L’infarto miocardico acuto è una delle emergenze cardiovascolari più gravi. Attualmente sono in corso 21 studi clinici in Europa per valutare nuovi trattamenti e strategie terapeutiche per i pazienti colpiti da questa condizione. Qui presentiamo 10 di questi studi, che includono nuove terapie farmacologiche, strategie anticoagulanti e approcci innovativi per ridurre il danno cardiaco e prevenire complicanze future.
Studi clinici in corso sull’infarto miocardico acuto
L’infarto miocardico acuto rappresenta una delle principali cause di morte e disabilità nel mondo. La ricerca medica continua a sviluppare nuove strategie terapeutiche per migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti. Gli studi clinici attualmente in corso stanno valutando diversi approcci, dalla protezione del muscolo cardiaco alla prevenzione di eventi cardiovascolari ricorrenti.
Studi clinici disponibili
Studio sul trattamento precoce con dapagliflozin per ridurre il danno cardiaco nei pazienti con infarto acuto e ridotta funzione di pompa cardiaca
Localizzazione: Italia
Questo studio si concentra su pazienti con infarto miocardico acuto che presentano una ridotta capacità di pompaggio del cuore. La ricerca esamina gli effetti del dapagliflozin, un farmaco che si presenta sotto forma di compresse rivestite da assumere per via orale. Il farmaco verrà testato in pazienti che hanno recentemente subito un infarto per verificare se può contribuire a proteggere il cuore e ridurre l’estensione dell’area del muscolo cardiaco danneggiata.
I partecipanti riceveranno dapagliflozin o placebo per 3 mesi. Durante questo periodo, saranno sottoposti a diversi test, tra cui risonanza magnetica cardiaca (un esame di imaging dettagliato del cuore) per misurare l’estensione del danno cardiaco. Lo studio monitorerà anche altri fattori importanti come le variazioni del peso corporeo, della pressione arteriosa e vari esami del sangue per valutare la funzione cardiaca e renale.
Criteri di inclusione: I pazienti devono avere almeno 18 anni, presentare STEMI (un tipo di infarto in cui una delle principali arterie del cuore è bloccata), ricevere PCI primaria (procedura d’emergenza per aprire le arterie cardiache bloccate) entro 12 ore dall’inizio dei sintomi, e avere una frazione di eiezione ventricolare sinistra del 40% o inferiore.
Criteri di esclusione: Età inferiore ai 18 anni o superiore ai 65 anni, precedente infarto miocardico, allergia nota agli inibitori SGLT-2, gravidanza o allattamento, problemi renali gravi, diabete non controllato, e altre condizioni mediche significative.
Studio di ziltivekimab rispetto al placebo in pazienti con infarto acuto per valutarne gli effetti sulla riduzione della placca nelle arterie coronariche
Localizzazione: Austria, Danimarca, Italia, Paesi Bassi, Spagna
Questo studio si concentra su pazienti con infarto miocardico acuto, una condizione grave in cui il flusso sanguigno verso una parte del muscolo cardiaco è bloccato, causando danni al tessuto cardiaco. Lo studio valuterà un farmaco chiamato ziltivekimab, che verrà somministrato come iniezione sottocutanea una volta al mese, rispetto al placebo. Entrambi i trattamenti saranno somministrati in aggiunta alle cure mediche standard.
Lo scopo della ricerca è determinare se ziltivekimab sia migliore del placebo nel ridurre l’accumulo di depositi grassi (chiamati aterosclerosi) nelle arterie coronariche, che sono i vasi sanguigni che irrorano il muscolo cardiaco. Lo studio durerà 12 mesi, durante i quali i partecipanti riceveranno iniezioni di ziltivekimab o placebo.
Criteri di inclusione: I pazienti devono aver subito un infarto miocardico acuto e ricevuto trattamento con angioplastica coronarica (PCI) nelle ultime 48 ore, avere STEMI o NSTEMI, e possedere almeno due arterie coronariche principali con restringimento moderato (20-50% di blocco).
Criteri di esclusione: Storia di reazioni allergiche a farmaci simili, malattie renali o epatiche gravi, infezioni attive o croniche, malattie autoimmuni, gravidanza o allattamento, ipertensione non controllata, storia di cancro negli ultimi 5 anni.
Studio sul metossiflurano per il sollievo dal dolore nei pazienti con infarto
Localizzazione: Francia
Questo studio clinico si concentra sulla valutazione dell’efficacia del metossiflurano nella gestione del dolore per i pazienti che stanno vivendo un infarto miocardico acuto. Lo studio confronterà il metossiflurano con un altro farmaco antidolorifico, la morfina, per verificare se il metossiflurano possa fornire un sollievo dal dolore simile con una migliore tolleranza. Il metossiflurano viene somministrato tramite inalazione, mentre la morfina viene somministrata come bolo endovenoso.
Lo scopo dello studio è determinare se il metossiflurano, quando auto-somministrato dai pazienti, possa alleviare efficacemente il dolore toracico associato a un infarto. I partecipanti riceveranno metossiflurano o morfina per gestire il dolore. Lo studio monitorerà la rapidità e l’efficacia con cui ciascun farmaco allevia il dolore e valuterà anche l’impatto sul sistema cardiovascolare.
Criteri di inclusione: I pazienti devono avere 18 anni o più, presentare un infarto miocardico con elevazione del segmento ST (STEMI) gestito in ambiente pre-ospedaliero, con dolore toracico di durata inferiore a 12 ore e intensità moderata-grave (punteggio del dolore superiore a 6 su 10).
Criteri di esclusione: Pazienti che hanno già avuto un infarto miocardico acuto, non rientrano nella fascia d’età specificata, o fanno parte di una popolazione vulnerabile.
Studio sulla gestione del rischio di infarto con icosapent etile e combinazione di farmaci per pazienti ad alto rischio di un altro infarto
Localizzazione: Austria, Germania, Polonia
Questo studio clinico si concentra su pazienti che hanno subito un infarto miocardico acuto. Lo studio mira a esplorare l’efficacia di un approccio più intensivo alla gestione dei fattori di rischio per problemi cardiaci rispetto ai trattamenti standard. Lo studio coinvolgerà l’uso di diversi farmaci, tra cui Vazkepa (che contiene il principio attivo icosapent etile), colchicina ed empagliflozin. Questi farmaci vengono assunti per via orale e sono destinati a ridurre il rischio di ulteriori problemi cardiaci.
Lo scopo dello studio è valutare quanto bene questi trattamenti funzionino nel prevenire eventi gravi correlati al cuore, come infarti, ictus e insufficienza cardiaca. I partecipanti allo studio saranno assegnati casualmente a ricevere il trattamento intensificato o il trattamento standard. Lo studio monitorerà il tempo necessario affinché i partecipanti manifestino eventi cardiovascolari maggiori.
Criteri di inclusione: I partecipanti devono avere più di 18 anni, aver subito una procedura di intervento coronarico percutaneo (PCI) per infarto miocardico acuto entro 48 ore-14 giorni, e avere parametri disponibili del punteggio BIO-RISK-EVENT.
Criteri di esclusione: Pazienti che hanno avuto un recente infarto miocardico acuto, non rientrano nella fascia d’età specificata, o fanno parte di una popolazione vulnerabile.
Studio che confronta l’aspirina da sola con aspirina e fondaparinux nei pazienti con infarto miocardico senza elevazione del segmento ST (NSTEMI)
Localizzazione: Danimarca
Questo studio clinico si concentra su una condizione cardiaca nota come infarto miocardico senza elevazione del segmento ST (NSTEMI). Questa condizione è un tipo di infarto che non mostra i tipici cambiamenti all’elettrocardiogramma (ECG) che si osservano con altri tipi di infarto. Lo studio confronterà due approcci terapeutici per i pazienti con NSTEMI. Un gruppo riceverà aspirina da sola, mentre l’altro gruppo riceverà una combinazione di aspirina e sodio fondaparinux.
Lo scopo di questo studio è confrontare l’efficacia dell’aspirina da sola rispetto alla combinazione di aspirina e sodio fondaparinux nei pazienti con NSTEMI. I partecipanti saranno assegnati casualmente a uno dei due gruppi di trattamento. Lo studio monitorerà i partecipanti per un periodo di tempo per osservare esiti come i tassi di sopravvivenza, l’insorgenza di nuovi infarti e altri eventi correlati alla salute.
Criteri di inclusione: Devono avere una diagnosi di NSTEMI confermata da un aumento o diminuzione della troponina cardiaca insieme a sintomi di problemi cardiaci acuti, avere più di 18 anni, avere un’aspettativa di vita residua superiore a 1 anno, ed essere in grado di fornire consenso informato scritto e orale.
Criteri di esclusione: Pazienti con un tipo diverso di infarto rispetto a quello studiato, non rientrano nella fascia d’età specificata, o fanno parte di una popolazione vulnerabile.
Studio di terapia antiaggregante modificata con prasugrel, ticagrelor e clopidogrel nei pazienti con infarto sottoposti a rivascolarizzazione completa
Localizzazione: Italia, Paesi Bassi, Spagna
Questo studio clinico si concentra su pazienti che hanno subito un infarto, noto medicalmente come infarto miocardico acuto. Lo studio mira a valutare un approccio terapeutico modificato utilizzando la terapia antiaggregante, che coinvolge farmaci che aiutano a prevenire la formazione di coaguli di sangue. I farmaci studiati includono Efient (contenente prasugrel), Brilique (contenente ticagrelor), Plavix (contenente clopidogrel) e Aspirine Protect (contenente acido acetilsalicilico).
Lo scopo dello studio è valutare l’efficacia di questa terapia antiaggregante modificata nei pazienti che sono stati sottoposti a una procedura chiamata rivascolarizzazione completa. Questa procedura comporta il trattamento non solo del blocco che ha causato l’infarto, ma anche di eventuali altri blocchi significativi nei vasi sanguigni del cuore. Lo studio coinvolgerà anche l’uso di uno stent medicato Firehawk.
Criteri di inclusione: I pazienti devono aver avuto un infarto miocardico acuto con test della troponina positivo, necessitare di un trattamento invasivo precoce chiamato PCI (intervento coronarico percutaneo) eseguito negli ultimi 7 giorni, essere idonei per i trattamenti antiaggreganti specifici utilizzati nello studio, ed avere un’età compresa tra 18 e 64 anni.
Criteri di esclusione: Pazienti che hanno avuto un recente infarto miocardico acuto, non sono clinicamente stabili o hanno un’elevata complessità nella loro condizione cardiaca, non rientrano nella fascia d’età specificata, o fanno parte di una popolazione vulnerabile.
Studio sulla sicurezza ed efficacia di ApTOLL per pazienti con infarto miocardico con elevazione del segmento ST (STEMI)
Localizzazione: Spagna
Questo studio clinico si concentra su una condizione cardiaca nota come infarto miocardico con elevazione del segmento ST (STEMI), che è un tipo di infarto. Lo studio sta investigando un trattamento chiamato ApTOLL, che è un nuovo farmaco in fase di sperimentazione per la sua sicurezza ed efficacia nei pazienti che vivono questa condizione. ApTOLL viene somministrato come concentrato per iniezione o infusione e contiene una sostanza attiva chiamata APTAMER-4FT, derivata da acidi nucleici.
Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza di ApTOLL a due dosi diverse in pazienti candidati a procedure d’emergenza per aprire le arterie cardiache bloccate, note come angioplastica, senza aver ricevuto farmaci trombolitici. I partecipanti riceveranno ApTOLL tramite bolo endovenoso. Lo studio monitorerà i partecipanti per eventuali effetti avversi per un periodo di 90 giorni dopo aver ricevuto il trattamento.
Criteri di inclusione: Il paziente deve dare il permesso di partecipare allo studio, essere uomo o donna di almeno 18 anni, essere ricoverato con STEMI entro 6 ore dall’inizio dei sintomi senza aver ricevuto terapia trombolitica, ed essere candidato idoneo per PCI primaria.
Criteri di esclusione: Pazienti che hanno già ricevuto trombolitici o non sono candidati per l’angioplastica d’emergenza.
Studio sulla sicurezza ed efficacia di RTP-026 per pazienti con infarto miocardico con elevazione del segmento ST (STEMI)
Localizzazione: Danimarca
Questo studio clinico si concentra su una condizione cardiaca nota come infarto miocardico con elevazione del segmento ST (STEMI), che è un tipo di infarto. Lo studio valuterà un trattamento chiamato RTP-026, che viene somministrato come soluzione tramite infusione endovenosa. Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza, la tollerabilità e l’efficacia di RTP-026 nei pazienti che hanno subito uno STEMI.
I partecipanti allo studio riceveranno RTP-026 o un placebo. Lo studio è progettato per essere in doppio cieco, il che significa che né i partecipanti né i ricercatori sapranno chi sta ricevendo il trattamento reale o il placebo. Durante lo studio, verranno condotti vari controlli sanitari, incluso il monitoraggio dei segni vitali, l’esecuzione di ECG (elettrocardiogrammi) e il prelievo di campioni di sangue per misurare marcatori specifici correlati alla salute del cuore.
Criteri di inclusione: I pazienti devono dare il loro permesso di partecipare allo studio, essere uomini tra 18 e 80 anni o donne in menopausa da almeno 12 mesi fino a 80 anni, aver avuto dolore toracico improvviso per meno di 12 ore, avere STEMI identificato da specifici pattern all’ECG, essere idonei per PCI primaria, e avere un NLR (un tipo di risultato dell’esame del sangue) tra 7 e 17.
Criteri di esclusione: Pazienti che hanno avuto un recente STEMI, non rientrano nella fascia d’età specificata, o fanno parte di una popolazione vulnerabile.
Studio su selatogrel per la prevenzione dell’infarto in pazienti con storia recente di infarto
Localizzazione: Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Spagna
Questo studio clinico si concentra sull’infarto miocardico acuto, comunemente noto come infarto. Lo studio sta valutando un trattamento chiamato selatogrel, che è una soluzione per iniezione che i partecipanti possono auto-somministrarsi utilizzando un iniettore pre-riempito. Lo scopo dello studio è valutare quanto sia efficace e sicuro il selatogrel quando utilizzato per prevenire la morte per qualsiasi causa e per trattare gli infarti nelle persone che ne hanno recentemente subito uno.
I partecipanti allo studio saranno assegnati casualmente a ricevere selatogrel o un placebo corrispondente. Lo studio è progettato per essere in doppio cieco, il che significa che né i partecipanti né i ricercatori sapranno chi sta ricevendo il trattamento reale o il placebo. Lo studio seguirà i partecipanti per un periodo per osservare l’insorgenza di morte o un altro infarto dopo che hanno auto-somministrato il trattamento.
Criteri di inclusione: Firmare e datare un modulo di consenso informato, essere maschio o femmina di almeno 18 anni, avere una diagnosi confermata di infarto miocardico acuto di tipo 1 (STEMI o NSTEMI) verificatosi non più di 4 settimane prima dell’ingresso nello studio, avere malattia coronarica multivasale con restringimento del 50% o più in due o più territori delle arterie coronariche, ed essere in grado di auto-somministrarsi con successo un placebo con un dispositivo autoiniettore durante la fase di screening.
Criteri di esclusione: Individui che hanno avuto un recente infarto miocardico acuto, non sono in grado di auto-somministrare il farmaco dello studio quando manifestano sintomi che potrebbero suggerire un infarto, non sono a rischio di avere un altro infarto, non rientrano nella fascia d’età specificata, o fanno parte di una popolazione vulnerabile.
Studio che confronta apixaban e warfarin per pazienti con trombi cardiaci dopo un infarto
Localizzazione: Svezia
Questo studio clinico si concentra sul trattamento di pazienti che hanno una condizione chiamata trombosi ventricolare sinistra, che può verificarsi dopo un infarto, noto anche come infarto miocardico acuto (AMI). Lo studio confronta due farmaci: apixaban e warfarin. Entrambi questi farmaci vengono utilizzati per prevenire i coaguli di sangue, ma funzionano in modi diversi. Lo scopo dello studio è vedere quale farmaco sia più efficace nell’aiutare a sciogliere i coaguli di sangue nel cuore dopo un infarto.
I partecipanti allo studio saranno assegnati casualmente a ricevere apixaban o warfarin. Lo studio durerà circa tre mesi, durante i quali i partecipanti assumeranno il farmaco assegnato. Il progresso della risoluzione del coagulo di sangue sarà monitorato utilizzando un test chiamato ecocardiogramma transtoracico (TTE), che è un tipo di ecografia che esamina il cuore.
Criteri di inclusione: I partecipanti devono avere 18 anni o più al momento della firma del consenso informato, avere un trombo ventricolare sinistro confermato da ecocardiogramma transtoracico (TTE) o, se i risultati non sono chiari, confermato da risonanza magnetica cardiaca (MRI) o tomografia computerizzata (CT) entro 1-28 giorni dopo un infarto miocardico acuto (AMI), e aver fornito il consenso scritto a partecipare allo studio.
Criteri di esclusione: Pazienti con storia di trombosi ventricolare sinistra o che hanno avuto un infarto miocardico acuto.
Riepilogo
Gli studi clinici attualmente in corso sull’infarto miocardico acuto rappresentano una varietà di approcci innovativi per migliorare i risultati dei pazienti. Diverse tendenze emergono da questa analisi:
Protezione cardiaca precoce: Molti studi si concentrano sul trattamento precoce dopo l’infarto per ridurre il danno al muscolo cardiaco. Il dapagliflozin e altri farmaci vengono testati per la loro capacità di proteggere il cuore nelle prime ore e giorni dopo l’evento acuto.
Terapia antinfiammatoria: Alcuni studi, come quello con ziltivekimab, stanno esplorando il ruolo dell’infiammazione nella progressione della malattia coronarica e come la sua modulazione possa ridurre la formazione di placche aterosclerotiche.
Gestione del dolore: La ricerca sta anche valutando nuove opzioni per la gestione del dolore acuto, come il metossiflurano, che potrebbe offrire vantaggi rispetto agli analgesici tradizionali in termini di tollerabilità e facilità di somministrazione.
Prevenzione secondaria: Diversi studi si concentrano sulla prevenzione di eventi cardiovascolari ricorrenti attraverso l’ottimizzazione della terapia antiaggregante e anticoagulante, come dimostrato dagli studi su prasugrel, ticagrelor, apixaban e selatogrel.
Approcci personalizzati: Alcuni studi stanno valutando strategie di trattamento intensificate basate su profili di rischio specifici, come lo studio con icosapent etile che mira a pazienti ad alto rischio di eventi ricorrenti.
Distribuzione geografica: La maggior parte degli studi è condotta in più paesi europei, con particolare concentrazione in Italia, Spagna, Germania e nei paesi nordici, riflettendo la collaborazione internazionale nella ricerca cardiovascolare.
È importante notare che questi studi sono ancora in corso e i risultati finali non sono ancora disponibili. I pazienti interessati a partecipare dovrebbero discutere con il proprio medico curante per valutare l’idoneità e i potenziali benefici e rischi della partecipazione.




