Lo studio osserva i pazienti che in passato hanno ricevuto la terapia denominata UCART19, che consiste in cellule T provenienti da un donatore (allogeniche) modificate in laboratorio per esprimere un chimeric antigen receptor capace di riconoscere la proteina CD19 presente sulle cellule tumorali. La malattia oggetto di osservazione è la Advanced lymphoid leukemia, una forma di leucemia in cui le cellule del sangue linfatico crescono in modo incontrollato.
Lo scopo principale è valutare la sicurezza a lungo termine di questi pazienti. Dopo l’ultima infusione, i partecipanti sono seguiti per diversi anni con visite periodiche in cui si controllano eventuali problemi di salute, si raccolgono campioni di sangue o midollo osseo e, nei bambini, si monitorano crescita e pubertà. Si registrano tutti gli “adverse events”, cioè i problemi medici comparsi, la loro durata e il risultato, inclusi quelli gravi o che portano al decesso. Vengono inoltre osservati eventuali ritorni della malattia (relapse), peggioramenti (progressione), la durata della remissione (periodo in cui la malattia non è più rilevabile) e la sopravvivenza complessiva, cioè il tempo trascorso in vita dal paziente.



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