Attualmente sono in corso 38 studi clinici sul glioblastoma in tutto il mondo. In questo articolo presentiamo 10 di questi studi che stanno testando nuovi trattamenti per questa forma aggressiva di tumore cerebrale, inclusi approcci innovativi come l’immunoterapia, dispositivi a ultrasuoni per migliorare la somministrazione dei farmaci e combinazioni di terapie standard con nuovi farmaci.
Studi clinici in corso sul glioblastoma: nuove speranze nel trattamento di un tumore cerebrale aggressivo
Il glioblastoma è una delle forme più aggressive di tumore cerebrale, che origina dalle cellule gliali che supportano i neuroni. Nonostante i progressi nella medicina, questa malattia rimane difficile da trattare. Attualmente, la ricerca scientifica sta esplorando nuove strategie terapeutiche attraverso studi clinici innovativi che combinano tecnologie avanzate, immunoterapia e farmaci mirati.
In questo articolo presentiamo 10 studi clinici attualmente in corso che offrono nuove possibilità di trattamento per i pazienti con glioblastoma, sia di nuova diagnosi che recidivante. Questi studi rappresentano la frontiera della ricerca oncologica cerebrale e potrebbero portare a miglioramenti significativi nella gestione di questa malattia.
Studi clinici per il glioblastoma recidivante
Studio sul glioblastoma recidivante: confronto tra SonoCloud-9 con carboplatino e trattamenti standard lomustina o temozolomide per pazienti sottoposti a chirurgia di rimozione del tumore
Localizzazione: Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Svezia
Questo studio clinico si concentra sul trattamento del glioblastoma recidivante, ossia quando il tumore cerebrale si ripresenta dopo il trattamento iniziale. Lo studio confronta due approcci terapeutici: un gruppo di pazienti riceve una combinazione di un dispositivo chiamato SonoCloud-9 insieme al farmaco chemioterapico carboplatino, mentre l’altro gruppo riceve chemioterapia standard con lomustina o temozolomide.
Il dispositivo SonoCloud-9 utilizza gli ultrasuoni per aprire temporaneamente la barriera emato-encefalica, una membrana protettiva che normalmente impedisce a molti farmaci di raggiungere il cervello. Questo consente al carboplatino di penetrare più efficacemente nel tessuto tumorale cerebrale. L’obiettivo principale dello studio è valutare quale approccio offra una migliore sopravvivenza globale per i pazienti.
I criteri di inclusione richiedono che i pazienti abbiano una prima recidiva confermata di glioblastoma, siano candidati alla chirurgia (craniotomia) con almeno il 50% del tumore asportabile, e abbiano un performance status WHO di 2 o inferiore. I pazienti devono avere almeno 18 anni e aver completato precedenti trattamenti che includevano chirurgia o biopsia, radioterapia specifica e terapia di mantenimento.
Studio sulla terapia radiodinamica con acido aminolevulinico per pazienti con prima recidiva di glioblastoma
Localizzazione: Germania
Questo studio innovativo valuta un approccio chiamato terapia radiodinamica (RDT), che combina l’acido 5-aminolevulinico (5-ALA) somministrato per via orale con la radioterapia. L’acido 5-aminolevulinico è una sostanza naturale che si accumula preferenzialmente nelle cellule tumorali, rendendole più sensibili alla radioterapia.
L’obiettivo principale dello studio è determinare la dose massima sicura del farmaco che può essere somministrata ripetutamente durante il trattamento radioterapico senza causare effetti collaterali inaccettabili. Il trattamento viene somministrato nell’arco di quattro settimane, durante le quali i pazienti assumono il farmaco Gliolan (nome commerciale del 5-ALA) in combinazione con sessioni di radioterapia.
Per partecipare, i pazienti devono avere almeno 18 anni, una recidiva confermata di glioblastoma nella parte superiore del cervello, e un punteggio di performance Karnofsky di 60 o superiore. È richiesta una funzionalità adeguata di reni e fegato, e le donne in età fertile devono avere un test di gravidanza negativo prima dell’inizio del trattamento.
Studi per il glioblastoma di nuova diagnosi
Studio sulla sicurezza ed efficacia di un vaccino con cellule dendritiche e temozolomide per pazienti con glioblastoma
Localizzazione: Italia
Questo studio italiano valuta un approccio immunoterapico innovativo che utilizza un vaccino personalizzato creato dalle cellule del paziente stesso. Il vaccino, denominato DC-VACCINE_IRSTIRCCS, è composto da cellule dendritiche autologhe caricate con proteine del tumore del paziente. Le cellule dendritiche sono componenti importanti del sistema immunitario che aiutano a riconoscere e attaccare le cellule tumorali.
Il trattamento combina questo vaccino personalizzato con la temozolomide, un farmaco chemioterapico standard. I pazienti ricevono prima il trattamento standard che include chirurgia e radiochemioterapia secondo il protocollo Stupp, seguito dalla somministrazione del vaccino e della temozolomide per diversi mesi.
Lo studio mira a valutare se questa combinazione può migliorare la sopravvivenza libera da progressione, ovvero il tempo durante il quale la malattia non peggiora. I criteri di inclusione richiedono una diagnosi confermata di glioblastoma, un performance status Karnofsky del 70% o superiore, e un’aspettativa di vita superiore a 12 settimane. È necessario disporre di tessuto tumorale sufficiente per la preparazione del vaccino.
Studio sul bevacizumab per pazienti con glioblastoma di nuova diagnosi IDH wild-type, MGMT non metilato
Localizzazione: Germania
Questo studio tedesco esamina l’efficacia del bevacizumab, un farmaco che inibisce la formazione di nuovi vasi sanguigni necessari alla crescita del tumore. Il bevacizumab viene somministrato per via endovenosa insieme alla radiochemioterapia standard in pazienti con una forma specifica di glioblastoma caratterizzata da particolari marcatori genetici (IDH wild-type e MGMT non metilato).
L’obiettivo principale è valutare se l’aggiunta di bevacizumab al trattamento standard possa migliorare la sopravvivenza globale dei pazienti. Lo studio monitora anche la sopravvivenza libera da progressione, la qualità della vita e le funzioni cognitive dei partecipanti attraverso questionari specifici.
I pazienti idonei devono avere tra i 18 e i 70 anni, una diagnosi confermata di glioblastoma con le caratteristiche genetiche specifiche, e un performance status ECOG tra 0 e 2. Sono richieste funzionalità adeguate di sangue, fegato e reni. Le donne in età fertile e gli uomini devono utilizzare metodi contraccettivi efficaci durante lo studio e per 6 mesi successivi.
Studio sull’efficacia e la sicurezza di un vaccino con cellule dendritiche per pazienti con glioblastoma di nuova diagnosi
Localizzazione: Germania
Questo studio tedesco valuta l’efficacia di un vaccino immunoterapico personalizzato chiamato GlioVax, composto da cellule dendritiche mature caricate con lisato tumorale autologo. Il vaccino viene somministrato per via intradermica (sotto la pelle) in aggiunta al trattamento standard che include chirurgia, radioterapia e chemioterapia con temozolomide.
L’obiettivo principale è determinare se l’aggiunta del vaccino GlioVax possa prolungare la sopravvivenza globale rispetto al solo trattamento standard. Lo studio monitora anche la qualità della vita e le performance neurologiche dei pazienti attraverso valutazioni specifiche.
Per partecipare, i pazienti devono avere una diagnosi di glioblastoma di nuova diagnosi, di tipo IDH wild-type e grado IV secondo la classificazione WHO. Il tumore deve essere monofocale (localizzato in un’area) e deve essere stata eseguita una resezione quasi completa, lasciando non più di 5 millilitri di tumore residuo. È necessario disporre di un campione tumorale sterile di almeno 150 milligrammi per la preparazione del vaccino.
Studio sul pembrolizumab combinato con chemioradioterapia standard per pazienti con glioblastoma multiforme di nuova diagnosi
Localizzazione: Polonia
Questo studio polacco valuta l’aggiunta di pembrolizumab (nome commerciale Keytruda), un farmaco immunoterapico, al trattamento standard per il glioblastoma. Il pembrolizumab è un inibitore del checkpoint immunitario che aiuta il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali bloccando la proteina PD-1 sui linfociti T.
Il trattamento prevede la somministrazione di pembrolizumab per via endovenosa (200 mg per sessione) sia prima che dopo il trattamento standard secondo il protocollo Stupp, che include chirurgia, radioterapia e chemioterapia con temozolomide. Il periodo di trattamento può durare fino a 48 mesi.
I criteri di inclusione richiedono un’età compresa tra 18 e 70 anni, una diagnosi confermata di glioblastoma multiforme attraverso scansioni cerebrali (TAC e risonanza magnetica), un tumore in posizione operabile chirurgicamente, e un punteggio Karnofsky di 80 o superiore. È necessaria un’aspettativa di vita di almeno 3 mesi e funzionalità adeguate degli organi. Le persone in età fertile devono utilizzare metodi contraccettivi efficaci durante lo studio e per 120 giorni dopo l’ultima scansione.
Studi per pazienti con glioblastoma di nuova diagnosi e recidivante
Studio su troriluzole e ADI-PEG-20 per pazienti con glioblastoma di nuova diagnosi e recidivante
Localizzazione: Francia, Germania
Questo studio internazionale, chiamato GBM AGILE, è uno studio adattivo su larga scala che valuta contemporaneamente più terapie sperimentali per il glioblastoma. Lo studio testa due farmaci: troriluzole, somministrato per via orale in capsule, e ADI-PEG-20, somministrato tramite iniezione intramuscolare.
Lo studio è condotto in due fasi: nella prima fase, i ricercatori identificano quali trattamenti sono più efficaci per specifici sottotipi di pazienti o in base a determinati biomarcatori. Nella seconda fase, viene confermata l’efficacia di questi trattamenti per supportare lo sviluppo di nuovi farmaci. Il troriluzole viene somministrato per un massimo di 48 settimane, mentre l’ADI-PEG-20 può essere somministrato fino a 104 settimane.
L’obiettivo principale è la sopravvivenza globale. Per i pazienti con glioblastoma di nuova diagnosi, sono richieste una risonanza magnetica entro 21 giorni prima dell’inizio dello studio, un performance status Karnofsky del 60% o superiore, e tessuto tumorale disponibile. Per i pazienti con recidiva, è necessaria una risonanza magnetica entro 14 giorni, un performance status Karnofsky del 70% o superiore, e evidenza di progressione della malattia.
Studio sugli effetti dell’immunoterapia con cellule dendritiche e temozolomide in pazienti con glioblastoma
Localizzazione: Norvegia
Questo studio norvegese valuta un’innovativa terapia immunologica basata su cellule chiamata DEN-STEM, che utilizza cellule dendritiche autologhe trasfettate con mRNA di cellule staminali tumorali. Questo trattamento mira specificamente alle cellule staminali tumorali, considerate responsabili della crescita e diffusione del cancro.
I pazienti ricevono prima il trattamento standard secondo il protocollo Stupp (chirurgia, radioterapia e chemioterapia), seguito dalla somministrazione del vaccino personalizzato tramite iniezione intradermica. Lo studio confronta l’efficacia di questo trattamento con la terapia standard per determinare se può migliorare la sopravvivenza libera da progressione.
I criteri di inclusione richiedono un’età compresa tra 18 e 70 anni, un performance status ECOG di 0 o 1, una diagnosi confermata di glioblastoma IDH wild-type con promotore del gene MGMT non metilato, e disponibilità di tessuto tumorale sufficiente per la preparazione del vaccino. Dopo la chirurgia, la risonanza magnetica deve mostrare un residuo tumorale inferiore a 1 centimetro cubo o meno del 10% del volume tumorale originale.
Studi pediatrici e per giovani adulti
Studio su ribociclib, topotecan e temozolomide per bambini e giovani adulti (12 mesi – 21 anni) con neuroblastoma e tumori solidi recidivanti o refrattari
Localizzazione: Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Spagna
Questo studio europeo multicentrico si concentra sul trattamento di tumori solidi pediatrici, incluso il glioblastoma ad alto grado, in bambini e giovani adulti tra 12 mesi e 21 anni. Lo studio testa una combinazione di tre farmaci: ribociclib, topotecan e temozolomide.
Lo studio è diviso in due fasi: nella prima fase, i ricercatori determinano la dose ottimale di ribociclib da utilizzare con gli altri farmaci. Nella seconda fase, viene valutata ulteriormente l’efficacia di questa combinazione nel trattamento del neuroblastoma rispetto a un placebo. Il ribociclib e la temozolomide vengono somministrati per via orale, mentre il topotecan viene somministrato per via endovenosa.
I criteri di inclusione richiedono che i partecipanti abbiano tumori solidi specifici (neuroblastoma, medulloblastoma, glioma ad alto grado, tumore rabdoide maligno o rabdomiosarcoma) che non hanno risposto ai trattamenti standard. I pazienti devono avere una malattia misurabile, un’aspettativa di vita di almeno 12 settimane e funzionalità adeguate di midollo osseo e organi.
Studio sulla terapia con carboplatino assistita da ultrasuoni con SonoVue per bambini con tumori cerebrali maligni recidivanti
Localizzazione: Francia
Questo studio pediatrico francese valuta un approccio innovativo per il trattamento di tumori cerebrali maligni primari sopratentoriali recidivanti nei bambini. Il trattamento combina un dispositivo chiamato SonoCloud-9, che utilizza ultrasuoni per aprire temporaneamente la barriera emato-encefalica, con la chemioterapia carboplatino somministrata per via endovenosa. Durante la procedura viene utilizzato anche SonoVue, un agente di contrasto per visualizzare l’area di trattamento.
L’obiettivo principale dello studio è determinare il livello di potenza degli ultrasuoni più sicuro ed efficace che può essere utilizzato con il dispositivo SonoCloud-9 per aprire temporaneamente la barriera emato-encefalica, permettendo al farmaco chemioterapico di raggiungere meglio il tumore.
I criteri di inclusione richiedono un’età compresa tra 5 e 18 anni, un tumore cerebrale sopratentoriale (nella parte superiore del cervello) recidivante o in progressione dopo almeno un trattamento standard, e idoneità al trattamento con carboplatino. I pazienti devono avere conta piastrinica superiore a 100.000 per microlitro, funzionalità normale di fegato e reni, parametri di coagulazione normali, e devono essere in grado di sottoporsi a trattamenti con ultrasuoni e risonanze magnetiche senza sedazione.
Sintesi e prospettive future
Gli studi clinici presentati rappresentano approcci innovativi e diversificati nel trattamento del glioblastoma, una delle forme più aggressive di tumore cerebrale. Emergono diverse tendenze significative nella ricerca attuale:
Immunoterapia personalizzata: Diversi studi (Italia, Germania, Norvegia) stanno valutando vaccini con cellule dendritiche personalizzati, creati dalle cellule e dal tessuto tumorale del paziente stesso. Questi approcci mirano a stimolare il sistema immunitario a riconoscere e attaccare specificamente le cellule tumorali, rappresentando un cambio di paradigma rispetto alla chemioterapia tradizionale.
Tecnologie di superamento della barriera emato-encefalica: Gli studi che utilizzano il dispositivo SonoCloud-9 (disponibili sia per adulti che per bambini) rappresentano un’innovazione importante. La barriera emato-encefalica è uno dei principali ostacoli alla terapia efficace dei tumori cerebrali, e la possibilità di aprirla temporaneamente mediante ultrasuoni potrebbe migliorare significativamente la somministrazione dei farmaci chemioterapici.
Inibitori del checkpoint immunitario: Lo studio polacco con pembrolizumab esplora l’uso di questa classe di farmaci immunoterapici, già efficaci in altri tipi di tumore, nel contesto del glioblastoma. Questo approccio cerca di “sbloccare” la risposta immunitaria contro il tumore.
Terapie combinate innovative: Diversi studi combinano trattamenti standard con nuovi approcci, come la terapia radiodinamica con acido 5-aminolevulinico o farmaci antiangiogenici come il bevacizumab, che bloccano la formazione di nuovi vasi sanguigni necessari alla crescita tumorale.
Approcci personalizzati basati sui biomarcatori: Alcuni studi, come quello GBM AGILE, utilizzano caratteristiche molecolari specifiche del tumore (come lo stato IDH e la metilazione MGMT) per selezionare i pazienti più probabilmente beneficiari di determinati trattamenti, rappresentando un passo verso la medicina di precisione.
Ricerca pediatrica: È incoraggiante notare l’inclusione di studi specifici per la popolazione pediatrica, tradizionalmente sotto-rappresentata nella ricerca oncologica, con approcci adattati alle loro esigenze specifiche.
È importante sottolineare che tutti questi studi sono in fase di sperimentazione e i loro risultati non sono ancora definitivi. La partecipazione a uno studio clinico è una decisione personale che dovrebbe essere presa insieme al proprio team medico, considerando attentamente i potenziali benefici e rischi. Tuttavia, questi studi rappresentano la speranza concreta di nuove opzioni terapeutiche per una malattia che rimane una delle più difficili da trattare in oncologia.




