Terapie cellulari CAR-T in fase di studio
Studio su MB-CART2219.1 per adulti e bambini con neoplasie a cellule B recidivate o refrattarie
Localizzazione: Germania
Questo studio clinico si concentra su una terapia cellulare innovativa chiamata MB-CART2219.1, progettata per colpire le proteine CD19 e CD22 presenti sulla superficie delle cellule tumorali. La terapia prevede la modificazione delle cellule immunitarie del paziente in laboratorio per migliorare la loro capacità di riconoscere e distruggere le cellule cancerose, che vengono poi reinfuse nel paziente attraverso infusione endovenosa.
Lo studio include sia adulti che bambini con linfoma o leucemia linfoblastica acuta (LLA) che non hanno risposto ad almeno due linee di terapia precedenti. I pazienti con linfoma devono avere almeno 18 anni, mentre quelli con LLA devono avere almeno 12 anni. È essenziale che le cellule tumorali esprimano i marcatori CD19 o CD22, confermati da test specifici.
I partecipanti devono impegnarsi a seguire il programma dello studio e ad accettare un follow-up fino a 15 anni. Le donne in età fertile devono sottoporsi a test di gravidanza mensili per 12 mesi dopo il trattamento e concordare di astenersi dall'allattamento durante questo periodo. Gli uomini devono accettare di non donare sperma per 12 mesi dopo l'ultimo trattamento.
Studio sulla sicurezza e l'efficacia di MB-CART2019.1, fludarabina e ciclofosfamide nei bambini con neoplasie a cellule B recidivate o refrattarie
Localizzazione: Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi
Questo studio pediatrico valuta il trattamento MB-CART2019.1 in bambini e adolescenti con neoplasie mature a cellule B. La terapia utilizza una tecnica speciale per modificare le cellule immunitarie del paziente, aiutandole a combattere il cancro in modo più efficace. Prima della terapia cellulare, i pazienti ricevono un regime di condizionamento con fludarabina e ciclofosfamide per preparare il corpo al trattamento.
I criteri di inclusione richiedono una diagnosi confermata di linfoma di Burkitt o linfoma diffuso a grandi cellule B, con malattia che è tornata dopo uno o più trattamenti o non ha risposto alla prima terapia. I pazienti devono avere tra 6 mesi e meno di 18 anni, pesare almeno 6 chilogrammi e avere una malattia misurabile. È necessaria una funzione adeguata del midollo osseo e degli organi.
Durante lo studio, i partecipanti ricevono i trattamenti attraverso infusione endovenosa e vengono monitorati attentamente per valutare la risposta del cancro e gestire eventuali effetti collaterali. Il tocilizumab può essere utilizzato come terapia di supporto per gestire alcuni effetti collaterali.
Studio sulla sicurezza e l'efficacia di MB-CART2019.1 per pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato o refrattario
Localizzazione: Croazia, Ungheria
Questo studio valuta MB-CART2019.1, una terapia con cellule geneticamente modificate progettate per riconoscere le proteine CD19 e CD20 sulle cellule tumorali. Prima della infusione di MB-CART2019.1, i pazienti ricevono un regime di linfodeplezione condizionante con ciclofosfamide e fludarabina per ridurre il numero di cellule immunitarie esistenti.
I criteri di inclusione richiedono una diagnosi confermata di linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) o sottotipi correlati, con malattia che è tornata o non ha risposto dopo almeno due diverse terapie, inclusi farmaci specifici come rituximab e antracicline. I pazienti devono avere almeno 18 anni e uno stato di performance ECOG di 0 o 1 (2 se dovuto al DLBCL).
È necessaria una malattia misurabile secondo criteri specifici per la valutazione del linfoma. I pazienti devono avere un campione del tumore disponibile dalla recidiva più recente o essere disposti a sottoporsi a una biopsia se necessario. Durante lo studio, i partecipanti vengono sottoposti a valutazioni sanitarie regolari, inclusi test di imaging come la risonanza magnetica per monitorare i progressi del trattamento.
Studio su MB-CART2019.1 per pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato/refrattario non eleggibili per chemioterapia ad alte dosi e trapianto di cellule staminali
Localizzazione: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia
Questo ampio studio internazionale confronta il nuovo trattamento MB-CART2019.1 con la terapia standard R-GemOx (che include rituximab, gemcitabina e oxaliplatino). Lo scopo è determinare se il nuovo trattamento può aiutare i pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato/refrattario (R-R DLBCL) a vivere più a lungo senza progressione della malattia.
I partecipanti vengono assegnati casualmente a uno dei due gruppi di trattamento. Coloro nel gruppo MB-CART2019.1 ricevono la terapia cellulare attraverso infusione endovenosa, mentre quelli nel gruppo di terapia standard ricevono rituximab, gemcitabina e oxaliplatino secondo il regime standard.
I criteri di inclusione richiedono una diagnosi confermata di DLBCL secondo la classificazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità del 2016, con malattia recidivata o refrattaria dopo il primo ciclo di chemioimmuniterapia. I pazienti devono avere almeno 18 anni, un'aspettativa di vita superiore a 3 mesi e essere considerati non idonei per chemioterapia ad alte dosi seguita da trapianto autologo di cellule staminali. È necessaria una malattia misurabile che mostri uptake su una scansione PET.
Studi con anticorpi bispecifici
Studio sulla sicurezza e l'efficacia di mosunetuzumab e atezolizumab per pazienti con linfoma non-Hodgkin e leucemia linfatica cronica recidivati o refrattari
Localizzazione: Germania, Spagna
Mosunetuzumab è un tipo di proteina utilizzata per colpire le cellule tumorali. In alcune parti dello studio, mosunetuzumab viene usato da solo, mentre in altre è combinato con atezolizumab. Il trattamento viene somministrato sia come soluzione per iniezione sottocutanea che come soluzione per infusione endovenosa.
I criteri di inclusione richiedono che i pazienti abbiano un linfoma non-Hodgkin (NHL) o una leucemia linfatica cronica (CLL) recidivata o refrattaria confermata, con presenza prevista della proteina CD20. Non devono essere disponibili altri trattamenti che si prevede possano migliorare la sopravvivenza. Per i pazienti con NHL, deve essere presente almeno un tumore misurabile di dimensioni superiori a 1,5 cm per i tumori nodali o superiori a 1,0 cm per i tumori extranodali.
Lo studio monitora i partecipanti nel tempo per valutare l'efficacia del trattamento e identificare eventuali effetti collaterali o reazioni avverse. L'obiettivo è determinare la dose e il programma migliori per l'uso di mosunetuzumab da solo o con atezolizumab, e confrontare l'efficacia del trattamento quando somministrato con diversi metodi.
Studio di epcoritamab per pazienti con linfoma a cellule B recidivato, progressivo o refrattario
Localizzazione: Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia
Epcoritamab (noto anche con il nome in codice GEN3013) è una soluzione per iniezione progettata per colpire proteine specifiche sulla superficie delle cellule tumorali. I partecipanti allo studio ricevono epcoritamab attraverso iniezioni sottocutanee. Lo studio viene condotto in fasi, iniziando con una fase di escalation della dose per determinare la dose più sicura ed efficace.
I criteri di inclusione richiedono che i pazienti abbiano almeno 18 anni (in alcuni paesi 21 anni) e una diagnosi confermata di linfoma non-Hodgkin a cellule B mature CD20+. La malattia deve essere tornata, peggiorata o non aver risposto al trattamento precedente con un anticorpo monoclonale anti-CD20. I pazienti devono aver ricevuto almeno due trattamenti precedenti e avere una malattia misurabile mediante test di imaging.
Lo studio valuta il tasso di risposta globale e include l'uso di altri farmaci come paracetamolo, desametasone, betametasone, anakinra, siltuximab, difenidramina e tocilizumab per gestire i sintomi o gli effetti collaterali durante lo studio. Lo studio mira anche a esplorare se l'adeguamento della dose può ridurre il rischio della sindrome da rilascio di citochine (CRS), che può causare sintomi come febbre e affaticamento.
Studio sulla sicurezza e tollerabilità di epcoritamab con combinazione di farmaci per pazienti con linfoma non-Hodgkin a cellule B
Localizzazione: Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Paesi Bassi, Spagna
Questo studio valuta epcoritamab, un anticorpo bispecifico, in combinazione con vari agenti antineoplastici. I partecipanti ricevono epcoritamab insieme ad altri farmaci, che possono includere lenalidomide (Revlimid), prednisolone (Decortin), ciclofosfamide, rituximab (Truxima), ibrutinib (IMBRUVICA), venetoclax, doxorubicina cloridrato (Adriblastin), polatuzumab vedotin (Polivy) e golcadomide.
I criteri di inclusione richiedono che i pazienti siano adulti di almeno 18 anni con diagnosi di linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL), che può essere una nuova diagnosi o una trasformazione da altri tipi di linfoma. La malattia deve essere confermata come CD20+ e i pazienti devono avere uno stato di performance ECOG da 0 a 2. È necessario almeno un sito di malattia misurabile di dimensioni appropriate visibile su una scansione PET/CT.
Lo studio è progettato per determinare la dose migliore di epcoritamab da utilizzare nella ricerca futura e per monitorare come il cancro risponde al trattamento, quanto durano gli effetti positivi e quanto tempo impiega il cancro a progredire o i partecipanti a necessitare di un altro tipo di trattamento.
Studio sulla sicurezza e l'efficacia di glofitamab e obinutuzumab per pazienti con linfoma non-Hodgkin a cellule B recidivato o refrattario
Localizzazione: Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Italia, Polonia, Spagna
Questo studio testa un nuovo approccio terapeutico utilizzando due farmaci: glofitamab e obinutuzumab. Glofitamab è una proteina speciale progettata per aiutare il sistema immunitario a individuare e distruggere le cellule tumorali. Obinutuzumab è un altro anticorpo che aiuta il sistema immunitario ad attaccare le cellule tumorali e viene somministrato come pretrattamento per preparare il corpo al glofitamab.
I partecipanti ricevono prima una singola dose di obinutuzumab (Gazyvaro) attraverso infusione endovenosa come fase di pretrattamento. Successivamente, iniziano a ricevere glofitamab attraverso infusione endovenosa, con il dosaggio gradualmente aumentato per determinare la dose più efficace e sicura. Alcuni pazienti ricevono quindi una combinazione di glofitamab e obinutuzumab per potenziare l'efficacia del trattamento.
I criteri di inclusione richiedono che il paziente sia disposto e in grado di seguire i requisiti dello studio. I pazienti devono avere un tipo di linfoma che è tornato o non ha risposto al trattamento, inclusi il linfoma follicolare, il linfoma della zona marginale, il linfoma a cellule mantellari, il linfoma diffuso a grandi cellule B e altri. Devono aver provato almeno due diversi trattamenti precedenti e avere una malattia misurabile con buono stato di performance.
Riepilogo e considerazioni importanti
Gli studi clinici attualmente in corso per il linfoma a cellule B refrattario rappresentano un'importante opportunità per i pazienti che hanno esaurito le opzioni terapeutiche standard. Le terapie cellulari CAR-T, in particolare quelle che colpiscono CD19 e CD20, stanno mostrando risultati promettenti in diverse popolazioni di pazienti, sia pediatriche che adulte.
Gli anticorpi bispecifici come mosunetuzumab, epcoritamab e glofitamab offrono un approccio innovativo che coinvolge il sistema immunitario del paziente nella lotta contro il cancro. Questi trattamenti vengono spesso combinati con altri farmaci per massimizzare l'efficacia terapeutica.
È importante notare che la maggior parte di questi studi richiede che i pazienti abbiano ricevuto almeno due linee di terapia precedenti e che la loro malattia sia recidivata o non abbia risposto ai trattamenti standard. I criteri di inclusione variano tra gli studi, ma generalmente richiedono una funzione adeguata degli organi, uno stato di performance accettabile e la disponibilità a seguire protocolli di follow-up a lungo termine.
I pazienti interessati a partecipare a questi studi clinici dovrebbero discutere con il proprio oncologo per determinare quale studio potrebbe essere più appropriato per la loro situazione specifica. La partecipazione a uno studio clinico può offrire accesso a terapie innovative non ancora disponibili nella pratica clinica standard, contribuendo al contempo all'avanzamento della ricerca medica per questa difficile condizione.