La Acute lymphoblastic leukaemia è un tumore del sangue che cresce rapidamente e colpisce i globuli bianchi, in particolare le cellule precursori di tipo B. Quando la malattia è considerata ad alto rischio, i pazienti spesso ricevono un trapianto di cellule staminali ematopoietiche da un donatore, noto come allo-HSCT, per cercare di ottenere una remissione duratura.
Nel contesto di questo studio, viene somministrato per via endovenosa il farmaco inotuzumab ozogamicin dopo il trapianto, con l’obiettivo di ridurre la probabilità che la malattia ritorni. Lo scopo è valutare se questa terapia può diminuire il tasso di recidiva, migliorare la sopravvivenza senza malattia e aumentare la durata della remissione.
I partecipanti al trial ricevono il farmaco a intervalli stabiliti per diversi mesi e sono seguiti con esami del sangue e prelievi dal midollo osseo per verificare l’assenza di cellule tumorali. Durante il periodo di osservazione vengono monitorati eventuali effetti indesiderati e le funzioni del sangue, al fine di garantire la sicurezza del trattamento.



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