Il glioma è un tumore cerebrale che richiede trattamenti innovativi. Attualmente sono in corso 20 studi clinici in tutto il mondo, di cui 10 descritti in dettaglio in questo articolo. Questi studi stanno testando nuove terapie mirate, farmaci sperimentali e approcci immunoterapici per migliorare i risultati dei pazienti con glioma di vari gradi.
Studi Clinici in Corso per il Glioma
Il glioma è una forma di tumore cerebrale che origina dalle cellule gliali, che supportano e proteggono le cellule nervose nel cervello e nel midollo spinale. Questi tumori possono variare notevolmente in termini di aggressività e velocità di crescita, classificandosi in diversi gradi. I gliomi di basso grado (grado 1 e 2) tendono a crescere lentamente, mentre i gliomi di alto grado (grado 3 e 4) sono più aggressivi e crescono rapidamente. I sintomi dipendono dalla localizzazione e dalle dimensioni del tumore e possono includere mal di testa, convulsioni, deficit neurologici e cambiamenti cognitivi o della personalità.
La ricerca clinica sta attualmente esplorando numerose opzioni terapeutiche innovative per migliorare la diagnosi, il trattamento e la qualità della vita dei pazienti con glioma. Gli studi descritti in questo articolo rappresentano alcuni dei più promettenti approcci terapeutici in fase di valutazione, includendo terapie mirate, farmaci chemioterapici, immunoterapie e nuove tecniche di imaging diagnostico.
Studi Clinici Attualmente Disponibili
Studio sull’Utilizzo di [68Ga]NOTA-AE105 per Visualizzare e Differenziare i Gliomi nei Pazienti
Localizzazione: Danimarca
Questo studio clinico si concentra sull’utilizzo di una tecnica di imaging avanzata chiamata uPAR PET/MRI per migliorare la visualizzazione dei gliomi. La tecnica utilizza un tracciante radioattivo, [68Ga]NOTA-AE105, che viene iniettato per via endovenosa e si lega a una proteina chiamata uPAR, spesso presente in elevate concentrazioni nei gliomi. L’obiettivo principale è valutare se questa metodica possa distinguere efficacemente tra gliomi di alto grado e di basso grado, nonché tra la progressione tumorale e i cambiamenti post-trattamento. I partecipanti si sottopongono a una scansione PET/MRI entro un’ora dall’iniezione del tracciante, e i risultati vengono confrontati con i campioni di tessuto tumorale. Lo studio monitora anche la correlazione tra i livelli di uPAR e la sopravvivenza dei pazienti per un periodo di 36 mesi. I criteri di inclusione richiedono che i pazienti abbiano almeno 18 anni, un sospetto di glioma confermato da imaging e siano programmati per una biopsia o un intervento chirurgico.
Studio sulla Sicurezza ed Efficacia di Vorasidenib e Temozolomide per Pazienti con Glioma Mutante IDH1 o IDH2
Localizzazione: Austria, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna
Questo trial multicentry valuta la combinazione di due farmaci: vorasidenib, un inibitore sperimentale, e temozolomide, un chemioterapico già utilizzato nel trattamento dei tumori cerebrali. Lo studio è rivolto a pazienti con gliomi che presentano specifiche mutazioni genetiche nei geni IDH1 o IDH2. Lo studio è suddiviso in due fasi: la prima si concentra sulla determinazione della dose ottimale di vorasidenib quando utilizzato in combinazione con temozolomide, mentre la seconda fase valuta l’efficacia di questa combinazione nel controllo della crescita tumorale nel tempo. I farmaci vengono somministrati per via orale sotto forma di compresse. I criteri di inclusione richiedono che i pazienti abbiano almeno 18 anni, pesino almeno 40 kg e abbiano una diagnosi confermata di glioma di grado 2, 3 o 4 con mutazioni IDH. Lo studio monitora attentamente la funzione epatica, renale e del midollo osseo, oltre alla sopravvivenza libera da progressione. Sono esclusi i pazienti con gravi problemi cardiaci, ipertensione non controllata, infezioni attive o allergie note ai farmaci in studio.
Studio di Vorasidenib per Pazienti con Glioma di Grado 2 Residuo o Recidivante con Mutazione IDH1 o IDH2
Localizzazione: Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna
Questo studio in doppio cieco valuta l’efficacia di vorasidenib rispetto a un placebo in pazienti con glioma di grado 2 che presenta mutazioni IDH1 o IDH2. Il glioma di grado 2 è un tumore cerebrale a crescita lenta che può persistere o recidivare dopo il trattamento chirurgico. I partecipanti vengono assegnati casualmente a ricevere vorasidenib o placebo sotto forma di compresse rivestite, e il trattamento può durare fino a 96 settimane. Lo studio utilizza scansioni MRI regolari per monitorare la risposta del tumore al trattamento e valutare la progressione della malattia. I criteri di inclusione richiedono che i pazienti abbiano almeno 12 anni, pesino almeno 40 kg, abbiano una diagnosi confermata di oligodendroglioma o astrocitoma di grado 2 secondo i criteri WHO 2016, e abbiano subito almeno un intervento chirurgico precedente tra 1 e 5 anni fa. È richiesta la conferma della mutazione IDH1 o IDH2 tramite test di laboratorio centralizzato. I pazienti devono avere un punteggio KPS o LPPS di almeno 80%, che misura la capacità di svolgere le attività quotidiane.
Studio di Lenvatinib per Bambini e Giovani Adulti con Tumori Solidi Recidivanti o Refrattari, Inclusi Glioma di Alto Grado e Rabdomiosarcoma
Localizzazione: Repubblica Ceca, Cechia, Francia, Italia, Spagna
Questo trial pediatrico valuta l’efficacia e la sicurezza di lenvatinib in bambini, adolescenti e giovani adulti con tumori solidi che non hanno risposto ai trattamenti precedenti o sono recidivati. I tumori inclusi nello studio sono il glioma di alto grado, il rabdomiosarcoma, il sarcoma di Ewing e altri tumori solidi, escluso l’osteosarcoma. Lenvatinib è un inibitore delle tirosin chinasi che blocca alcune proteine coinvolte nella crescita dei vasi sanguigni tumorali e nella proliferazione delle cellule cancerose. Il farmaco viene somministrato per via orale sotto forma di capsule. L’obiettivo principale è valutare il tasso di risposta obiettiva alla settimana 16, misurando come il tumore risponde al trattamento secondo criteri specifici come RECIST 1.1 o RANO. I criteri di inclusione richiedono che i partecipanti abbiano tra 2 e 21 anni, un tumore solido recidivante o refrattario confermato istologicamente, almeno una lesione misurabile, e un punteggio di performance Lansky o Karnofsky di almeno 60%. È richiesta anche un’adeguata funzione degli organi, includendo conta dei neutrofili, piastrine, emoglobina, funzione renale, epatica e cardiaca.
Studio Comparativo tra Trametinib e Vinblastina per Bambini e Giovani Adulti con Glioma di Basso Grado di Nuova Diagnosi con Gene BRAF di Tipo Selvatico
Localizzazione: Francia
Questo studio randomizzato confronta due trattamenti per gliomi di basso grado di nuova diagnosi che non presentano la mutazione BRAF: trametinib, un inibitore MEK somministrato quotidianamente per via orale, e vinblastina, un chemioterapico somministrato settimanalmente per via endovenosa. Il glioma di basso grado è un tumore cerebrale a crescita lenta che può colpire bambini e giovani adulti. Lo studio mira a determinare se trametinib possa offrire risultati migliori rispetto al trattamento standard con vinblastina nel gestire la malattia per un periodo di 18 mesi. I partecipanti vengono assegnati casualmente a uno dei due gruppi di trattamento e seguiti per 72 settimane, durante le quali vengono monitorati regolarmente per valutare la risposta del tumore e eventuali effetti collaterali. I criteri di inclusione richiedono che i pazienti abbiano tra 1 mese e 25 anni, un glioma di grado 1 confermato, tumori misti glio-neuronali o xantoastrocitoma pleomorfo, e che non presentino la mutazione BRAFv600. È necessario un punteggio di performance Karnofsky o Lansky di almeno 50%, funzione adeguata del midollo osseo, del fegato, dei reni e del cuore, oltre alla pressione arteriosa controllata. Lo studio richiede anche campioni di tessuto tumorale per ulteriori analisi genetiche e molecolari.
Studio Comparativo tra Scansioni PET con Fluciclovine (18F) e Fluoroetiltirosina F-18 in Pazienti con Tumori Cerebrali Nuovi o Recidivanti e Metastasi Cerebrali
Localizzazione: Germania
Questo studio di imaging confronta due agenti traccianti utilizzati nelle scansioni PET per la visualizzazione di gliomi cerebrali e metastasi cerebrali: 18F-Fluciclovine (Axumin) e 18F-Fluoroetiltirosina (FET). Entrambi gli agenti vengono somministrati per via endovenosa e aiutano a evidenziare le aree tumorali durante le scansioni PET. Lo studio mira a valutare quale agente sia più efficace nel mostrare le dimensioni e la distribuzione del tumore, e se possa distinguere accuratamente tra la progressione tumorale e i cambiamenti correlati al trattamento precedente. I partecipanti si sottopongono a due sessioni di imaging separate, una con ciascun tracciante, e i risultati vengono confrontati da tre esaminatori per raggiungere un consenso sulla classificazione del tumore. Lo studio monitora anche parametri come il rapporto tumore-cervello, il tempo di picco e la pendenza della curva tempo-attività sia nei gliomi di alto grado che in quelli di basso grado. I criteri di inclusione richiedono che i pazienti abbiano almeno 18 anni, siano mentalmente e fisicamente in grado di comprendere lo studio, abbiano capacità decisionale e firmino un consenso informato. I pazienti devono essere stati indirizzati alla Clinica di Medicina Nucleare per una scansione FET PET su prescrizione medica con sospetto di glioma o recidiva tumorale.
Studio di Immunoterapia con WT1 LAMP mRNA DC per Bambini con Glioma di Alto Grado e Glioma Pontino Intrinseco Diffuso
Localizzazione: Belgio
Questo trial pediatrico valuta una nuova forma di immunoterapia basata su cellule dendritiche modificate per colpire una proteina specifica chiamata WT1, spesso presente in gliomi di alto grado e gliomi pontini intrinseci diffusi (DIPG). Il DIPG è un tumore cerebrale raro e aggressivo che si sviluppa nel ponte, una parte del tronco encefalico, mentre il glioma di alto grado è un tumore a crescita rapida che può infiltrare il tessuto cerebrale circostante. Il trattamento prevede l’utilizzo di cellule dendritiche del paziente, modificate in laboratorio con mRNA che codifica per la proteina WT1 legata a LAMP (proteina associata alla membrana lisosomiale). Queste cellule vengono iniettate per via intradermica (sotto la pelle) con l’obiettivo di stimolare il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali. Lo studio valuta la fattibilità e la sicurezza di produrre e somministrare almeno nove dosi del vaccino, sia durante il trattamento standard che dopo altre terapie. I criteri di inclusione richiedono che i pazienti abbiano tra 12 mesi e 18 anni, pesino almeno 10 kg, abbiano una diagnosi confermata di glioma di alto grado o DIPG mediante imaging o istologia, un punteggio Lansky o Karnofsky di almeno 50%, e un’aspettativa di vita di almeno 8 settimane. È richiesto anche un consenso informato scritto dai genitori o tutori legali.
Studio sulla Qualità della Vita e Funzione Cerebrale in Pazienti con Gliomi Diffusi di Basso Grado Trattati con Temozolomide
Localizzazione: Francia
Questo studio osservazionale valuta l’impatto del temozolomide sulla qualità della vita e sulle funzioni cognitive in pazienti con gliomi diffusi di basso grado (DLGG). I DLGG sono tumori cerebrali a crescita lenta che originano dalle cellule gliali e possono infiltrare il tessuto cerebrale circostante nel tempo. Il temozolomide è un chemioterapico orale utilizzato come trattamento di prima linea dopo l’intervento chirurgico. Lo studio conduce valutazioni complete all’inizio del trattamento, dopo sei mesi e dopo dodici mesi per misurare le funzioni neurocognitive, lo stato psicologico e la qualità della vita complessiva dei pazienti. L’obiettivo principale è determinare la fattibilità di condurre queste valutazioni nel tempo e raccogliere dati per sviluppare futuri studi multicentrici. I criteri di inclusione richiedono che i pazienti abbiano almeno 18 anni, parlino fluentemente il francese, siano iscritti al sistema di sicurezza sociale francese, abbiano una diagnosi confermata di DLGG, stiano ricevendo temozolomide come primo trattamento dopo la chirurgia senza precedenti chemioterapie o radioterapie, e abbiano un punteggio di performance status di 2 o inferiore. È richiesta anche un’adeguata funzione del midollo osseo, del fegato e dei reni, valutata attraverso esami del sangue specifici.
Studio di Cobolimab e Dostarlimab per Bambini e Giovani Adulti con Tumori di Nuova Diagnosi o Recidivanti/Refrattari
Localizzazione: Repubblica Ceca, Cechia, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Spagna
Questo ampio studio multicentrico valuta la combinazione di due immunoterapie, cobolimab e dostarlimab, in bambini e giovani adulti con tumori solidi avanzati, inclusi melanoma e linfoma di Hodgkin. Lo studio è suddiviso in due parti: la prima si concentra sulla determinazione della sicurezza e del dosaggio ottimale della combinazione in pazienti con tumori solidi avanzati di vari tipi, mentre la seconda parte valuta l’efficacia del trattamento in specifici tipi di cancro come il melanoma e il linfoma di Hodgkin. Entrambi i farmaci vengono somministrati per via endovenosa sotto forma di infusione. Cobolimab e dostarlimab sono inibitori dei checkpoint immunitari che bloccano specifiche proteine utilizzate dalle cellule tumorali per eludere il sistema immunitario, permettendo così al sistema immunitario di riconoscere e attaccare meglio le cellule cancerose. Lo studio monitora attentamente i partecipanti per valutare gli effetti collaterali e i cambiamenti nella salute complessiva. I criteri di inclusione variano in base alla fase dello studio, ma generalmente richiedono che i partecipanti abbiano tra 2 e 21 anni (a seconda della coorte), tumori solidi avanzati o metastatici che sono peggiorati dopo i trattamenti disponibili, almeno una lesione misurabile, un punteggio di performance Karnofsky o Lansky di almeno 60%, e un’adeguata funzione degli organi verificata tramite esami del sangue. Lo studio continuerà fino al 2030, fornendo informazioni preziose su nuove opzioni terapeutiche per giovani pazienti con tumori difficili da trattare.
Studio su Lutetium (177Lu) Zadavotide Guraxetan per Pazienti con Glioma Recidivante di Grado 3 e Grado 4
Localizzazione: Norvegia
Questo trial innovativo valuta una terapia radiofarmaceutica chiamata 177Lu-PSMA per pazienti con gliomi di grado 3 e 4 recidivanti o in progressione. Il trattamento combina una sostanza radioattiva, il lutetium-177, con una molecola che si lega specificamente a una proteina chiamata PSMA presente sulla superficie di alcune cellule tumorali. Quando iniettata per via endovenosa, questa combinazione permette di erogare radiazioni mirate direttamente al tumore, minimizzando i danni ai tessuti sani circostanti. Lo studio valuta la sicurezza, la tollerabilità e l’efficacia di questo approccio terapeutico nel ridurre le dimensioni o la crescita dei tumori. I partecipanti ricevono il trattamento in cicli della durata di 6-8 settimane, durante i quali non devono ricevere altri trattamenti antitumorali. Lo studio utilizza scansioni MRI regolari per valutare la risposta del tumore e monitora attentamente la dose di radiazioni assorbita dal tumore e dagli organi critici. Gli endpoint principali includono la sopravvivenza libera da progressione a 6 mesi e la sopravvivenza complessiva a 1 anno. I criteri di inclusione richiedono che i pazienti abbiano almeno 18 anni, una diagnosi precedente di glioma di grado 3 o 4 secondo la classificazione WHO, recidiva o progressione tumorale confermata radiologicamente mediante MRI almeno 12 settimane dopo il completamento della radioterapia, un’aspettativa di vita superiore a 12 settimane, uno stato di performance Karnofsky di almeno 70%, e un’elevata captazione tumorale del tracciante diagnostico 68Ga-PSMA. Il tumore non deve essere idoneo per ulteriore radioterapia o chirurgia.
Riepilogo degli Studi Clinici
Gli studi clinici descritti rappresentano approcci innovativi e diversificati per il trattamento e la diagnosi dei gliomi. Un tema comune è l’identificazione di biomarcatori genetici specifici, come le mutazioni IDH1 e IDH2, che permettono di personalizzare le terapie e migliorare l’efficacia del trattamento. Diversi studi si concentrano su terapie mirate che bloccano specifiche vie metaboliche o proteine coinvolte nella crescita tumorale, come gli inibitori MEK (trametinib) e gli inibitori IDH (vorasidenib).
Un’altra area di ricerca importante riguarda l’immunoterapia, con studi che valutano vaccini a base di cellule dendritiche e inibitori dei checkpoint immunitari come cobolimab e dostarlimab. Questi approcci mirano a stimolare il sistema immunitario del paziente per riconoscere e attaccare le cellule tumorali in modo più efficace.
Gli studi di imaging diagnostico, utilizzando traccianti PET innovativi, rappresentano un progresso significativo nella capacità di visualizzare e caratterizzare i gliomi, distinguendo tra tessuto tumorale attivo e cambiamenti post-trattamento. Questo può migliorare notevolmente la pianificazione terapeutica e il monitoraggio della risposta al trattamento.
È importante notare che molti di questi studi includono popolazioni pediatriche, riconoscendo le esigenze specifiche dei bambini e giovani adulti con gliomi. Gli studi valutano non solo l’efficacia dei trattamenti, ma anche l’impatto sulla qualità della vita e sulle funzioni cognitive, aspetti cruciali per pazienti che devono convivere con la malattia a lungo termine.
I pazienti interessati a partecipare a questi studi dovrebbero consultare il proprio oncologo per valutare l’idoneità e discutere i potenziali benefici e rischi. La partecipazione a trial clinici può offrire accesso a trattamenti innovativi non ancora disponibili come terapie standard e contribuire al progresso della ricerca medica per le future generazioni di pazienti.
