Comprendere le mutazioni PIK3CA
Le mutazioni PIK3CA sono alterazioni genetiche che si verificano in un sottogruppo di pazienti con vari tipi di cancro, incluso il cancro al seno. Queste mutazioni sono note per svolgere un ruolo significativo nella crescita e sopravvivenza delle cellule tumorali attraverso l’attivazione del pathway PI3K/AKT/mTOR[1]. Questo pathway è cruciale per la proliferazione e la sopravvivenza cellulare, rendendolo un bersaglio per le terapie antitumorali.
Terapia mirata con inibitori PI3K/AKT/mTOR
I pazienti con mutazioni PIK3CA hanno mostrato un tasso di risposta più elevato ai trattamenti che coinvolgono gli inibitori del pathway PI3K/AKT/mTOR. In uno studio, il 68% dei pazienti con queste mutazioni è stato trattato con tali inibitori, e il 35% ha raggiunto una risposta parziale[1]. Questo suggerisce che colpire questo pathway può essere una strategia efficace per gestire i tumori con mutazioni PIK3CA.
Alpelisib: Un’opzione di trattamento promettente
Alpelisib è il primo inibitore selettivo di PI3K approvato per il trattamento del cancro al seno avanzato HR+/HER2 con mutazioni PIK3CA. Viene spesso utilizzato in combinazione con la terapia endocrina, come il fulvestrant, e ha mostrato un’efficacia promettente[2]. Lo studio SOLAR-1 ha dimostrato che alpelisib, quando combinato con fulvestrant, ha migliorato significativamente la sopravvivenza libera da progressione (PFS) nei pazienti con cancro al seno con mutazione PIK3CA[4].
Gestione della tossicità e degli effetti collaterali
Mentre alpelisib è efficace, è associato a effetti collaterali come iperglicemia, eruzione cutanea e diarrea. Questi eventi avversi possono essere gestiti attraverso un monitoraggio intensivo e un intervento tempestivo, permettendo ai pazienti di continuare a beneficiare del trattamento[2]. Una corretta gestione di questi effetti collaterali è cruciale per mantenere l’aderenza al trattamento e massimizzare i benefici terapeutici.
Test di mutazione therascreen PIK3CA
Il test di mutazione therascreen PIK3CA è un test approvato dalla FDA utilizzato per identificare le mutazioni PIK3CA nei pazienti con cancro al seno avanzato. Questo test aiuta nella selezione dei pazienti che probabilmente beneficeranno del trattamento con alpelisib[3]. Tuttavia, è necessario esplorare se i pazienti con mutazioni non rilevate da questo test possano anche beneficiare degli inibitori PI3K.
Sfide nel cancro al seno HER2-positivo
Nel cancro al seno HER2-positivo, le mutazioni PIK3CA sono associate alla resistenza alle terapie mirate all’HER2. I pazienti con queste mutazioni spesso hanno tassi di risposta completa patologica (pCR) più bassi e una sopravvivenza libera da progressione (PFS) più breve quando trattati con terapie mirate all’HER2[5]. Questo evidenzia la necessità di strategie di trattamento alternative in questo sottogruppo di pazienti.
Direzioni future e ricerca
La ricerca in corso è focalizzata sulla comprensione dell’intero spettro delle mutazioni PIK3CA e delle loro implicazioni per il trattamento. È in corso lo sviluppo di inibitori PI3K più potenti e selettivi con profili di tossicità più lievi[6]. Inoltre, l’uso della biopsia liquida per l’analisi del ctDNA viene esplorato per identificare le alterazioni PIK3CA senza test invasivi[4].