La ricerca riguarda l’Asthma, una malattia dei polmoni caratterizzata da difficoltà respiratorie ricorrenti. In particolare, si focalizza su una forma chiamata Type 2, in cui il sistema immunitario è particolarmente attivo e i pazienti hanno un alto rischio di peggioramenti improvvisi, detti esacerbazioni. Il trattamento sperimentale è depemokimab, una soluzione iniettabile somministrata sotto la pelle (iniezione subcutanea) ogni sei mesi, confrontata con una soluzione di zucchero fisiologico (placebo).
L’obiettivo principale è verificare se l’aggiunta di questo farmaco alla terapia abituale, che di solito comprende farmaci inalatori per ridurre l’infiammazione e migliorare la respirazione, possa ridurre il numero di esacerbazioni e favorire una remissione clinica, ovvero una condizione in cui i sintomi sono controllati, non si usano più steroidi sistemici e la capacità polmonare non peggiora, nel corso di due anni.
Durante lo studio i partecipanti ricevono l’iniezione all’inizio e poi ogni 26 settimane per un periodo fino a circa tre anni. In diversi momenti vengono effettuati controlli medici di routine, test di funzionalità polmonare per valutare la capacità di espirare aria (misurazione del volume espiratorio), e questionari sul benessere e sulla qualità della vita. Tutti i dati raccolti servono a capire l’efficacia e la sicurezza del farmaco rispetto al placebo.



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