La sperimentazione riguarda l’infezione del sangue causata dal batterio Staphylococcus aureus bacteremia, una condizione in cui i batteri sono presenti nella circolazione e possono provocare febbre, affaticamento e complicazioni gravi. L’infezione può essere dovuta a ceppi sensibili alla meticillina, indicati come MSSA, o a ceppi resistenti, noti come MRSA. Il nuovo farmaco in studio, StaphAcute, viene somministrato tramite intravenous infusion, cioè un’iniezione lenta direttamente nella vena; come confronto viene utilizzata una soluzione di sodium chloride che non contiene principio attivo.
L’obiettivo principale è valutare la sicurezza e la tollerabilità del farmaco sia in volontari sani sia in pazienti affetti da questa infezione, in aggiunta alla terapia antibiotica standard. Nella prima fase, i volontari ricevono una singola dose di StaphAcute con monitoraggio per eventuali effetti indesiderati; nella seconda fase, i pazienti con l’infezione ricevono una dose unica di StaphAcute mentre continuano il trattamento abituale, con controlli regolari del sangue, osservazione di eventuali sintomi e registrazione della durata del ricovero ospedaliero.



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