La meningorragia, conosciuta anche come emorragia meningea, è una condizione grave che richiede un trattamento intensivo. Questo articolo presenta gli studi clinici attualmente in corso per migliorare la gestione dei pazienti con lesioni cerebrali, inclusa l’emorragia meningea, concentrandosi sulla prevenzione delle complicanze associate all’uso di oppioidi durante il ricovero in terapia intensiva.
Studi Clinici in Corso sulla Meningorragia
La meningorragia, o emorragia meningea, rappresenta una delle condizioni neurologiche più critiche che richiedono cure intensive specializzate. Attualmente è disponibile 1 studio clinico nel database per questa condizione, focalizzato sul miglioramento della gestione dei pazienti con lesioni cerebrali che necessitano di terapia antidolorifica con oppioidi.
Comprensione della Meningorragia
L’emorragia meningea è un sanguinamento che si verifica tra gli strati di tessuto che ricoprono il cervello e il midollo spinale. Questa condizione può essere causata da traumi, aneurismi o altri problemi vascolari. I sintomi possono includere un mal di testa improvviso e intenso, rigidità del collo e sensibilità alla luce. La condizione può portare a un aumento della pressione sul cervello, causando ulteriori complicazioni. È fondamentale un’attenzione medica immediata per gestire il sanguinamento e prevenire danni. Il recupero e gli esiti dipendono dalla gravità e dalla localizzazione dell’emorragia.
Studio Clinico Disponibile
Studio sul Naloxegol per Prevenire la Stitichezza in Pazienti con Lesione Cerebrale e Uso di Oppioidi
Localizzazione: Francia
Questo studio clinico si concentra su pazienti che hanno subito un trauma cranico o un tipo di sanguinamento cerebrale noto come emorragia meningea. Queste condizioni possono portare a problemi con il movimento del cibo attraverso il sistema digestivo, noti come disturbi della motilità gastrointestinale. Lo studio sta indagando l’uso di un farmaco chiamato Moventig, che contiene il principio attivo naloxegol ossalato. Questo farmaco viene testato per verificare se può aiutare a prevenire la stitichezza e le infezioni polmonari nei pazienti che ricevono forti farmaci antidolorifici, noti come oppioidi, mentre sono in terapia intensiva.
Lo scopo dello studio è valutare quanto sia efficace il naloxegol nel prevenire la stitichezza precoce e le infezioni polmonari nei pazienti con lesioni cerebrali che vengono trattati con oppioidi. I partecipanti allo studio riceveranno il farmaco o un placebo, che assomiglia al farmaco ma non contiene il principio attivo. Lo studio seguirà i pazienti per vedere se hanno movimenti intestinali o infezioni polmonari durante il loro ricovero ospedaliero.
Criteri di inclusione:
- Età di 18 anni o superiore
- Ricoverati in terapia intensiva a causa di trauma cranico o emorragia subaracnoidea, ovvero una grave lesione alla testa o sanguinamento nello spazio intorno al cervello, senza altre lesioni potenzialmente letali
- Ricevere sedazione per protezione cerebrale, utilizzando specifici farmaci antidolorifici chiamati morfinomimetici (Sufentanil, Fentanil, Remifentanil o Morfina), somministrati attraverso una vena per meno di 24 ore
- Necessità prevista di ventilazione meccanica e sedazione per almeno 48 ore
- Monitoraggio della pressione intracranica, ovvero il controllo della pressione all’interno del cranio
- Alimentazione enterale programmata, attraverso un sondino che passa dalla bocca o dal naso allo stomaco
- Affiliazione o beneficio di un regime di previdenza sociale
Criteri di esclusione:
- Pazienti con storia di trauma cranico precedente
- Pazienti con disturbi della motilità gastrointestinale preesistenti
- Pazienti che hanno già sperimentato un’emorragia meningea in passato
Farmaco in studio: Il naloxegol è un farmaco utilizzato in questo studio per prevenire la stitichezza causata dall’uso di oppioidi nei pazienti con lesioni cerebrali. Funziona bloccando gli effetti degli oppioidi sull’intestino, aiutando a mantenere movimenti intestinali normali. Questo farmaco viene testato anche per verificare se può ridurre il rischio di infezioni polmonari che possono verificarsi quando i pazienti sono collegati a ventilatori. Il naloxegol è classificato come un antagonista del recettore mu-oppioide ad azione periferica e viene somministrato per via orale in forma di compresse.
Durante lo studio, i ricercatori monitoreranno vari aspetti della salute dei pazienti, come la loro capacità di raggiungere gli obiettivi nutrizionali, la necessità di farmaci aggiuntivi per gestire il vomito o la stitichezza e la durata della ventilazione meccanica. Lo studio seguirà anche il recupero complessivo dei pazienti per un periodo di sei mesi, utilizzando una scala chiamata Glasgow Outcome Scale Extended (GOSE), che misura il recupero dopo una lesione cerebrale. Lo studio dovrebbe continuare fino a settembre 2026.
Fasi dello Studio
Fase 1 – Adesione allo studio: All’ingresso nello studio, viene confermata l’idoneità in base a criteri quali età (18 anni o più), ricovero in terapia intensiva per trauma cranico o emorragia subaracnoidea e sedazione pianificata con farmaci specifici per meno di 24 ore. Lo studio prevede il monitoraggio della pressione intracranica e l’alimentazione enterale attraverso un sondino.
Fase 2 – Somministrazione del farmaco: I partecipanti ricevono compresse rivestite di Moventig 25 mg o un placebo. Il farmaco viene assunto per via orale. Lo scopo del farmaco è prevenire i disturbi della motilità gastrointestinale causati dagli oppioidi nei pazienti con lesioni cerebrali.
Fase 3 – Monitoraggio e valutazione: L’obiettivo primario è valutare l’efficacia del naloxegol nel prevenire la stitichezza precoce e la polmonite associata al ventilatore. Il monitoraggio include il controllo dei movimenti intestinali e l’incidenza di polmonite durante la prima settimana di ricovero.
Fase 4 – Valutazioni secondarie: Le valutazioni secondarie riguardano l’apporto nutrizionale, la necessità di farmaci aggiuntivi per vomito o stitichezza e la durata della ventilazione meccanica. Altri fattori includono la durata del soggiorno in terapia intensiva e lo stato di recupero del paziente sei mesi dopo lo studio.
Fase 5 – Completamento dello studio: Si prevede che lo studio si concluda entro il 15 settembre 2026. I progressi e i risultati dei partecipanti vengono documentati durante tutto il periodo dello studio.
Riepilogo
Attualmente è disponibile un solo studio clinico specificamente focalizzato sulla gestione delle complicanze nei pazienti con lesioni cerebrali, inclusa l’emorragia meningea. Questo studio rappresenta un importante passo avanti nella prevenzione delle complicanze gastrointestinali associate all’uso di oppioidi in terapia intensiva.
Osservazioni importanti:
- Lo studio si concentra sulla prevenzione di complicanze comuni come la stitichezza e le infezioni polmonari, che possono significativamente influenzare il recupero dei pazienti
- Il naloxegol offre un approccio innovativo agendo selettivamente sull’intestino senza interferire con l’efficacia antidolorifica degli oppioidi a livello cerebrale
- Il monitoraggio a lungo termine (sei mesi) fornirà dati preziosi sul recupero complessivo dei pazienti
- Lo studio è condotto in Francia e dovrebbe concludersi nel 2026
I pazienti interessati a partecipare a questo studio dovrebbero discutere l’opportunità con il proprio medico curante o l’équipe di terapia intensiva per verificare l’idoneità e comprendere appieno i benefici e i rischi potenziali della partecipazione.











