatto a trattamenti curativi. Il trattamento in studio prevede l'uso di due farmaci: pembrolizumab, noto anche come KEYTRUDA, somministrato tramite infusione endovenosa, e regorafenib, identificato con il codice BAY 734506, somministrato in compresse rivestite. Questi farmaci saranno confrontati con terapie locoregionali come la chemoembolizzazione transarteriosa (TACE) e la radioembolizzazione transarteriosa (TARE).
Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e l'efficacia di questi trattamenti nei pazienti con carcinoma epatocellulare in stadio intermedio che superano i criteri "up-to-7". I partecipanti saranno assegnati in modo casuale a uno dei due gruppi di trattamento. Il gruppo che riceve pembrolizumab e regorafenib sarà confrontato con il gruppo che riceve TACE o TARE. Lo studio mira a determinare quale trattamento sia più efficace nel rallentare la progressione della malattia e migliorare la sopravvivenza complessiva.
Durante lo studio, i partecipanti saranno monitorati regolarmente per valutare la risposta al trattamento e la presenza di eventuali effetti collaterali. Le valutazioni saranno effettuate utilizzando tecniche di imaging come la tomografia computerizzata (CT) o la risonanza magnetica (MRI) per misurare la dimensione del tumore e verificare eventuali cambiamenti. Lo studio si svolgerà in più centri e si prevede che durerà fino al 2027.
Lo studio si svolge in 4 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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Questo farmaco è utilizzato per trattare alcuni tipi di cancro. Funziona bloccando l'azione di alcune proteine che promuovono la crescita delle cellule tumorali. Nel contesto di questo studio clinico, regorafenib viene somministrato per valutare la sua efficacia e sicurezza nel trattamento del carcinoma epatocellulare in stadio intermedio.
Questo è un tipo di terapia immunitaria che aiuta il sistema immunitario del corpo a combattere il cancro. Agisce bloccando una proteina chiamata PD-1, che impedisce al sistema immunitario di attaccare le cellule tumorali. In questo studio, pembrolizumab viene utilizzato in combinazione con regorafenib per trattare il carcinoma epatocellulare.
Questa è una procedura che combina la chemioterapia con l'embolizzazione per trattare il cancro al fegato. Durante la procedura, i farmaci chemioterapici vengono iniettati direttamente nell'arteria che alimenta il tumore, seguiti da particelle che bloccano il flusso sanguigno al tumore, aiutando a ridurre la sua crescita.
Questa terapia utilizza piccole sfere radioattive per trattare il cancro al fegato. Le sfere vengono iniettate nell'arteria che alimenta il tumore, rilasciando radiazioni direttamente nel tumore per ridurne la crescita. TARE è un'opzione di trattamento locoregionale per il carcinoma epatocellulare.
È un farmaco somministrato per via orale sotto forma di compresse. Attualmente è utilizzato in medicina per il trattamento di vari tipi di cancro, incluso il carcinoma epatocellulare intermedio. Le sue principali indicazioni terapeutiche includono il trattamento di tumori che non rispondono ad altre terapie. Agisce a livello molecolare inibendo diverse chinasi coinvolte nella crescita tumorale e nella formazione di nuovi vasi sanguigni. È classificato come un inibitore multichinasico.
Questo farmaco viene somministrato tramite iniezione endovenosa. È ampiamente riconosciuto nella letteratura medica per il trattamento di diversi tipi di cancro, come il melanoma e il carcinoma polmonare. Le sue principali indicazioni terapeutiche includono il trattamento di tumori che esprimono specifici marcatori immunitari. A livello molecolare, agisce bloccando una proteina chiamata PD-1, che aiuta il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali. È classificato come un anticorpo monoclonale.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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