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Studio su ibrutinib, venetoclax e CD20 Ab per pazienti con linfoma a cellule del mantello non trattato

Centro verificatoFarmaco autorizzatoSenza placebo
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Di che cosa tratta questo studio?

Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici

Il linfoma a cellule del mantello è un tipo di cancro che colpisce i linfociti, un tipo di globuli bianchi. Questo studio clinico si concentra su pazienti con linfoma a cellule del mantello che non hanno ancora ricevuto trattamenti. L'obiettivo è valutare l'efficacia di diverse combinazioni di farmaci nel trattamento di questa malattia. I farmaci utilizzati nello studio includono ibrutinib, venetoclax, obinutuzumab, e rituximab. Ibrutinib e venetoclax sono farmaci orali, mentre obinutuzumab e rituximab sono somministrati tramite infusione o iniezione.

Lo scopo principale dello studio è stimare il tasso di malattia residua minima (MRD) nei pazienti, utilizzando una tecnica chiamata PCR digitale a goccia (ddPCR), alla fine del trattamento di induzione. Questo avviene dopo sei cicli di trattamento con ibrutinib e anticorpi CD20, e con l'aggiunta di venetoclax in alcuni casi. La MRD è un indicatore della quantità di cellule tumorali rimaste nel corpo dopo il trattamento. Lo studio mira a migliorare il tasso di negatività della MRD, il che significa ridurre il numero di cellule tumorali a livelli non rilevabili.

Durante lo studio, i partecipanti riceveranno uno dei due trattamenti combinati e saranno monitorati per valutare l'efficacia e la sicurezza dei farmaci. I risultati attesi includono un miglioramento del tasso di negatività della MRD e un aumento della sopravvivenza libera da progressione (PFS) a tre anni. La PFS è il tempo durante il quale un paziente vive senza che la malattia peggiori. Lo studio si svolgerà fino al 2030, con l'inizio del reclutamento previsto per marzo 2022.

Come si svolge lo studio

Lo studio si svolge in 5 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.

  1. Passaggio 1

    Inizio del trattamento

    Il trattamento inizia con la somministrazione di obinutuzumab tramite infusione endovenosa. Questo farmaco è un anticorpo che aiuta il sistema immunitario a combattere le cellule tumorali.

    La somministrazione di rituximab avviene tramite iniezione o infusione endovenosa. Rituximab è un altro anticorpo utilizzato per trattare il linfoma a cellule mantellari.

  2. Passaggio 2

    Somministrazione di ibrutinib

    Il paziente inizia a prendere ibrutinib per via orale. Ibrutinib è un farmaco che blocca una proteina nelle cellule tumorali, impedendo loro di crescere e moltiplicarsi.

    La somministrazione di ibrutinib continua per tutta la durata del trattamento, seguendo le indicazioni del medico.

  3. Passaggio 3

    Aggiunta di venetoclax

    Dopo un periodo iniziale, viene introdotto venetoclax per via orale. Venetoclax aiuta a indurre la morte delle cellule tumorali.

    La combinazione di ibrutinib e venetoclax viene somministrata per un totale di 6 cicli di trattamento.

  4. Passaggio 4

    Valutazione della malattia residua minima (MRD)

    Alla fine dei 6 cicli di trattamento, viene valutata la malattia residua minima (MRD) utilizzando una tecnica chiamata PCR digitale a goccia (ddPCR).

    Questa valutazione aiuta a determinare l'efficacia del trattamento nel ridurre la presenza di cellule tumorali nel midollo osseo o nel sangue periferico.

  5. Passaggio 5

    Monitoraggio e follow-up

    Dopo il completamento del trattamento, il paziente viene monitorato regolarmente per valutare la progressione libera da malattia (PFS) a 3 anni.

    Il monitoraggio include visite mediche e test per assicurarsi che il linfoma non ritorni e per gestire eventuali effetti collaterali.

Chi può partecipare allo studio?

13 criteri

  • Il paziente deve avere un'età compresa tra 18 e 79 anni al momento della firma del modulo di consenso informato.
  • La malattia deve essere in stadio II-IV, misurabile con almeno un linfonodo di dimensioni superiori a 1,5 cm e richiedere trattamento secondo il parere del medico curante.
  • Stato di salute generale valutato con un punteggio ECOG tra 0 e 2. L'ECOG è una scala che misura quanto una persona è in grado di svolgere le attività quotidiane.
  • Avere un'aspettativa di vita superiore a 3 mesi.
  • Per la Francia: il paziente deve essere affiliato a un sistema di sicurezza sociale.
  • Il paziente deve aver compreso e firmato volontariamente un modulo di consenso informato prima di qualsiasi valutazione o procedura specifica dello studio.
  • Il paziente deve essere disposto e in grado di rispettare il programma delle visite dello studio e altri requisiti del protocollo.
  • Le donne in età fertile devono avere risultati negativi al test di gravidanza prima dell'inizio del trattamento e accettare di non allattare durante la partecipazione allo studio e per almeno 18 mesi dopo l'ultima somministrazione del farmaco.
  • Uomini e donne in età fertile devono accettare di utilizzare un metodo contraccettivo altamente efficace (con un tasso di fallimento inferiore all'1%) durante il trattamento e per diciotto mesi dopo l'ultima somministrazione del farmaco.
  • Diagnosi confermata di linfoma a cellule mantellari, secondo la classificazione dell'OMS, con espressione di CD5, CD20 e ciclina D1 o la traslocazione t(11;14) confermata da esami specifici.
  • Il linfoma a cellule mantellari non deve essere stato trattato in precedenza.
  • Funzione renale adeguata dimostrata da una clearance della creatinina superiore a 50 mL/min, calcolata con formule specifiche.
  • Funzione epatica adeguata secondo i valori di riferimento del laboratorio locale: AST e ALT inferiori a 3 volte il limite superiore della norma e bilirubina inferiore a 1,5 volte il limite superiore della norma (a meno che l'aumento della bilirubina non sia dovuto alla sindrome di Gilbert o di origine non epatica).

Chi non può partecipare allo studio?

1 criterio

  • Persone con linfoma a cellule del mantello non trattato. Questo è un tipo di tumore che colpisce i linfociti, un tipo di cellula del sangue.
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Dove si svolge lo studio

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Farmaci in studio

  • Ibrutinib

    è un farmaco utilizzato per trattare alcuni tipi di linfoma, incluso il linfoma a cellule del mantello. Agisce bloccando una proteina che aiuta le cellule tumorali a crescere e sopravvivere, rallentando così la progressione della malattia.

  • CD20 Ab

    si riferisce a un anticorpo monoclonale che si lega a una proteina chiamata CD20 presente sulla superficie delle cellule B, un tipo di cellula del sistema immunitario. Questo aiuta il sistema immunitario a identificare e distruggere le cellule tumorali.

  • Venetoclax

    è un farmaco che aiuta a indurre la morte delle cellule tumorali. Funziona bloccando una proteina che impedisce alle cellule tumorali di morire, permettendo così di ridurre il numero di cellule cancerose nel corpo.

Che cosa si sa già del trattamento

  • Ibrutinib

    Ibrutinib è un farmaco somministrato per via orale, utilizzato principalmente per il trattamento del linfoma a cellule del mantello non trattato. Attualmente è ben documentato nella letteratura medica come un inibitore della tirosina chinasi di Bruton (BTK), che blocca la trasmissione dei segnali necessari per la crescita e la sopravvivenza delle cellule tumorali. È classificato come un inibitore della chinasi e viene spesso utilizzato in combinazione con altri farmaci per migliorare l'efficacia terapeutica.

  • Venetoclax

    Venetoclax è un farmaco orale utilizzato nel trattamento del linfoma a cellule del mantello non trattato. È riconosciuto nella letteratura medica per il suo meccanismo d'azione che inibisce la proteina BCL-2, una proteina che aiuta le cellule tumorali a sopravvivere. Questo farmaco appartiene alla classe degli inibitori della BCL-2 e viene spesso combinato con altri trattamenti per aumentare l'efficacia contro le cellule tumorali.

Malattie studiate

Linfoma a cellule del mantello – È un tipo di linfoma non Hodgkin che origina dai linfociti B, un tipo di globuli bianchi. Si sviluppa principalmente nei linfonodi, ma può anche colpire il midollo osseo, il sangue e altri organi. La malattia è caratterizzata da una crescita rapida e può diffondersi rapidamente ad altre parti del corpo. I sintomi possono includere gonfiore dei linfonodi, febbre, sudorazione notturna e perdita di peso. La progressione della malattia varia da persona a persona, ma spesso richiede un trattamento tempestivo.
Dettagli dello studioUltimo aggiornamento 4 nov 2026
Etàda 18 anni in suFaseFase INumero dello studio2024-512634-15-00Codice del protocolloOasis IIPartecipanti previsti242 personePromotoreLYSARC

fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri

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