La tromboembolectomia è una procedura chirurgica che rimuove i coaguli di sangue dai vasi sanguigni, ripristinando il normale flusso ematico e prevenendo potenzialmente complicazioni pericolose per la vita. Questo trattamento può essere eseguito utilizzando diversi metodi, da tecniche minimamente invasive basate su catetere fino alla chirurgia tradizionale a cielo aperto, a seconda della posizione del coagulo e della gravità dell’ostruzione.
Introduzione: Chi Dovrebbe Sottoporsi alla Diagnostica
Se si manifestano sintomi improvvisi che potrebbero indicare la presenza di un coagulo di sangue, è fondamentale richiedere immediatamente una valutazione medica. I coaguli di sangue, chiamati anche trombi, possono formarsi nelle vene o nelle arterie in tutto il corpo e bloccare il normale flusso di sangue verso organi e tessuti vitali. Quando un coagulo si stacca dal punto in cui si è originariamente formato e viaggia verso un’altra parte del corpo, diventa un embolo, che può causare complicazioni ancora più gravi[1].
È necessario sottoporsi immediatamente agli esami diagnostici se si notano determinati segnali di allarme. Questi includono gonfiore improvviso, dolore, intorpidimento o formicolio al braccio o alla gamba. Si potrebbe anche percepire che l’area interessata è insolitamente fredda al tatto, oppure si può provare disagio muscolare in quella regione. Se l’arto appare pallido o blu, questo segnala che il sangue non sta raggiungendo adeguatamente i tessuti[9].
Le persone con determinati fattori di rischio dovrebbero essere particolarmente vigili nel sottoporsi a valutazione medica. Se si soffre di malattie cardiache, obesità, cancro, gravidanza o alcuni disturbi della coagulazione del sangue, le probabilità di sviluppare coaguli sono più elevate. Anche il fumo aumenta significativamente il rischio. Inoltre, chiunque abbia subito un intervento chirurgico recente, abbia sperimentato un grave infortunio o sia rimasto immobile per periodi prolungati affronta un maggiore pericolo di formazione di coaguli[1].
Se si è già avuto un coagulo di sangue in passato, sia nella gamba, nel braccio o nei polmoni, il rischio di svilupparne un altro aumenta. Avere più di 40 anni, essere sovrappeso o obesi e fumare (specialmente se si assumono pillole anticoncezionali) aumentano tutti le possibilità di sviluppare coaguli di sangue[6].
Determinate condizioni mediche giustificano particolarmente una valutazione diagnostica per coaguli di sangue. Se si soffre di trombosi venosa profonda (TVP), che è un coagulo di sangue in una vena profonda (solitamente nella gamba), c’è il rischio che possa viaggiare verso i polmoni e causare un’embolia polmonare. I medici devono diagnosticare e monitorare attentamente queste condizioni perché possono diventare pericolose per la vita[1].
Metodi Diagnostici per Identificare i Coaguli di Sangue
Quando i medici sospettano la presenza di un coagulo di sangue, utilizzano diversi esami diagnostici per confermarne la presenza, determinarne la posizione esatta e valutare la gravità dell’ostruzione. Questi esami aiutano l’équipe sanitaria a decidere se è necessaria la tromboembolectomia o se altri trattamenti potrebbero funzionare meglio per la situazione specifica del paziente.
Ecografia
Uno degli strumenti diagnostici più comuni e importanti per rilevare i coaguli di sangue è l’ecografia. Un’ecografia duplex utilizza onde sonore per creare immagini del flusso sanguigno attraverso i vasi. Questo esame è particolarmente utile per individuare coaguli nelle gambe e nelle braccia. La procedura è indolore e non invasiva, il che significa che non è necessario inserire nulla nel corpo. Un tecnico sposta semplicemente un dispositivo sulla pelle mentre osserva le immagini su uno schermo[8].
Per sospetta trombosi venosa profonda, questo esame ecografico può mostrare se il sangue scorre normalmente attraverso le vene o se un coagulo sta bloccando il passaggio. L’esame crea immagini in tempo reale, quindi i medici possono vedere esattamente cosa sta accadendo all’interno dei vasi sanguigni. Questo li aiuta a capire non solo se esiste un coagulo, ma anche quanto è grande e se è probabile che causi problemi gravi[3].
TAC e Angiografia TC
La tomografia computerizzata, o TAC, utilizza raggi X presi da diverse angolazioni per creare immagini tridimensionali dettagliate dell’interno del corpo. Quando i medici devono cercare coaguli di sangue in aree specifiche come torace, addome o cervello, la TAC fornisce informazioni molto più dettagliate rispetto alle radiografie normali. Un tipo speciale chiamato angiografia TC prevede l’iniezione di un mezzo di contrasto nelle vene prima della scansione, che rende i vasi sanguigni più visibili nelle immagini[3].
Questo tipo di imaging è particolarmente utile quando i medici sospettano un’embolia polmonare o devono valutare vasi sanguigni in aree difficili da esaminare con l’ecografia. Le immagini dettagliate aiutano l’équipe medica a vedere esattamente dove si trovano i coaguli e come stanno influenzando il flusso sanguigno verso diversi organi e tessuti[14].
Risonanza Magnetica (RM)
La risonanza magnetica, o RM, utilizza potenti magneti e onde radio invece dei raggi X per creare immagini dettagliate dei tessuti molli all’interno del corpo. Questo esame è particolarmente utile per trovare coaguli di sangue in determinate posizioni dove altri metodi di imaging potrebbero non funzionare altrettanto bene. Come l’angiografia TC, la RM può essere eseguita con un mezzo di contrasto per rendere i vasi sanguigni più facili da visualizzare[3].
Le scansioni RM richiedono più tempo rispetto alle TAC, spesso richiedendo di rimanere immobili all’interno di una macchina a forma di tubo per 30-60 minuti. Tuttavia, forniscono un eccellente dettaglio e non espongono il paziente a radiazioni, il che le rende una buona scelta per determinati pazienti e situazioni[14].
Venografia e Angiografia
Per un’osservazione più diretta dei vasi sanguigni, i medici potrebbero eseguire una venografia (per le vene) o un’angiografia (per le arterie). Queste procedure comportano l’iniezione di un colorante speciale direttamente nei vasi sanguigni e successivamente l’acquisizione di immagini radiografiche. Il colorante rende i vasi sanguigni chiaramente visibili sulle radiografie, permettendo ai medici di vedere esattamente dove si trovano le ostruzioni[8].
Durante queste procedure, un medico inserisce un tubo sottile chiamato catetere in un vaso sanguigno, solitamente nell’inguine o nel braccio. Guidano il catetere verso l’area che devono esaminare e iniettano il mezzo di contrasto. Sebbene questi esami siano più invasivi rispetto all’ecografia o alla TAC, forniscono informazioni molto precise sulla posizione e l’estensione dei coaguli di sangue. Queste informazioni sono particolarmente preziose quando si pianifica un trattamento chirurgico[3].
Esami del Sangue
Mentre gli esami di imaging mostrano dove si trovano i coaguli, gli esami del sangue forniscono informazioni su come il sangue sta coagulando e perché. Questi test di laboratorio possono identificare condizioni sottostanti che rendono più inclini allo sviluppo di coaguli. Alcuni esami del sangue misurano sostanze rilasciate quando i coaguli si formano e si dissolvono, il che aiuta i medici a capire se si sta verificando una coagulazione attiva nel corpo[3].
Il medico curante potrebbe richiedere esami per verificare la presenza di disturbi della coagulazione del sangue o altre condizioni che aumentano il rischio di trombosi. Questi risultati aiutano a guidare le decisioni sul trattamento e sulla durata necessaria dell’assunzione di farmaci anticoagulanti dopo la rimozione del coagulo.
Esame Fisico
Prima di richiedere esami di imaging sofisticati, il medico eseguirà un esame fisico approfondito. Osserverà l’area interessata per segni come gonfiore, scolorimento, calore o sensibilità. Potrebbe misurare la circonferenza delle gambe per verificare eventuali differenze tra i due lati. Controllerà anche i polsi e valuterà la temperatura e il colore della pelle in diverse aree[9].
Questa valutazione diretta aiuta il medico a decidere quali esami diagnostici saranno più utili per la situazione specifica. I risultati dell’esame fisico, combinati con i sintomi e la storia medica, guidano il processo diagnostico e aiutano a identificare se è necessario un trattamento urgente.
Diagnostica per la Qualificazione agli Studi Clinici
Quando i pazienti vengono considerati per l’arruolamento in studi clinici che testano nuove tecniche o trattamenti di tromboembolectomia, devono tipicamente sottoporsi a specifici esami diagnostici standardizzati. Questi esami assicurano che tutti i partecipanti allo studio abbiano condizioni simili e possano essere valutati utilizzando gli stessi criteri.
Requisiti di Imaging per gli Studi sull’Ictus
Per gli studi clinici che coinvolgono la trombectomia per ictus causato da coaguli di sangue nel cervello, devono essere soddisfatti criteri di imaging molto specifici. Il punteggio Alberta Stroke Program Early CT, spesso chiamato punteggio ASPECT, è un modo standardizzato di valutare le TAC per determinare quanto tessuto cerebrale è già stato danneggiato dalla mancanza di flusso sanguigno. Per qualificarsi per molti studi sulla trombectomia dell’ictus, i pazienti devono avere un punteggio ASPECT di 6 o superiore, il che significa che una porzione significativa di tessuto cerebrale è ancora potenzialmente recuperabile[2].
Questi studi richiedono anche la documentazione di dove esattamente si trova il coagulo. Ad esempio, molti studi includono solo pazienti i cui coaguli stanno bloccando l’arteria carotide interna o la parte prossimale dell’arteria cerebrale media (chiamata segmento M1). Tecniche di imaging avanzate aiutano a identificare queste posizioni specifiche con precisione[2].
Strumenti di Valutazione della Gravità
Gli studi clinici utilizzano spesso scale standardizzate per misurare quanto sono gravi i sintomi di un paziente prima del trattamento. Per gli studi sull’ictus, il punteggio della scala NIH per l’ictus (NIHSS) misura l’impatto neurologico di un ictus. Molti studi richiedono che i pazienti abbiano un punteggio NIHSS di 6 o superiore per essere idonei, indicando che l’ictus sta causando sintomi significativi che giustificano un intervento aggressivo[2].
La scala Rankin modificata è un altro strumento utilizzato per valutare quanta disabilità qualcuno ha prima e dopo il trattamento. Per l’arruolamento negli studi, i pazienti tipicamente devono aver avuto una disabilità minima o nulla prima del loro attuale evento di coagulo sanguigno, spesso definita come un punteggio inferiore a 2 su questa scala. Questo aiuta i ricercatori a comprendere quanto della disabilità dopo il trattamento sia dovuta al coagulo di sangue rispetto a condizioni preesistenti[2].
Documentazione dei Tempi
Il tempismo dei sintomi è di importanza critica per l’idoneità agli studi clinici, in particolare negli studi sull’ictus. Per molti anni, i pazienti dovevano presentarsi entro 6 ore dall’inizio dei sintomi per qualificarsi per gli studi sulla trombectomia meccanica. Tuttavia, studi più recenti hanno ampliato significativamente questa finestra temporale. Alcuni studi ora includono pazienti fino a 24 ore dopo l’insorgenza dei sintomi, purché l’imaging avanzato mostri che una quantità significativa di tessuto cerebrale può ancora essere salvata[2].
Un’attenta documentazione di quando esattamente sono iniziati i sintomi aiuta i ricercatori a comprendere come diversi intervalli temporali influenzano gli esiti del trattamento. Queste informazioni sono state cruciali nell’espandere il numero di pazienti che possono beneficiare delle procedure di tromboembolectomia.
Test per i Criteri di Esclusione
Gli studi clinici richiedono anche esami specifici per identificare i pazienti che non dovrebbero sottoporsi a determinate procedure. Ad esempio, gli studi di imaging devono escludere condizioni come l’emorragia intracranica, che è un sanguinamento nel cervello. Se l’imaging mostra che qualcuno sta già sanguinando nel cervello, non sarebbe candidato per la maggior parte delle procedure di trombectomia o per certi farmaci anticoagulanti[9].
Le misurazioni della pressione sanguigna sono un’altra parte importante dello screening per gli studi. Una pressione sanguigna molto alta che non può essere controllata con i farmaci è spesso un criterio di esclusione perché aumenta il rischio di complicazioni emorragiche durante e dopo le procedure di trombectomia[9].
Protocolli di Imaging di Follow-up
Gli studi clinici tipicamente includono imaging di follow-up standardizzato in momenti specifici dopo il trattamento. Queste immagini aiutano i ricercatori a valutare quanto sia stata efficace la procedura nel rimuovere il coagulo e ripristinare il flusso sanguigno. Aiutano anche a identificare eventuali complicazioni che potrebbero essere verificatesi durante o dopo la procedura. Mentre l’assistenza clinica di routine potrebbe non richiedere scansioni ripetute una volta che un coagulo è stato trattato con successo, i protocolli degli studi clinici spesso impongono imaging di follow-up per raccogliere dati a scopo di ricerca[3].

