L’occlusione dell’arteria retinica è una condizione grave che può causare una perdita improvvisa della vista. Attualmente sono in corso 2 studi clinici che stanno testando nuovi trattamenti per migliorare il recupero visivo nei pazienti colpiti da questa patologia oculare acuta.
Studi Clinici in Corso sull’Occlusione dell’Arteria Retinica
L’occlusione dell’arteria retinica è una condizione oculare d’emergenza che si verifica quando il flusso sanguigno verso la retina viene bloccato improvvisamente. Questo blocco priva la retina, il tessuto sensibile alla luce situato nella parte posteriore dell’occhio, dell’ossigeno e dei nutrienti necessari, causando una perdita improvvisa e indolore della vista in un occhio. La ricerca medica sta attualmente esplorando nuovi approcci terapeutici per migliorare le possibilità di recupero visivo in questi pazienti.
Trattamenti Sperimentali Attualmente in Studio
I ricercatori stanno valutando diverse strategie terapeutiche per trattare l’occlusione dell’arteria retinica centrale, concentrandosi principalmente su farmaci che possono sciogliere i coaguli di sangue responsabili del blocco arterioso. Questi studi mirano a determinare se un intervento precoce con farmaci trombolitici possa aiutare a ripristinare il flusso sanguigno e migliorare la funzione visiva.
Studi Clinici Disponibili
Studio sull’Alteplase per il Recupero della Vista nei Pazienti con Occlusione Acuta dell’Arteria Retinica Centrale
Localizzazione: Germania
Questo studio clinico si concentra sul trattamento dell’occlusione acuta dell’arteria retinica centrale (CRAO), una condizione che causa un blocco improvviso del flusso sanguigno all’arteria principale dell’occhio, portando a una perdita rapida e indolore della vista in un occhio. Lo studio sta testando un trattamento chiamato Alteplase, un farmaco che aiuta a dissolvere i coaguli di sangue, confrontandone gli effetti con un placebo per verificare se possa contribuire a migliorare la vista nelle persone che hanno subito questo tipo di blocco oculare.
L’obiettivo dello studio è valutare se il trattamento precoce con Alteplase possa favorire il recupero della vista nei pazienti con occlusione acuta dell’arteria retinica centrale. I partecipanti riceveranno il trattamento con Alteplase o un placebo entro 12 ore dall’insorgenza dei sintomi. Lo studio monitorerà la vista dei partecipanti nel tempo per valutare eventuali miglioramenti, con l’obiettivo principale di raggiungere un livello di vista considerato normale o con lieve compromissione, secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Criteri di inclusione principali:
- Età pari o superiore a 18 anni
- Diagnosi di CRAO acuta non arteritica, con perdita improvvisa e indolore della vista in un occhio, verificatasi entro 12 ore dall’inizio dei sintomi
- Acuità visiva di LogMAR 1.3 o peggiore nell’occhio colpito (cecità funzionale)
- Capacità di lettura con l’occhio colpito prima dell’evento CRAO (acuità visiva di LogMAR 0.5 o migliore)
- Esame neurologico da parte di uno specialista in ictus
- Imaging cerebrale mediante TC o risonanza magnetica
Durante lo studio, i partecipanti saranno sottoposti a controlli della vista in diversi momenti per valutare il recupero. Le visite di follow-up sono previste tra 18 e 72 ore dopo il trattamento, a 30 giorni e a 90 giorni, includendo valutazioni complete della funzione visiva, esami dettagliati dell’occhio, test del campo visivo e imaging retinico.
Studio Comparativo su Tenecteplase e Acido Acetilsalicilico nei Pazienti con Occlusione dell’Arteria Retinica Centrale entro 4,5 Ore
Localizzazione: Belgio, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Norvegia, Svezia
Questo studio confronta due diversi trattamenti per l’occlusione dell’arteria retinica centrale: tenecteplase, un farmaco somministrato mediante iniezione endovenosa, e acido acetilsalicilico (aspirina), assunto in forma di compressa. La ricerca mira a valutare l’efficacia del tenecteplase quando somministrato entro 4,5 ore dalla comparsa dei primi sintomi dell’occlusione dell’arteria retinica centrale.
Durante lo studio, i partecipanti riceveranno tenecteplase con una compressa placebo oppure acido acetilsalicilico con un’iniezione placebo. Lo studio è condotto in doppio cieco, il che significa che né i pazienti né i medici sapranno quale trattamento riceve ciascun partecipante. L’obiettivo principale è monitorare i cambiamenti nella vista nel tempo, concentrandosi particolarmente sul miglioramento visivo dopo 30 giorni di trattamento.
Criteri di inclusione principali:
- Diagnosi di occlusione dell’arteria retinica centrale con visione significativamente ridotta e sintomi iniziati meno di 4,5 ore prima
- Possibilità di ricevere il farmaco dello studio entro 4,5 ore dall’inizio dei sintomi
- Età minima di 18 anni
- Capacità di fornire consenso informato scritto
- Per le donne in età fertile: test di gravidanza negativo prima della somministrazione del farmaco
Criteri di esclusione importanti:
- Età inferiore a 18 anni o superiore a 85 anni
- Presenza di disturbi della coagulazione o sanguinamento attivo
- Intervento chirurgico maggiore recente (ultimi 14 giorni)
- Storia di ictus negli ultimi 3 mesi
- Pressione alta non controllata (superiore a 185/110 mmHg)
- Uso attuale di anticoagulanti
- Gravidanza o allattamento
- Malattia epatica o renale grave nota
Il tenecteplase è una forma modificata di attivatore tissutale del plasminogeno (tPA) che agisce sciogliendo i coaguli di sangue attraverso un’azione enzimatica, potenzialmente ripristinando il flusso sanguigno alla retina colpita. Questo farmaco ha un’azione più rapida e una maggiore specificità per la fibrina rispetto ai trombolitici tradizionali, rendendolo particolarmente interessante per situazioni di emergenza in cui è cruciale un rapido ripristino del flusso sanguigno.
Comprendere l’Occlusione dell’Arteria Retinica
L’occlusione dell’arteria retinica centrale si verifica quando il flusso sanguigno attraverso l’arteria retinica centrale viene bloccato, interrompendo l’apporto di sangue alla retina. Il blocco si verifica tipicamente quando un coagulo di sangue o un frammento di deposito adiposo (embolo) si blocca nell’arteria. La retina, il tessuto sensibile alla luce nella parte posteriore dell’occhio, viene privata di ossigeno e nutrienti.
Questa condizione si sviluppa solitamente in modo improvviso e colpisce un occhio alla volta. La mancanza di flusso sanguigno causa danni alle cellule retiniche, portando a problemi di vista nell’occhio colpito. La perdita della vista si verifica tipicamente nel campo visivo centrale, mentre la visione periferica può rimanere intatta. Senza un intervento rapido, le cellule retiniche possono subire danni permanenti, compromettendo in modo significativo la funzione visiva.
Farmaci Trombolitici nella Ricerca Attuale
Alteplase è un attivatore tissutale del plasminogeno somministrato per via endovenosa e attualmente studiato in uno studio clinico di fase III per la sua efficacia nel trattamento dell’occlusione acuta non arteritica dell’arteria retinica centrale. Questo farmaco è ben documentato nella letteratura medica come agente trombolitico, utilizzato principalmente per dissolvere i coaguli di sangue. A livello molecolare, l’alteplase agisce convertendo il plasminogeno in plasmina, un enzima che degrada i coaguli di fibrina.
Tenecteplase rappresenta una forma modificata di attivatore tissutale del plasminogeno con proprietà farmacologiche migliorate rispetto all’alteplase standard. Ha un’emivita più lunga, permettendo la somministrazione in bolo singolo anziché in infusione continua, e presenta una maggiore specificità per la fibrina. Nello studio attualmente in corso, viene somministrato alla dose di 0,25 mg/kg di peso corporeo.
Acido acetilsalicilico (Aspirina) è un farmaco antiaggregante comunemente usato che aiuta a prevenire la formazione di coaguli di sangue. Agisce rendendo le piastrine del sangue meno adesive, riducendo la possibilità che si formino coaguli nei vasi sanguigni. In uno degli studi, serve come trattamento di confronto attivo per i pazienti con occlusione dell’arteria retinica centrale.
Riepilogo
Gli studi clinici attualmente in corso rappresentano un importante passo avanti nella ricerca di trattamenti efficaci per l’occlusione dell’arteria retinica centrale. Entrambi gli studi condividono un elemento critico: la necessità di un intervento molto precoce, entro poche ore dall’insorgenza dei sintomi, sottolineando l’importanza di considerare questa condizione come un’emergenza medica.
Un’osservazione significativa è che entrambi gli studi si concentrano su farmaci trombolitici – farmaci che dissolvono i coaguli di sangue – riconoscendo che la causa principale della perdita della vista è il blocco del flusso sanguigno alla retina. Mentre lo studio tedesco valuta l’alteplase somministrato entro 12 ore, lo studio multicentrico nordeuropeo esamina il tenecteplase con una finestra temporale ancora più ristretta di 4,5 ore.
È importante notare che questi studi richiedono una valutazione multidisciplinare dei pazienti, includendo non solo esami oftalmologici dettagliati ma anche valutazioni neurologiche e imaging cerebrale. Questo approccio riflette la comprensione che l’occlusione dell’arteria retinica può essere associata ad altre condizioni vascolari, come l’ictus.
I pazienti interessati a partecipare a questi studi devono essere consapevoli che il tempo è un fattore cruciale. Chiunque sperimenti una perdita improvvisa e indolore della vista in un occhio dovrebbe cercare immediatamente assistenza medica, poiché solo un intervento rapido può offrire la possibilità di recupero visivo. La partecipazione a questi studi clinici non solo offre ai pazienti l’accesso a trattamenti potenzialmente innovativi, ma contribuisce anche al progresso della conoscenza medica in questo campo critico dell’oftalmologia.












