Malattia di Hodgkin refrattaria – Studi clinici

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La malattia di Hodgkin refrattaria è una forma di linfoma che non risponde al trattamento iniziale o che ritorna dopo la terapia. Attualmente sono in corso diversi studi clinici che stanno testando nuove terapie immunologiche e combinazioni di farmaci per offrire opzioni di trattamento più efficaci ai pazienti che non hanno risposto alle terapie convenzionali.

Studi clinici in corso per la malattia di Hodgkin refrattaria

La malattia di Hodgkin refrattaria rappresenta una sfida terapeutica significativa per i pazienti il cui cancro non risponde ai trattamenti standard o ritorna dopo una remissione iniziale. Fortunatamente, la ricerca medica sta facendo progressi importanti nello sviluppo di nuove strategie terapeutiche. Attualmente sono disponibili 4 studi clinici che stanno esplorando approcci innovativi per il trattamento di questa condizione.

Questi studi clinici si concentrano principalmente sull’immunoterapia, una forma di trattamento che sfrutta il sistema immunitario del paziente per combattere le cellule tumorali. Alcuni studi stanno testando terapie cellulari geneticamente modificate, mentre altri stanno valutando combinazioni di farmaci immunoterapici con chemioterapia convenzionale. L’obiettivo principale è quello di migliorare i tassi di risposta completa e prolungare la sopravvivenza dei pazienti.

Studi clinici disponibili per i pazienti

Studio sulla sicurezza dell’immunoterapia HSP-CAR30 per pazienti con linfoma di Hodgkin e non-Hodgkin CD30+ recidivante o refrattario

Localizzazione: Spagna

Questo studio clinico è incentrato su un trattamento innovativo chiamato HSP-CAR30, una forma di immunoterapia che utilizza le cellule T del paziente stesso. Le cellule T sono un tipo di globuli bianchi che vengono prelevate dal sangue del paziente e modificate in laboratorio per riconoscere meglio e attaccare le cellule tumorali. La modifica avviene utilizzando un vettore lentivirale che introduce un nuovo gene nelle cellule T, permettendo loro di produrre un recettore speciale chiamato recettore antigenico chimerico anti-CD30.

Lo studio include pazienti con linfoma di Hodgkin classico e linfoma a cellule T CD30+ non-Hodgkin che sono recidivanti o refrattari. I pazienti devono avere un’età compresa tra 18 e 80 anni o più. Per il linfoma di Hodgkin classico, i pazienti devono essere recidivati dopo un trapianto autologo di cellule emopoietiche e aver ricevuto precedentemente trattamenti specifici come brentuximab vedotin e anticorpi anti-PDL1 senza ottenere una remissione completa.

Oltre all’HSP-CAR30, lo studio prevede l’uso di altri farmaci che possono essere somministrati in combinazione con il trattamento principale, tra cui bendamustina cloridrato, fludarabina fosfato, ciclofosfamide monoidrato e tocilizumab. Tutti questi farmaci vengono somministrati tramite infusione endovenosa. Lo studio proseguirà fino alla fine del 2025, con i partecipanti monitorati costantemente per valutare l’efficacia del trattamento e identificare eventuali effetti collaterali.

Studio di ruxolitinib con brentuximab o pembrolizumab per pazienti con linfoma di Hodgkin classico recidivante o refrattario

Localizzazione: Italia

Questo studio clinico sta testando l’efficacia della combinazione di ruxolitinib con altri farmaci immunoterapici per il trattamento del linfoma di Hodgkin classico recidivante o refrattario. Il ruxolitinib è un farmaco che blocca alcune proteine che possono stimolare la crescita delle cellule tumorali, specificamente gli enzimi JAK1 e JAK2.

Lo studio è diviso in due gruppi. Nel primo gruppo (Coorte-1), i pazienti ricevono ruxolitinib in combinazione con brentuximab vedotin, un coniugato anticorpo-farmaco che colpisce le cellule tumorali che esprimono la proteina CD30. Nel secondo gruppo (Coorte-2), i pazienti ricevono ruxolitinib insieme a pembrolizumab, un farmaco immunoterapico che aiuta il sistema immunitario a combattere il cancro bloccando la via PD-1.

I pazienti devono avere almeno 18 anni e avere un linfoma di Hodgkin classico CD30+ recidivato o refrattario dopo un trapianto autologo di cellule staminali o dopo almeno due precedenti trattamenti. Per la Coorte-1, i pazienti non devono aver ricevuto un allotrapianto in precedenza e devono essere in grado di ricevere almeno 8 infusioni di brentuximab. Per la Coorte-2, i pazienti possono aver ricevuto un allotrapianto, ma non devono aver ricevuto inibitori di PD1 o PDL1 in precedenza.

L’obiettivo principale dello studio è valutare il tasso di risposta completa durante o alla fine del trattamento con ruxolitinib. Lo studio monitorerà inoltre eventuali effetti collaterali e valuterà la possibilità di utilizzare questi trattamenti per preparare i pazienti a futuri trapianti di cellule staminali. Lo studio continuerà fino al 2026.

Studio della combinazione di nivolumab e chemioterapia per pazienti con linfoma di Hodgkin refrattario

Localizzazione: Polonia

Questo studio clinico sta valutando un approccio terapeutico che combina nivolumab, un farmaco immunoterapico, con una chemioterapia seguita da trapianto autologo di midollo osseo. Il nivolumab è somministrato tramite infusione endovenosa e funziona bloccando la proteina PD-1 sulle cellule immunitarie, potenziando così la risposta immunitaria contro le cellule tumorali.

Il protocollo di trattamento prevede tre fasi principali. Inizialmente, i pazienti ricevono tre somministrazioni di nivolumab. Successivamente, vengono sottoposti a due cicli di chemioterapia con una combinazione chiamata BGD, che include bendamustina, gemcitabina e desametasone. Infine, i pazienti sono sottoposti a un trapianto autologo di cellule staminali emopoietiche, una procedura in cui le proprie cellule staminali del paziente vengono raccolte, conservate e poi reinfuse dopo una chemioterapia intensiva per aiutare a ripristinare il midollo osseo.

Lo studio è rivolto a pazienti con linfoma di Hodgkin classico primario refrattario, che deve essere confermato da un referto patologico secondo la classificazione del 2016. I pazienti devono avere almeno 18 anni e un punteggio ECOG (una scala che valuta come la malattia influisce sulle attività quotidiane) da 0 a 2. La resistenza primaria al trattamento è definita da un test iPET2 positivo dopo il secondo ciclo di chemioterapia di prima linea.

Un aspetto innovativo di questo studio è l’utilizzo di un esame del sangue per misurare il DNA circolante delle cellule del linfoma di Hodgkin prima del trapianto di midollo osseo, con l’obiettivo di prevedere quanto bene i pazienti potrebbero rispondere al trattamento.

Studio di pembrolizumab per pazienti con linfoma di Hodgkin classico recidivante o refrattario o linfoma primitivo mediastinico a grandi cellule B

Localizzazione: Repubblica Ceca, Cechia, Italia, Polonia

Questo è uno studio multicentrico internazionale che sta valutando l’efficacia di pembrolizumab (noto anche con il codice MK-3475) nel trattamento del linfoma di Hodgkin classico recidivante o refrattario e del linfoma primitivo mediastinico a grandi cellule B. Il pembrolizumab è un inibitore dei checkpoint immunitari che aiuta il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali in modo più efficace.

Il farmaco viene somministrato come infusione endovenosa alla dose di 25 mg/mL ogni 6 settimane. L’obiettivo principale dello studio è valutare il tasso di risposta obiettiva secondo i criteri di classificazione di Lugano, che è uno standard internazionale per valutare la risposta al trattamento nei linfomi.

Per partecipare allo studio, i pazienti devono avere una diagnosi confermata di linfoma di Hodgkin classico o linfoma primitivo mediastinico a grandi cellule B, con una malattia misurabile mediante test di imaging. Devono essere presenti almeno un linfonodo maggiore di 15 mm in una direzione che non sia stato trattato con radioterapia, oppure un tumore al di fuori dei linfonodi maggiore di 10 mm in entrambe le direzioni.

Per i pazienti con linfoma di Hodgkin classico, la malattia deve essere recidivata durante l’ultimo piano di trattamento dopo aver ricevuto almeno due cicli di terapia, o entro 12 mesi dal completamento dell’ultimo piano di trattamento. Per i pazienti con linfoma primitivo mediastinico a grandi cellule B, devono aver avuto una recidiva dopo un trapianto di cellule staminali.

Lo studio continuerà fino alla fine del 2025 e include un monitoraggio regolare per valutare la risposta al trattamento, la durata della risposta e qualsiasi evento avverso. Questo approccio internazionale consente di raccogliere dati da diverse popolazioni di pazienti e di valutare l’efficacia del trattamento in contesti clinici diversi.

Sintesi delle opzioni terapeutiche disponibili

Gli studi clinici attualmente in corso per la malattia di Hodgkin refrattaria rappresentano un importante passo avanti nella ricerca di trattamenti più efficaci. Emergono diverse osservazioni significative da questa panoramica degli studi disponibili:

In primo luogo, l’immunoterapia si conferma come l’approccio terapeutico predominante, con tutti e quattro gli studi che utilizzano in vario modo la modulazione del sistema immunitario per combattere il linfoma. Questo riflette una tendenza generale nella ricerca oncologica verso terapie che potenziano le difese naturali dell’organismo piuttosto che affidarsi esclusivamente alla chemioterapia convenzionale.

In secondo luogo, si nota una crescente sofisticazione nelle terapie cellulari, come dimostrato dallo studio HSP-CAR30 che utilizza cellule T geneticamente modificate. Questo tipo di approccio personalizzato, in cui le cellule del paziente vengono modificate in laboratorio per attaccare specificamente le cellule tumorali, rappresenta la frontiera della medicina di precisione.

Un altro aspetto importante è l’uso di terapie combinate, come negli studi che associano ruxolitinib con brentuximab o pembrolizumab, o nivolumab con chemioterapia. Queste combinazioni mirano a sfruttare meccanismi d’azione complementari per ottenere risultati migliori rispetto alle monoterapie.

Gli studi mostrano anche un’attenzione particolare all’identificazione di biomarcatori predittivi, come il DNA circolante del linfoma, che potrebbero aiutare a personalizzare ulteriormente i trattamenti e a prevedere quali pazienti potrebbero beneficiare maggiormente di specifiche terapie.

Infine, è importante notare che questi studi sono progettati per pazienti che hanno già ricevuto trattamenti precedenti, inclusi trapianti di cellule staminali in molti casi. Questo sottolinea l’importanza di continuare a sviluppare nuove opzioni per i pazienti con malattia particolarmente resistente, per i quali le opzioni terapeutiche standard si sono dimostrate insufficienti.

I pazienti interessati a partecipare a uno di questi studi dovrebbero discutere con il proprio oncologo per valutare l’idoneità e comprendere appieno i potenziali benefici e rischi associati alla partecipazione a una sperimentazione clinica.

Studi clinici in corso su Malattia di Hodgkin refrattaria

  • Data di inizio: 2020-02-11

    Studio clinico su ruxolitinib, brentuximab e pembrolizumab per pazienti con linfoma di Hodgkin classico recidivante o refrattario

    Reclutamento in corso

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    Questo studio clinico si concentra sul trattamento del linfoma di Hodgkin classico che è ricomparso o non ha risposto ai trattamenti precedenti. Il linfoma di Hodgkin è un tipo di tumore che colpisce il sistema linfatico, una parte del sistema immunitario. Lo studio utilizza una combinazione di farmaci per valutare la loro efficacia nel trattamento…

    Italia
  • Data di inizio: 2022-12-01

    Studio sull’uso di nivolumab seguito da chemioterapia con trapianto autologo per pazienti con linfoma di Hodgkin refrattario alla terapia di prima linea

    Reclutamento in corso

    2 1 1 1

    Lo studio riguarda il trattamento del linfoma di Hodgkin che non risponde al primo ciclo di terapia. Questo tipo di linfoma è un tumore del sistema linfatico, che è parte del sistema immunitario. Il trattamento prevede l’uso di un farmaco chiamato nivolumab, seguito da una chemioterapia con i farmaci bendamustina, gemcitabina e desametasone. Dopo la…

    Malattie indagate:
    Farmaci indagati:
    Polonia
  • Lo studio non è ancora iniziato

    Studio sull’uso di HSP-CAR30 per il trattamento del linfoma di Hodgkin e linfoma T CD30+ non-Hodgkin refrattari o recidivanti

    Non ancora in reclutamento

    2 1 1 1

    Questo studio clinico si concentra su due tipi di linfoma: il linfoma di Hodgkin classico e il linfoma T non-Hodgkin CD30+. Queste sono malattie del sistema linfatico, una parte importante del sistema immunitario. Il trattamento in studio utilizza una terapia innovativa chiamata HSP-CAR30, che è una forma di immunoterapia. Questa terapia coinvolge l’uso di cellule…

    Malattie indagate:
    Spagna
  • Data di inizio: 2021-05-27

    Studio di Fase 2 su Pembrolizumab per Linfoma di Hodgkin Classico Recidivante o Refrattario e Linfoma a Grandi Cellule B Primario Mediastinico Recidivante o Refrattario

    Non in reclutamento

    2 1 1 1

    Questo studio clinico si concentra su due tipi di linfoma: il Linfoma di Hodgkin Classico Recidivante o Refrattario e il Linfoma a Grandi Cellule B Primario del Mediastino Recidivante o Refrattario. Queste sono forme di cancro che colpiscono il sistema linfatico e possono ripresentarsi o non rispondere ai trattamenti standard. Lo studio utilizza un farmaco…

    Farmaci indagati:
    Polonia Italia Repubblica Ceca