La diagnostica della batteriemia comprende una serie di esami e analisi che aiutano i medici a identificare la presenza di batteri nel flusso sanguigno e a determinare l’approccio terapeutico più appropriato per prevenire complicazioni gravi.
Introduzione: Chi Dovrebbe Sottoporsi alla Diagnostica
La batteriemia è il termine medico che indica la presenza di batteri nel sangue, una condizione che richiede una diagnosi corretta per prevenire gravi conseguenze per la salute. Capire quando è necessario richiedere una valutazione diagnostica è fondamentale, soprattutto perché molte persone con batteriemia possono inizialmente manifestare solo sintomi lievi o addirittura non avere alcun sintomo. Il tuo sangue normalmente è sterile, il che significa che in condizioni di salute non contiene batteri o altri germi.[1]
Dovresti considerare di rivolgerti a un medico e richiedere esami diagnostici se sviluppi alcuni segnali di allarme. Quando il sistema immunitario riconosce la presenza di batteri nel sangue, tipicamente li rimuove dal corpo senza causare sintomi, oppure potresti avvertire solamente una febbre lieve. Tuttavia, se la batteriemia progredisce verso condizioni più gravi come la sepsi o lo shock settico, potresti sviluppare sintomi più preoccupanti tra cui brividi, battito cardiaco accelerato, pressione sanguigna bassa, dolore addominale, nausea e vomito, diarrea e respirazione rapida.[1]
Le persone a maggior rischio di sviluppare batteriemia, che dovrebbero essere particolarmente vigili nel richiedere esami diagnostici, includono coloro che hanno il sistema immunitario indebolito, anziani con molteplici problemi di salute e pazienti ricoverati in ospedali o centri di assistenza comunitaria. L’incidenza della batteriemia è maggiore in queste popolazioni, che sono anche più vulnerabili alle complicazioni. La regione geografica, le condizioni di salute esistenti e i fattori ambientali possono tutti influenzare chi sviluppa la batteriemia e quando diventa necessario sottoporsi a esami diagnostici.[2]
Alcune situazioni aumentano il rischio e dovrebbero portarti a discutere con il tuo medico curante della necessità di esami diagnostici. Queste includono procedure dentali recenti come pulizie o estrazioni dentarie, interventi chirurgici o procedure mediche che coinvolgono cateteri o tubi per la respirazione, ferite come tagli, graffi o ustioni che potrebbero essersi infettate, e condizioni che richiedono dispositivi medici permanenti. Anche attività di routine come lavarsi i denti o passare il filo interdentale in modo troppo energico possono permettere ai batteri di entrare nel flusso sanguigno, anche se nelle persone sane questo problema tipicamente si risolve da solo senza bisogno di intervento.[1]
Metodi Diagnostici
La diagnosi di batteriemia inizia con una valutazione clinica approfondita da parte di un operatore sanitario. Durante questa valutazione iniziale, il medico condurrà un esame fisico e ti farà domande dettagliate sui tuoi sintomi, incluso da quanto tempo li stai manifestando. Valuterà il tuo aspetto generale e i segni vitali, che comprendono temperatura corporea, polso, frequenza respiratoria e pressione sanguigna. È stato costantemente riscontrato che il rischio di batteriemia aumenta all’aumentare della temperatura, anche se il rischio specifico a una data temperatura può variare in base all’età.[3]
Durante l’esame fisico, il tuo medico cercherà segni specifici che potrebbero indicare batteriemia o aiutare a identificarne la fonte. Ispezionerà la pelle, i tessuti molli, le ossa e le articolazioni alla ricerca di segni di infezione. Il medico controllerà la presenza di petecchie, che sono piccole macchie rosse o viola sulla pelle causate da sanguinamenti sotto la superficie cutanea. Esaminerà la presenza di infezioni all’orecchio o del tratto respiratorio superiore, valuterà la possibilità di polmonite e verificherà se hai infezioni virali riconoscibili. Questo esame fisico completo aiuta a guidare la scelta di quali esami diagnostici saranno più utili.[3]
Esami Colturali Batterici
Se il tuo medico sospetta batteriemia dopo la valutazione iniziale, prescriverà esami colturali batterici per confermare la diagnosi. Questi test di laboratorio sono lo standard di riferimento per diagnosticare la batteriemia perché possono rilevare l’effettiva presenza di batteri nei tuoi fluidi corporei. I tipi specifici di colture prescritte dipenderanno dai tuoi sintomi e da dove il medico sospetta che l’infezione potrebbe avere origine.[1]
L’esame del sangue è lo strumento diagnostico principale per la batteriemia. Durante questa procedura, un operatore sanitario utilizza un ago sottile per prelevare una piccola quantità di sangue, solitamente da una vena del braccio. Tipicamente vengono raccolti più campioni di sangue da siti diversi e in momenti diversi per aumentare la probabilità di rilevare i batteri se sono presenti. I campioni di sangue vengono quindi inviati a un laboratorio dove vengono posti in contenitori speciali che favoriscono la crescita batterica. Se nel tuo sangue sono presenti batteri, si moltiplicheranno in questi contenitori, permettendo ai tecnici di laboratorio di identificare il tipo specifico di batterio che causa l’infezione.[1]
Oltre alle emocolture, il medico può prescrivere ulteriori esami colturali a seconda delle fonti sospette di infezione. Un esame dell’espettorato esamina il muco denso e scolorito che proviene dal profondo dei polmoni. Per fornire questo campione, devi fare un respiro profondo e tossire l’espettorato in un contenitore speciale. Un esame delle urine, chiamato anche analisi delle urine, richiede di urinare in un contenitore speciale. Se hai una ferita infetta come un graffio, un taglio, un’ustione o un ascesso, il medico preleverà un campione di liquido o pus dalla zona interessata per una coltura della ferita. Queste colture aggiuntive aiutano a identificare dove i batteri potrebbero essere entrati nel flusso sanguigno e che tipo di batterio ne è responsabile.[1]
Analisi di Laboratorio del Sangue
Oltre alle colture batteriche, i medici utilizzano diversi esami del sangue per individuare segni di infezione batterica e valutare la gravità della condizione. Il conteggio dei globuli bianchi è attualmente il test di screening standard consolidato per l’infezione batterica. Quando il corpo combatte un’infezione, il numero di globuli bianchi nel sangue tipicamente aumenta. I medici misurano anche il conteggio assoluto dei neutrofili, che esamina specificamente un tipo di globulo bianco che svolge un ruolo chiave nel combattere le infezioni batteriche.[3]
Altri esami di laboratorio che possono fornire informazioni utili includono la velocità di eritrosedimentazione, che misura l’infiammazione nel corpo, e i livelli di proteina C-reattiva, che indicano anch’essi la presenza di infiammazione o infezione. Sebbene attualmente questi test non siano raccomandati come test di screening di routine per la batteriemia da soli, possono fornire preziose informazioni di supporto quando combinati con altri risultati diagnostici. Alcuni centri medici hanno incorporato lo screening della proteina C-reattiva nei loro protocolli standard per valutare i pazienti febbrili nei pronto soccorso.[3]
Il test dei livelli di procalcitonina è emerso come uno strumento diagnostico promettente che sembra essere più sensibile e più specifico per l’infezione batterica rispetto ad altri valori di laboratorio attualmente utilizzati come test di screening. Questo esame appare particolarmente efficace nel rilevare malattie di breve durata e può aiutare i medici a distinguere tra infezioni batteriche e virali in modo più accurato rispetto agli esami del sangue tradizionali.[3]
Esami di Imaging
Per individuare la fonte dell’infezione e valutare se la batteriemia ha causato complicazioni in altre parti del corpo, il medico può prescrivere vari esami di imaging. Le radiografie utilizzano radiazioni per creare immagini dell’interno del corpo e possono aiutare a identificare polmoniti o altre infezioni nei polmoni. Una tomografia computerizzata, comunemente chiamata TAC, fornisce immagini tridimensionali più dettagliate del corpo e può aiutare a identificare ascessi o infezioni nell’addome o in altri organi interni.[1]
L’ecografia utilizza onde sonore per creare immagini in tempo reale dell’interno del corpo. Questo test non invasivo può aiutare a rilevare infezioni nei tessuti molli, ascessi o problemi agli organi interni. Il medico sceglierà gli esami di imaging appropriati in base ai tuoi sintomi e alla fonte sospetta della batteriemia. Questi esami di imaging completano le colture batteriche e gli esami del sangue aiutando a identificare dove l’infezione ha avuto origine e se si è diffusa ad altre aree del corpo.[1]
Diagnostica per la Qualificazione agli Studi Clinici
Sebbene le fonti fornite non contengano informazioni specifiche sui criteri diagnostici utilizzati per arruolare pazienti con batteriemia negli studi clinici, i metodi diagnostici standard descritti sopra costituiscono la base per identificare e caratterizzare i pazienti con questa condizione. Le emocolture rimangono l’esame diagnostico essenziale che sarebbe richiesto per confermare la batteriemia in qualsiasi contesto di ricerca clinica.
Nella pratica clinica e nella ricerca, determinare la fonte primaria dell’infezione è fondamentale non solo per la gestione del paziente ma anche per identificare popolazioni specifiche di pazienti che potrebbero essere studiate negli studi clinici. Le fonti comuni di infezione nei pazienti ospedalizzati includono il tratto respiratorio e i cateteri permanenti, in particolare i cateteri venosi centrali. Le infezioni del tratto urinario non trattate sono la causa più comune di batteriemia acquisita in comunità. Le infezioni dei tessuti molli e intra-addominali, sebbene meno comuni in generale, si verificano più frequentemente in contesti chirurgici post-operatori.[2]
Il tipo di batterio identificato attraverso gli esami colturali è anche una considerazione importante nella ricerca clinica. Escherichia coli, comunemente nota come E. coli, è la causa più comune di batteriemia da gram-negativi, mentre Staphylococcus aureus, spesso chiamato stafilococco, è l’organismo gram-positivo più comune che causa batteriemia. Questi batteri possono includere ceppi resistenti ai farmaci come lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina. Comprendere quali batteri specifici stanno causando l’infezione aiuta i ricercatori a progettare studi clinici appropriati e a determinare quali pazienti potrebbero beneficiare di trattamenti specifici oggetto di studio.[2]


